Trident Juncture, a Zaragoza il più grande addestramento Nato degli ultimi 13 anni

Trident Juncture, a Zaragoza il più grande addestramento Nato degli ultimi 13 anni
Di Euronews
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Trentasei mila soldati, tra truppe di terra e mare, provenienti da 30 Paesi diversi. La Nato conclude in questi giorni a San Gregorio, vicino

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Trentasei mila soldati, tra truppe di terra e mare, provenienti da 30 Paesi diversi. La Nato conclude in questi giorni a San Gregorio, vicino Zaragoza in Spagna, la più grande esercitazione militare avviata nell’Europa del Sud negli ultimi 13 anni.

Per il Segretario della Nato, Jens Stoltenberg, le minacce alla sicurezza dei Paesi dell’Alleanza Altantica sono aumentate nel corso degli ultimi due anni. Ecco perché la Nato ha lanciato in Spagna il Trident Juncture. “Ad est vediamo una Russia, sempre più assertiva” spiega Stoltenberg a Euronews “La Nato non è alla ricerca di un confronto con Mosca. Siamo anzi sempre più convinti della necessità di arrivare a creare una relazione cooperativa e costruttiva. Qui, nel Sud dell’Europa, però, le minacce sono diverse, in particolare a causa della vicinanza con i territori sotto il controllo dell’Isil, e con Paesi implosi o vicini al fallimento”.

In Spagna la Nato sta addestrando alcuni reparti dell’esercito spagnolo, cui spetterà la guida di forze speciali in missioni impegnate nella difesa contro la guerriglia non convenziale. In aumento in diverse aree del mondo. Come già l’Est dell’Ucraina o la Crimea hanno rivelato in questi anni
A guidare questa unità speciale, il Generale Statunitense Ben Hodge, che a Euronews racconta:“Vogliamo poter contare su ispezioni piu veloci, ma anche su tempi di decisione più rapidi. Dobbiamo poter contare su risposte quasi in tempo reale, come questi aeroplani che sono partiti dagli Stati Uniti 8 ore fa. E un risultato straordinario. Una migliore organizzazione ci garantirebbe di essere pronti ancora prima che un gruppo di miliziani appia all’orizzonte”.

Da Sangregorio il corrispondente di Euronews Andrei Beketov spiega: “Questa non è una simulazione al computer, non si tratta di raid comandati a distanza, o di ciber guerra. Sul campo c‘è un numero altissimo soldati, impegnati in un addestramento senza precendenti.

Tra questi anche le cosiddette brigate Sperhead, un gruppo di appena 5000 militari, cui spetteranno missioni di punta”.

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