Nucleare: quali paesi Ue sono a favore e quali contrari?

Una centrale nucleare accanto a un vecchio mulino a vento a Doel, in Belgio
Una centrale nucleare accanto a un vecchio mulino a vento a Doel, in Belgio Diritti d'autore AP Photo/Virginia Mayo, File
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Di Rosie Frost
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I leader mondiali si sono incontrati a Bruxelles per promuovere l'utilizzo dell'energia nucleare, un tema che però continua a dividere l'Europa

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Sebbene l'Europa rimanga divisa nel suo approccio al nucleare, a marzo i leader mondiali si sono riuniti a Bruxelles per il primo vertice sull'energia nucleare. Le delegazioni di oltre 30 paesi si sono riunite per l'evento accanto nell'edificio dell'Atomium, un monumento progettato per sostenere l'uso pacifico dell'energia nucleare.

I partecipanti hanno assunto una posizione altrettanto favorevole nei confronti dell'energia nucleare, sottolineandone il ruolo nella riduzione dell'uso dei combustibili fossili, nel miglioramento della sicurezza energetica e nella promozione dello sviluppo economico. Il vertice fa seguito all'invito ufficiale della COP28 di Dubai dello scorso dicembre ad accelerare il ricorso all'energia nucleare insieme ad altre fonti energetiche a basse emissioni di carbonio.

Ma con le proteste di gruppi ambientalisti come Greenpeace e di importanti potenze europee antinucleari come la Germania, il dibattito sull'energia nucleare continua a dividere il continente. Inoltre, dato che un terzo dei reattori nucleari attualmente in funzione nell'Ue si sta avvicinando alla fine del proprio ciclo di vita nel 2025, il futuro di questa fonte energetica non è così semplice da definire. Perché il nucleare è un argomento così divisivo in Europa?

Quanta energia proviene dal nucleare in Europa?

Circa un quarto dell'energia dell'Ue è di origine nucleare e più della metà è prodotta in Francia. In totale ci sono più di 150 reattori in funzione nei 27 Stati membri. In tutto il blocco, tuttavia, ci sono opinioni diverse sull'uso dell'energia nucleare. Le preoccupazioni sulla sicurezza in seguito a precedenti disastri hanno reso il nucleare un argomento controverso. Ogni Stato membro sceglie se includerlo o meno nel proprio mix energetico. Questo mette molti governi nella condizione di dover decidere il futuro del nucleare nel proprio paese.

Quali paesi europei hanno partecipato al vertice sull'energia nucleare?

Il vertice è stato co-presieduto dal primo ministro belga Alexander De Croo insieme al direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica Rafael Mariano Grossi, e ha visto la partecipazione di funzionari come il presidente del Consiglio europeo Charles Michel e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Belgio, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Finlandia, Francia, Ungheria, Italia, Paesi Bassi, Polonia e Svezia sono stati tra i firmatari di una dichiarazione che invita le autorità di regolamentazione a "sbloccare completamente" il potenziale del nucleare e a "creare le condizioni di finanziamento" per sostenere l'estensione della durata di vita dei reattori nucleari esistenti.

I leader dell'Ue hanno affermato che la crisi energetica e la dipendenza del blocco da fonti di combustibile estere sono le ragioni principali per perseguire l'uso di energia nucleare, oltre al suo "potenziale di decarbonizzazione dei sistemi energetici" e di "fornitura di elettricità a prezzi accessibili".

La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha affermato che il "rinnovato interesse" per il nucleare giunge in un "momento cruciale" per raggiungere gli obiettivi climatici dell'Ue, in particolare per "salvaguardare la sicurezza energetica e la competitività".

Qual è la posizione del Belgio?

Il fatto che il primo ministro belga Alexander De Croo abbia ospitato il vertice inaugurale sul nucleare significa che il Belgio è favorevole al nucleare? La storia del paese in materia di energia nucleare è più complicata. I piani di abbandono del nucleare sono stati introdotti già nel 1999, ma da allora le date e le scadenze sono cambiate più volte. Nel 2009 il governo belga ha deciso di estendere la durata di vita delle tre centrali nucleari più vecchie fino al 2025. Ma la crisi energetica dovuta alla guerra in Ucraina ha fatto slittare questa data di altri 10 anni.

Manifestazione di protesta davanti alla sede del vertice sull'energia nucleare a Bruxelles, 21 marzo 2024
Manifestazione di protesta davanti alla sede del vertice sull'energia nucleare a Bruxelles, 21 marzo 2024Geert Vanden Wijngaert/Copyright 2024 The AP. All rights reserved

Nel suo discorso di apertura il primo ministro ha sottolineato che il paese ha cambiato politica, passando dalla chiusura degli impianti all'estensione della loro durata di vita, affermando che per raggiungere lo zero netto il nucleare deve far parte del mix energetico. De Croo ha aggiunto che l'Ue dovrebbe utilizzare l'energia nucleare per "integrare" gli investimenti in corso nelle energie rinnovabili.

Quali paesi sono contrari al nucleare?

Dopo l'incidente di Three Mile Island nel 1979 e il disastro di Chernobyl nel 1986, l'opinione pubblica sull'energia nucleare è cambiata radicalmente. In Germania timori per la sicurezza sono stati sollevati dal movimento ambientalista e dal partito dei Verdi. Nel 2002 il governo di centro-sinistra tedesco approvò una legge che impediva la costruzione di nuove centrali nucleari stabiliva la chiusura di tutti i reattori esistenti.

Una misura che rientrava nella transizione verso fonti energetiche come l'eolico e il solare, che il Paese considerava veramente rinnovabili. Sebbene il nucleare sia considerato "a basse emissioni di carbonio", in quanto i reattori nucleari non producono emissioni dirette di CO2, esso si basa sull'uranio come combustibile, la cui estrazione e raffinazione è ad alta intensità energetica.

Nel 2010 Angela Merkel annunciò che la vita delle centrali nucleari tedesche sarebbe stata prolungata per aumentare le forniture di energia a basse emissioni di carbonio. Appena un anno dopo l'incidente alla centrale di Fukushima in Giappone sollevò nuovamente delle preoccupazioni. Ci furono mesi di massicce proteste antinucleari in tutto il Paese e il governo della Merkel annunciò che tutte le centrali nucleari sarebbero state chiuse entro il 2022.

La minaccia alla sicurezza energetica dovuta alla guerra in Ucraina ha prolungato la loro vita oltre questa scadenza: il cancelliere Olaf Scholz ha deciso di tenere aperte le tre centrali rimanenti fino all'aprile 2023 per evitare una carenza di energia. Quando questi tre reattori sono stati chiusi ufficialmente, il 15 aprile 2023, la Germania si è unita all'Italia e alla Lituania come uno dei tre Paesi che hanno completamente abbandonato l'energia nucleare per la produzione di elettricità dopo aver avuto reattori operativi.

Anche in Italia il nucleare è un argomento controverso. Tutti gli impianti del Paese sono stati chiusi nel 1990 a seguito di un referendum sull'energia nucleare. Da allora il governo ha cercato di proporre una ripresa, in particolare un piano del 2008 per la costruzione di ben 10 nuovi reattori.

Ancora una volta l'incidente nucleare del 2011 in Giappone ha influenzato l'opinione pubblica e il 94% degli elettori ha votato per il divieto di costruzione in un referendum. Al vertice di Bruxelles il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani è stato uno dei 32 firmatari di una dichiarazione in cui si afferma che "riaffermiamo il nostro forte impegno per l'energia nucleare". Così il futuro nucleare dell'Italia è ancora una volta oggetto di dibattito.

Esistono ostacoli allo sviluppo del nucleare anche in molti altri Stati membri dell'Ue, tra cui il Portogallo, la Danimarca e l'Austria, un'altra forte voce contraria che nel 2022 ha intentato una causa legale contro l'Ue, sostenendo che la sua categorizzazione dell'energia nucleare come investimento verde fosse "greenwashing".

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