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L'Antartide, un continente da salvare per salvare il pianeta

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L'Antartide, un continente da salvare per salvare il pianeta
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Di Claudio Rosmino
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L'oceano Antartico e l'Antartide hanno un ruolo centrale per il clima terrestre e gli ecosistemi marini. I cambiamenti climatici rischiano però di compromettere questi equilibri. Scopriamo un piano ambizioso per proteggere una delle aree chiave del nostro pianeta.

Antartide, il continente di ghiaccio, uno dei luoghi più incontaminati della Terra.

Questa gigantesca regione dell'emisfero sud e le acque che la circondano sono tra i meccanismi principali della macchina climatica terrestre.

Secondo gli studi, l'oceano Antartico assorbe circa tre quarti dell'eccesso di calore globale e quasi un terzo delle emissioni di CO2 catturate da tutti gli oceani.

Questo mondo favoloso è a rischio. Il cambiamento climatico sta avendo impatti visibili e potenzialmente irreversibili su vita marina e biodiversità.

Un catalogo delle specie

Gli scienziati hanno lanciato l'allarme: tra il 1989 e il 2018 l'Antartide si è riscaldata di 1,8 gradi centigradi, tre volte più della media globale.

Come effetto, il ghiaccio marino è diminuito rapidamente.

La spedizione Belgica 121 nel 2019 ha studiato la biodiversità marina della penisola antartica occidentale. L'obiettivo era di creare un catalogo dettagliato delle specie viventi in quell'area, particolarmente esposta al riscaldamento globale.

Bruno Danis, biologo marino e professore all'Università libera di Bruxelles, era a capo della missione che ha raccolto più di 2 mila campioni organici e minerali. I ricercatori li stanno attualmente analizzando per creare una base di dati dettagliata all'intera comunità scientifica.

"I ricercatori e i principali scienziati antartici, con decenni di lavoro sul campo - spiega Danis - ci dicono che vedono davvero dei cambiamenti visibili, soprattutto nell'ambiente terrestre. Ma sta iniziando anche nell'ambiente marino perché, per esempio, nella penisola antartica abiamo un sistema che è delimitato da ghiacciai con i fiordi, e i ghiacciai si stanno sciogliendo, ritirandosi in questo modo dal sistema".

Modelli statistici per prevedere le modifiche della biodiversità

Lo studio delle modifiche della biodiversità, causate dal cambiamento climatico, permetterà agli scienziati di prevedere scenari futuri sull'evoluzione degli ecosistemi.

Questi lavori aiuteranno la comunità internazionale a prendere decisioni importanti per la conservazione della biodiversità nell'oceano meridionale.

"Abbiamo un ecosistema che è esposto a rapidi cambiamenti, per i quali possediamo poche informazioni - prosegue Danis. - Inoltre le condizioni di accesso all'Antartide sono molto complesse. Per cercare di ridurre questa mancanza di dati utilizziamo dei modelli statistici che ci permettono di fare previsioni, colmando in questo modo le lacune nelle nostre conoscenze".

Le Aree marine protette

Oltre al cambiamento climatico, un'altra minaccia per questo ricco ecosistema è la pesca eccessiva.

Uno dei tesori naturali più ricercati è il krill, un piccolo crostaceo al centro della catena alimentare nell'oceano Antartico per balene, pinguini, foche e pesci.

Per proteggere la vita marina e gestire la pesca nella regione, nel 1982, sotto il Sistema del Trattato antartico, è stata fondata la Commissione per la conservazione delle risorse marine viventi antartiche (Ccamlr).

Cuore della missione: la realizzazione di aree marine protette, o Amp. Ma gli accordi sono possibili solo se c’è il consenso tra tutti i paesi membri.

Ad oggi, solo due aree protette sono state designate, una nel mare di Ross e un'altra nella piattaforma meridionale delle isole Orcadi.

L'Europa e i suoi stati membri sostengono la designazione di due nuove Amp, una nelle acque orientali e un'altra nel mare di Weddels. Una terza proposta, nella penisola Antartica occidentale, è stata presentata da Argentina e Cile.

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In verde le Amp esistenti, in arancione le diverse proposteEuronews

L'insieme di queste tre aree proteggerebbe circa l'1 per cento degli oceani della Terra.

Il ruolo dell'Europa nello scacchiere mondiale

La conservazione dell'Antartide è una sorta di partita a scacchi globale. L'Unione europea sostiene un piano ambizioso per creare la più grande area marina protetta della storia. Per riuscirci il commissario europeo per l'ambiente, gli oceani e la pesca, Virginijus Sinkeviicus, ha bisogno di alleati forti.

Nell'ambito della Strategia dell'Ue sulla biodiversità per il 2030 la protezione dell'oceano Antartico è una priorità per l'Ue e i suoi stati membri.

Il piano sostenuto dall'Europa è anche co-sponsorizzato da USA, Australia, Nuova Zelanda, Uruguay, Norvegia e Regno Unito. Cina e Russia, invece, continuano a opporsi alle proposte sul tavolo, principalmente per difendere i loro interessi legati alla pesca nella regione.

Euronews ha contattato le delegazioni russe e cinesi in seno alla Ccamlr per conoscere meglio le loro posizioni, ma non abbiamo avuto risposta.

"Queste aree protette garantiranno che la natura possa fondamentalmente riposare senza essere toccata dall'uomo - ci ha detto il commissario Sinkevicius - . Questi ecosistemi non hanno bisogno di ulteriori pressioni, come l'estrazione di risorse, la pesca o qualsiasi altra attività che può ulteriormente alimentare quei processi. Probabilmente dovremo fare del nostro meglio per convincere la Russia e la Cina che è una questione di priorità anche per loro. Siamo pronti a impegnarci".

Le incognite cinese e russa

Secondo Genéviève Pons, direttrice del think-tank Europe - Jacques Delors, la leadership cinese, nell'attuale contesto geopolitico, dovrebbe cogliere l'opportunità di occupare un ruolo di primo piano nella protezione di clima e biodiversità nell'oceano antartico: "Sappiamo che il presidente cinese Xi Jinping, a settembre del 2020, all'Assemblea generale delle Nazioni unite, si è impegnato per la neutralità carbonica entro il 2060. Sarebbe dunque una grande contraddizione se permettesse la distruzione di quello che è probabilmente il principale pozzo esistente per l'assorbimento del carbonio".

Per quanto riguarda Mosca, prosegue Pons, "I russi sono stati tra i primi firmatari del Trattato sull'Antartico, che risale al 1° dicembre 1959, definito in piena guerra fredda. Per questo l'Antartide è un continente consacrato alla pace e alla scienza"

L'importanza della società civile

Nella corsa globale per la protezione dell'ecosistema nell'oceano meridionale, anche la società civile può avere un ruolo importante.

Dall'Europa all'America, sono diverse le iniziative che mirano ad allargare il consenso intorno alle proposte all'ordine del giorno della riunione di ottobre della Commissione per la conservazione delle risorse marine viventi antartiche.

Sea Legacy, un'organizzazione internazionale che promuove la protezione degli oceani, sostiene un approccio diplomatico con Cina e Russia.

"Ciò di cui abbiamo bisogno - ci ha detto la cofondatrice dell'ong Cristina Mittermeier - è il sostegno del pubblico. Un gran numero di persone in tutto il mondo è disposto ad agire. Abbiamo una piattaforma chiamata OnlyOne, dove ospitiamo questo bisogno di azione. Quello che chiediamo alla Ccamlr è di accelerare le decisioni per la protezione dell'Antartide".

Le aree marine protette non sono una soluzione diretta per limitare gli impatti del cambiamento climatico, tuttavia possono contribuire ad aumentare la resilienza dell'ecosistema rispetto all'aumento di temperatura.

Molti ricercatori e leader politici sostengono la proposta di proteggere almeno il 30 per cento dell'oceano entro il 2030. Un obiettivo che, secondo la scienza, potrebbe garantire la salute a lungo termine del nostro pianeta.