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Furto al Louvre: una pista belga rilancia l'indagine

Il museo del Louvre a Parigi nell’ottobre 2025, poco dopo il furto
Il museo del Louvre a Parigi nell’ottobre 2025, poco dopo il furto Diritti d'autore  Thomas Padilla/Copyright 2026 The AP. All rights reserved.
Diritti d'autore Thomas Padilla/Copyright 2026 The AP. All rights reserved.
Di Jean-Philippe Liabot
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Gli investigatori francesi si sono appena proiettati in Belgio dopo l’analisi cruciale di dati telefonici sospetti. Il punto su questa caccia fuori dal comune.

L'enquête sul furto al Museo del Louvre conosce un nuovo colpo di scena. A diverse settimane dal clamoroso furto del 19 ottobre 2025, che ha segnato il celebre museo parigino e l'intero Stato francese, le indagini assumono una dimensione internazionale con l'emergere di una pista belga ritenuta seria dagli inquirenti.

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Secondo il quotidiano Le Parisien, l'analisi dei telefoni di diversi sospetti originari dell'Europa dell'Est, specializzati nel furto di merci, ha messo in luce scambi e collegamenti che lasciano pensare a legami diretti con il Belgio.

Comunicazioni, foto presenti sui telefoni, in particolare della galleria d'Apollon dove sono stati rubati i gioielli della Corona, spostamenti e alcuni contatti individuati hanno indirizzato ora i poliziotti verso questa nuova area geografica. È considerata un possibile punto di ancoraggio della rete coinvolta.

Alla luce di questi elementi, alcuni investigatori francesi si sono recati in Belgio per proseguire le loro indagini sul campo. Sono in corso verifiche, in particolare sull'entourage dei sospetti già identificati in Francia, ma anche su eventuali complici o ricettatori che potrebbero aver partecipato all'organizzazione del colpo.

Questo sviluppo rafforza l'ipotesi di un commando che agiva per conto di mandanti internazionali molto facoltosi o di reti criminali altamente specializzate.

In parallelo, le autorità francesi proseguono le indagini sul territorio nazionale, in particolare per identificare tutti i membri della rete e comprendere l'organizzazione complessiva dell'operazione. L'obiettivo resta invariato: ritrovare le opere o i beni rubati e smantellare completamente la filiera.

I gioielli rubati al Louvre. Avviso dell'Interpol pubblicato poco dopo il furto.
I gioielli rubati al Louvre. Avviso dell'Interpol pubblicato poco dopo il furto. AP Photo

Il bottino è ancora introvabile

I malviventi sono entrati nella galleria d'Apollon domenica 19 ottobre alle 9 e, in pochi minuti, hanno portato via un bottino di 88 milioni di euro.

Hanno portato via, tra l'altro, una collana di diamanti e smeraldi offerta da Napoleone all'imperatrice Maria Luisa, gioielli legati alle regine Maria Amalia e Ortensia del XIX secolo, oltre alla tiara in perle e diamanti dell'imperatrice Eugenia, moglie di Napoleone III.

Per il momento non è stato ritrovato nulla, ma, secondo un giornalista di Le Parisien e un altro del quotidiano belga l'Avenir (fonte in francese), un'audizione potrebbe svolgersi nel corso della settimana con alcuni sospetti francesi. Alcuni di loro sarebbero «pronti a rivelare il luogo in cui si trovano i gioielli rubati» per ottenere una riduzione della pena.

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