La commissione parlamentare d'inchiesta sui musei ha denunciato uno "Stato nello stato" del museo più visitato al mondo, impuntando a negligenze della direzione il furto dei gioielli della Corona francese. Si tratta di conclusioni preliminari
Carenze sistemiche hanno portato al furto di 100 milioni di dollari dal museo del Louvre di Parigi l'anno scorso, hanno dichiarato giovedì i parlamentari a capo della commissione d'inchiesta sui musei, aumentando la pressione sulla direttrice Laurence des Cars, già sotto accusa.
Presentando un rapporto intermedio sull'accaduto dopo 70 audizioni, i presidenti della commissione, Alexandre Portier e Alexis Corbière, hanno messo apertamente in dubbio l'opportunità di mantenere in carica la direttrice.
"Questo furto non è un incidente, ma la rivelazione di un fallimento sistemico" e "la negazione dei rischi", che avrebbero dovuto portare a un cambio di guida già tempo fa, ha dichiarato Portier in una conferenza stampa.
Poco dopo il furto del 19 ottobre, des Cars ha presentato le sue dimissioni, respinte dal presidente Emmanuel Macron, che l'aveva nominata alla carica nel 2021.
La commissione d'inchiesta, istituita all'inizio di dicembre e presieduta da parlamentari dell'opposizione, ascolterà des Cars e la ministra della Cultura Rachida Dati la prossima settimana e dovrà riferire le sue conclusioni all'inizio di maggio.
"Ciò che colpisce è che il Louvre è diventato uno Stato nello Stato ", ha aggiunto Portier, invitando Dati a intervenire più direttamente nella gestione dell'istituzione per porre rimedio alla "catena di disfunzioni" che ha portato al furto del 19 ottobre.
Il ministero della Cultura francese ha ordinato un audit interno sul furto, mentre i senatori stanno tenendo delle audizioni sul furto con scasso, che ha colto di sorpreso la Francia e molti osservatori all'estero.
Quattro sospetti sono in custodia, compresi i due presunti ladri, ma gli otto gioielli della Corona rubati, il cui valore è stimato in quasi 88 milioni di euro, non sono ancora stati recuperati.