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Omicidio Deranque: un "cordone sanitario" in Francia attorno a Melenchon e La France Insoumise?

Jean-Luc Mélenchon partecipa a una manifestazione di denuncia dell'operazione militare statunitense in Venezuela, Lione, 10 gennaio 2026.
Jean-Luc Mélenchon partecipa a una manifestazione di denuncia dell'operazione militare statunitense in Venezuela, Lione, 10 gennaio 2026. Diritti d'autore  AP Photo/Laurent Cipriani
Diritti d'autore AP Photo/Laurent Cipriani
Di Sophia Khatsenkova
Pubblicato il
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Due membri dello staff del deputato LFi, Raphaël Arnault, sono tra le persone sospettate di essere coinvolte nella violenza che ha portato alla morte dell'attivista nazionalista a Lione, LFI si trova sempre più isolata. Bardella cerca di capitalizzare sulla vicenda

A un mese dalle elezioni comunali e a un anno dalle presidenziali, il panorama partitico in Francia sembra ridisegnarsi attorno a un paradosso senza precedenti: il "cordone sanitario"a lungo applicato all'estrema destra si stringe ora intorno alla sinistra radicale de La France insoumise (LFi) per la vicenda della morte di Quentin Deranque.

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Il pestaggio e l'omicidio del giovane attivista nazionalista a Lione il 12 febbraio ha provocato uno sconvolgimento politico.

"L'estrema sinistra ha ucciso", ha dichiarato a CNews-Europe 1 il presidente del Rassemblement national (Rn), Jordan Bardella, accusando il leader di LFi Jean-Luc Mélenchon e il suo partito di essere un "incubatore ideologico di movimenti violenti" che stanno "creando un clima di tensione e disordine nelle strade e nell'Assemblea nazionale".

Il leader dell'Rn chiede ora di invertire la logica politica dominante degli ultimi anni. "Chiedo la formazione di un vero e proprio cordone sanitario per isolare La France Insoumise e di tenerla fuori dalle istituzioni, sia all'Assemblea nazionale, dove i suoi deputati siedono in numerosi organi, sia in vista delle prossime elezioni comunali", ha dichiarato Bardella.

Jordan Bardella, presidente del partito di estrema destra Rassemblement national, parla durante il suo discorso di Capodanno alla stampa a Parigi, lunedì 12 gennaio 2026.
Il presidente del partito di estrema destra Rassemblement national, Jordan Bardella, parla durante il suo discorso di Capodanno alla stampa, lunedì 12 gennaio 2026 a Parigi AP Photo/Christophe Ena

Il partito cerca da tempo di liberarsi dell'eredità xenofoba del suo fondatore Jean-Marie Le Pen. Gli eventi di oggi offrono l'opportunità di rivendicare il ruolo di forza istituzionale, di fronte a una sinistra presentata come sempre più radicalizzata.

Per Philippe Moreau-Chevrolet esperto di comunicazione politica e professore a Sciences Po Paris, questa dinamica si è sviluppata gradualmente negli anni.

"Dalle ultime elezioni legislative del 2024, abbiamo assistito a una normalizzazione dell'Rn, in gran parte in contrasto con l'agitazione di LFi, quindi abbiamo davvero due strategie che praticamente si alimentano a vicenda", ha spiegato l'esperto in un'intervista a Euronews.

L'analista ritiene che il partito di Marine Le Pen sia entrato in una nuova fase di svolta. "Non siamo più in un processo di de-demonizzazione, ma piuttosto in un processo di normalizzazione, in altre parole una forma di accettazione dell'Rn come forza politica francese che è qui per restare, con una presenza significativa che fa parte del paesaggio", mentre La France Insoumise sarebbe entrata in una dinamica più rischiosa.

Una sinistra fratturata in Francia dalla vicenda Deranque

L'immagine di un fronte unito, che aveva bloccato la vittoria di Bardella e Le Pen al secondo turno delle elezioni parlamentari del 2024, sembra sempre più lontana.

"È impensabile, vi dico, impensabile che a sinistra si continui a coltivare il minimo dubbio su una possibile alleanza elettorale con La France insoumise", ha detto Raphaël Glucksmann, eurodeputato del partito Place publique.

Anche l'ex presidente socialista, François Hollande, ha escluso qualsiasi alleanza alle elezioni amministrative con LFi, segnando una rottura definitiva con la strategia dell'unione.

"È un'inversione di tendenza assolutamente inaudita. Un cordone sanitario per contrastare un partito di sinistra sarebbe stato impensabile solo pochi anni fa", spiega a Euronews Philippe Marlière, politologo e professore allo University College London (UcL).

Per Marlière questa inversione di tendenza fa parte di un contesto più ampio di polarizzazione che va oltre il contesto francese. "Penso che ci sia un fenomeno abbastanza generale e internazionale di radicalizzazione e polarizzazione".

Per Arnaud Benedetti , caporedattore della Revue politique et parlementaire, questa situazione segna "la prima volta che la pressione sulla questione delle alleanze sarà esercitata più a sinistra che a destra".

Elezioni comunali ad alta tensione

Per il docente dell'UcL Marlière, il caso Quentin sta alimentando una "un dibattito sempre più isterico" e contribuisce a un'interpretazione sempre più semplificata delle responsabilità, a fronte invece di una storia più lunga di violenza politica in Francia.

Secondo la sociologa Isabelle Sommier, coeditrice del libro Violences politiques en France. De 1986 à nos jours, su 53 omicidi a sfondo ideologico commessi tra il 1986 e il 2021, quasi nove su dieci sono stati perpetrati da militanti di estrema destra.

Questa violenza si inserisce dunque in un continuum storico, marcato in particolare dall'omicidio di Ibrahim Ali a Marsiglia nel 1995 da parte di un attivista del Front National, e da quello di Clément Méric a Parigi nel 2013 da parte di un membro del gruppo neofascista Troisième Voie.

A poche settimane dal voto comunale, il giornalista Arnaud Benedetti ritiene che sarà un test chiave per LFi e Rn: "Potrebbe andare in un senso o nell'altro. Dovremo esaminare le situazioni locali nei vari comuni per misurare i guadagni e le perdite associati a un'alleanza o a una non alleanza con LFi", ha commentato a Euronews.

La France insoumise deve correggere rapidamente la sua strategia, argomenta il docente di Sciences Po Paris, Philippe Moreau-Chevrolet: "Dovranno rifocalizzarsi e cambiare strategia (...) per evitare di essere definitivamente emarginati".

Sul campo le tensioni ha già provocato manifestazioni, con danneggiamenti di sedi e un allarme bomba mercoledì al quartier generale di LFi.

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