Gli Stati Uniti stanno dispiegando aerei e navi da guerra in massa verso il Golfo Persico in vista di un possibile conflitto con l'Iran. La Casa Bianca non ha ancora deciso se attaccare, ma la guerra sembra alle porte
Un attacco degli Stati Uniti all'Iran sembra essere imminente e potrebbe arrivare già nel fine settimana, secondo diversi media statunitensi.
Washington sta ammassando in Medio Oriente aerei e navi da guerra, e l'opzione militare potrebbe essere pronta da sabato.
La Casa Bianca ha chiarito di non aver ancora deciso se intervenire militarmente contro il regime di Teheran, ma la portavoce Karoline Leavitt ha più volte ribadito che l'opzione è sul tavolo e ci sono "molte ragioni" per valutare un attacco.
I negoziati tra Stati Uniti e Iran sul programma nucleare e balistico di Teheran potrebbero concludersi in un nulla di fatto, e in quel caso Washington si affiderebbe alla via delle armi.
Intanto gli Stati Uniti inviano forze in massa verso la regione, e il Wall Street Journal parla della più grande forza di fuoco aerea inviata in Medio Oriente dall'invasione dell'Iraq del 2003.
La quantità e il tipo di sistemi militari inviati da Washington in Medio Oriente suggeriscono inoltro che il Paese si prepara a un conflitto di lunga durata con l'Iran.
Le forze navali degli Stati Uniti inviate nel Golfo Persico
Il presidente statunitense Donald Trump ha descritto la flotta aerea e navale inviata nella regione come "un'imponente armada".
Questa è composta dalla portaerei USS Abraham Lincoln, accompagnata da tre navi da guerra equipaggiate con missili Tomahawk a lungo raggio. Gli stessi missili sono stati utilizzati durante il conflitto di 12 giorni a giugno 2025, quando gli Stati Uniti hanno colpito gli impianti nucleari iraniani di Natanz e Isfahan.
Dalla USS Abraham Lincoln possono partire anche i caccia stealth F-35, invisibili ai radar, e gli F/A-18 supersonici.
Washington ha anche inviato una seconda portaerei verso il Golfo Persico. Si tratta della USS Gerald Ford, la più grande del mondo, accompagnata da tre cacciatorpedinieri. La flotta è stata spostata dai Caraibi, dove lo scorso gennaio era stata impiegata nell'operazione di cattura del leader venezuelano, Nicolás Maduro.
La portaerei si trova vicino allo Stretto di Gibilterra, poco distante dalla costa del Marocco, e dovrebbe raggiungere il Medio Oriente in pochi giorni.
Altri due cacciatorpediniere sono stati dispiegati nel Golfo, per un totale di 13 presenti nella regione.
Le forze aeree sono concentrate nella base Usa in Giordania
Le forze aeree statunitensi sono state inviate principalmente alla base di Muwaffaq Salti in Giordania, secondo un'analisi del New York Times. Si tratta di almeno trenta aerei da guerra arrivati nell'ultimo mese, oltre a jet per la guerra elettronica e droni MQ-9 Reaper usati per la sorveglianza e operazioni d'attacco.
Insieme ai sistemi d'attacco si è mossa anche la catena logistica che li accompagna. Munizioni e batterie antiaeree sono state inviate in massa dagli Stati Uniti in diverse basi in Medio Oriente e in Europa. Allo stesso modo, tanker e cargo per il rifornimento, tra cui diversi KC-46A Pegasus, sono partiti dagli Stati Uniti per sostenere un'eventuale operazione d'attacco.
Nel frattempo, i sistemi di difesa aerea nelle basi di Washington nella regione, che ospitano circa 40mila soldati statunitensi, sono stati rinforzati con più missili Patriot e THAAD.
Questi sistemi si aggiungono a quelli già presenti nelle basi degli Stati Uniti in Medio Oriente, che consistono in diversi stormi di caccia, aerei d'attacco e droni d'attacco e di intelligence.
La Germania ha ritirato le truppe dall'Iraq per precauzione
Mentre la tensione sale, le forze armate tedesche hanno ridotto al minimo la presenza nel vicino Iraq. Mercoledì diversi soldati sono stati trasferiti da Erbil, nel nord dell'Iraq, verso la Giordania, per ridurre al minimo il personale non essenziale in caso di conflitto in Iran.
La Bundeswehr aveva già ridotto la sua presenza a Erbil all'inizio di febbraio. "La sicurezza dei nostri soldati è sempre la nostra massima priorità", ha dichiarato un portavoce delle forze armate tedesche.