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Come Alessandra Mussolini è diventata una sostenitrice LGBTQ+

Alessandra Mussolini in un servizio fotografico per celebrare il Pride, il 23 giugno 2021
Alessandra Mussolini in un servizio fotografico per celebrare il Pride, il 23 giugno 2021 Diritti d'autore Piergiorgio Pirrone/LaPresse
Diritti d'autore Piergiorgio Pirrone/LaPresse
Di Andrea Carlo
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

La 60enne nipote di Mussolini, dopo anni di attività politica nell'estrema destra, è diventata una convinta sostenitrice dei diritti delle persone LGBTQ+

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"Meglio fascista che gay!". Era il 2006, e dallo studio del talk show Porta a Porta, Alessandra Mussolin****i, uno dei personaggi politici più noti d'Italia, nipote del dittatore fascista Benito Mussolini, spiegava senza mezzi termini quale fosse il proprio orientamento sulla questione.

La sessantenne si è fatta strada negli anni cominciando dapprima come starlette del pop e attrice cinematografica (la veterana di Hollywood Sophia Loren è sua zia materna), poi diventando parlamentare di estrema destra. E, in qualche modo, può anche aggiungere al suo curriculum di personaggio pubblico la vicenda che ha visto protagonista l'attore americano Jim Carrey su Twitter.

Una carriera piena di contraddizioni, quella di Alessandra Mussolini. Che non si è smentita neppure di recente, poiché l'ex ultra-conservatrice ha vissuto una sorta di conversione: di recente è diventata un'appassionata sostenitrice dei diritti LGBTQ+, intervenendo in tv e sui social media per difendere il Pride e le famiglie omosessuali dagli attacchi dell'attuale governo conservatore italiano.

"Cosa ti toglie vedere un po' di musica, un po' di Pride, un po' di libertà?", ha urlato a un giornalista di destra in un talk show all'inizio del mese. "Chiuditi in casa, prendi una Bibbia e leggila". Alcuni nella comunità stanno addirittura ribattezzando la Mussolini come "icona gay". Come ha fatto una delle più esplicite apologetiche del fascismo italiano a trasformarsi in una combattente arcobaleno?

Gregorio Borgia/AP2008
Alessandra Mussolini in un'immagine del 2008Gregorio Borgia/AP2008

Chi è Alessandra Mussolini

Romana di nascita, Alessandra Mussolini è nata dall'improbabile unione delle forze politiche più oscure e delle stelle del cinema più brillanti della storia italiana. Suo padre, Romano, era il quarto figlio di Benito Mussolini, che come noto guidò il brutale regime fascista dal 1922 al 1943 e si alleò con Adolf Hitler nella Seconda Guerra Mondiale.

Sua madre Anna Maria, invece, è la sorella di Sophia Loren, una delle attrici italiane più amate e un'icona della Hollywood degli anni Cinquanta e Sessanta.

Anonymous/AP1967
Alessandra Mussolini, quando aveva 4 anni, assieme a Sophia Loren, il 1 aprile 1967Anonymous/AP1967

Il percorso tortuoso di Alessandra riflette anche la sua natura eccentrica. All'inizio ha tentato la carriera sul grande schermo sotto l'ala protettrice della zia Sophia, trasferendosi per un breve periodo a Los Angeles e interpretando alcuni ruoli minori in numerose produzioni cinematografiche, tra cui un film candidato all'Oscar, il dramma d'epoca del 1977 Una giornata particolare.

Negli anni Ottanta, la Mussolini posava già per Playboy e aveva persino pubblicato un album pop, Amore, che è diventato una sorta di classico di culto in Giappone. Nel decennio successivo, tuttavia, si lasciò alle spalle il mondo dello spettacolo e decise di utilizzare il suo cognome per scopi politici.

Luca Bruno/AP
Alessandra Mussolini in uno scatto del 2004Luca Bruno/AP

A Napoli, la città di sua madre, la Mussolini si è candidata al Parlamento come membro del Movimento Sociale Italiano (MSI, partito neofascista) nel 1992, proprio nell'anno in cui un'adolescente Giorgia Meloni si iscriveva allo stesso partito. "Con mio nonno, almeno c'era una presa di posizione, un senso di responsabilità, un buon senso e un amore per l'Italia che non c'è più", ha dichiarato.

Eletta alla Camera dei Deputati ed è stata deputata per 12 anni fino a quando, nel 2003, ha deciso di abbandonare Alleanza Nazionale - incarnazione più recente e più moderata del MSI - in dissenso rispetto alla definizione del regime fascista come un "male assoluto".

La Mussolini si è poi unita a Silvio Berlusconi nel 2008, entrando nel suo partito come deputata e diventando infine senatrice e quindi eurodeputata, carica che ricopre tuttora. E non è l'unica Mussolini attualmente presente nella politica italiana: anche la sorellastra Rachele e il cugino Caio sono politici di destra, membri del partito Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni.

AP Photo
Alessandra Mussolini ad un evento di moda, nel 2005AP Photo

Una lunga lista di polemiche

Nel corso della sua carriera politica, Alessandra Mussolini è stata una convinta sostenitrice del nazionalismo e ha agito come una sorta di guardia del corpo per la reputazione del nonno. 

Come accennato, il suo sfogo più famoso è avvenuto nel 2006, durante un dibattito con Vladimir Luxuria, il primo politico trans in Italia, in una trasmissione televisiva a tarda notte, che ha visto la Mussolini rilasciare la sua famosa dichiarazione omofoba. Detto questo, Alessandra vanta una lunga lista di scandali e controversie.

Andrew Medichini/AP
Alessandra Mussolini con Silvio Berlusconi, nel 2008Andrew Medichini/AP

Il suo ostinato rifiuto di prendere le distanze dal nonno - che rasenta l'illegalità, dato che l'Italia vieta di sostenere pubblicamente il fascismo - è stato fonte di notevoli critiche da parte dell'opinione pubblica. Nel corso degli anni, Alessandra ha firmato foto del nonno, ha chiesto a un giornalista di"rispettare" la sua famiglia. Ha quindi definito l'attore americano Jim Carrey un "coglione" dopo che questi aveva twittato un disegno del cadavere di Benito Mussolini appeso a testa in giù.

E per quanto riguarda la Festa della Liberazione antifascista del 25 aprile? Non sorprende che Alessandra non ne sia la più grande fan: "Non la festeggio", ha dichiarato nel 2016 alla conduttrice televisiva Lilli Gruber, "ho questo cognome e difendo la mia famiglia".

Come ha dimostrato anche il famigerato commento a Porta a Porta della signora Mussolini, il suo rapporto storico con la comunità LGBTQ+ italiana non è sempre stato dei più calorosi. Un tempo "fortemente contraria" all'estensione del diritto di adozione per le coppie dello stesso sesso, Alessandra aveva espresso il suo orrore al pensiero che un bambino vedesse "due uomini che si rotolano nel letto".

D'altronde, la devozione un tempo servile dell'esponente di destra nel difendere l'onore di suo nonno si è estesa persino ad affermare che egli non odiava in realtà i gay - nonostante ne avesse esiliati migliaia alle isole Tremiti, al largo della costa pugliese.

"La mia famiglia aveva molte amicizie con omosessuali", ha dichiarato nel 2008, "non nego gli esili, ma dipingere la famiglia Mussolini come omofoba è sbagliato".

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Alessandra Tarantino/AP
Manifesti elettorali di Alessandra MussoliniAlessandra Tarantino/AP

La conversione arcobaleno

Dopo decenni trascorsi nelle trincee della guerra culturale, difendendo ad oltranza i valori ultraconservatori, sembra che Alessandra Mussolini abbia trovato il suo vero colore: non minaccia più di sfoggiare magliette che inneggiano al nonno, ma sventola la bandiera arcobaleno della comunità LGBTQ+.

Negli ultimi due anni, l'ex integralista si è schierata a favore dei Pride, delle persone trans e ha persino invocato una maggiore fluidità di genere. "Basta con il sesso e la sessualità, ognuno è fluido quanto vuole", ha dichiarato lo scorso ottobre, "Volete che lo diventi anch'io?".

Recentemente, questi atteggiamenti hanno innescato una sorta di spaccatura con la presidente del Consiglio ultra-conservatrice Meloni. Alessandra Mussolini è ora in prima linea tra gli attivisti che si oppongono direttamente all'approccio del governo conservatore della Meloni, che ha preso provvedimenti per rendere più difficile la vita di alcune persone LGBTQ+ che vivono in Italia.

Ad esempio, quando il mese scorso i pubblici ministeri hanno cercato di togliere i certificati di nascita ai figli di famiglie omosessuali, Alessandra ha sollecitato l'intervento del Parlamento europeo. "I bambini devono essere difesi da tutti e da tutto", ha sostenuto, chiedendo che i certificati fossero riconosciuti indipendentemente dal modo in cui i bambini in questione sono stati concepiti.

Ha inoltre deplorato la mossa del governo italiano, definendola "indegna di un Paese civile". All'inizio di quest'anno, Alessandra ha persino preso di mira Bruxelles, lamentando il fatto che i passaporti dei parlamentari europei prevedano solo le diciture "maschio" e "femmina".

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L'inversione di rotta pink-friendly della Mussolini ha fatto certamente scalpore, ma non solo perché in contrasto con la sua formazione politica: il suo cambio di rotta contrasta con le tendenze più ampie dei conservatori di tutto il mondo, che hanno iniziato ad assumere atteggiamenti più veementemente ostili ai gay, soprattutto negli Stati Uniti.

Ma cosa ha spinto la Mussolini a rinnegare il suo passato e ad andare controcorrente rispetto alla destra?

Sembra che la folgorazione sulla via di Damasco sia avvenuta nel 2020, quando ha partecipato allo show Ballando con le stelle ed è stata indotta dai giudici a scusarsi per il suo commento "meglio fascista che frocio".

Da allora, il vaso di Pandora è stato aperto e la Mussolini non è più tornata sui suoi passi. Nel 2021, infatti, Alessandra ha posato per un servizio fotografico  a tema Pride e ha difeso la legge Zan, che mirava a proteggere i diritti delle persone LGBTQ+, delle donne e delle persone con disabilità dalla discriminazione. La normativa è stata bocciata dal Senato nell'ottobre dello stesso anno e lei l'ha definita un affronto alla "libertà".

Dato il pesante bagaglio politico di Alessandra Mussolini e la vasta serie di dichiarazioni controverse, alcuni potrebbero ancora faticare a digerire la sua ritrovata alleanza LGBTQ+. Ma altri nella comunità l'hanno accolta a braccia aperte, notando che gli individui hanno il diritto di cambiare le loro posizioni - cosa che spesso accade dopo interazioni positive con parenti o amici.

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In effetti, forse il fattore determinante dietro il cambiamento diametrale della Mussolini sono stati proprio i suoi figli. "Nella vita tutti cambiamo: in base alle esperienze, alle cose che accadono", ha raccontato Alessandra a Vanity Fair. "Parlando con i miei figli, ho capito che per lor] l'orientamento sessuale non è nemmeno un argomento: è come mettersi un vestito che si può cambiare, e a nessuno interessa com'è".

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