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A Hollywood va in scena la protesta di attori e sceneggiatori

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Diritti d'autore AP Photo/Mark J. Terrill
Di euronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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A Hollywood va in scena la protesta di attori e sceneggiatori. Lo sciopero avrà ripercussioni mondiali, tra i volti noti a favore della mobilitazione: Meryl Streeo e Matt Damon

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È sciopero a Hollywood, per la prima volta in oltre sessant'anni, con gravi danni per l'economia di Los Angeles. Il sindacato che rappresenta gli attori e gli sceneggiatori più famosi del mondo ha indetto all'unanimità lo sciopero dopo che in extremis è sfumato l'accordo aumenti salariali e protezioni contro l'uso futuro dell'intelligenza artificiale in televisione e nei film. 

Una decisione storica, in quanto per la prima volta in 60 anni attori e sceneggiatori hanno intrapreso un’azione di questo tipo di comune accordo. 

Si fermano, così, quasi tutte le produzioni cinematografiche e televisive statunitensi.

"Abbiamo votato all'unanimità per lo sciopero", ha detto in un comunicato la "Screen Actors Guild-American Federation of Television and Radio Artists" (Sag-Aftra), il sindacato che rappresenta 160.000 attori, "Dopo oltre quattro settimane di negoziati la "Alliance of Motion Picture and Television Producers" (Amptp), che rappresenta gli studi e le aziende di streaming più importanti, tra i quali Amazon, Apple, Disney, NbcUniversal, Netflix, Paramount, Sony and Warner Bros, Discover, non è ancora disponibile ad offrire un patto giusto su questioni che sono di importanza essenziale per i nostri membri".

La presidente del sindacato, Fran Drescher, ha voluto ricordare che "si tratta di un momento storico che richiede l'azione di tutti, l'intero modello economico è cambiato e il rischio è che le macchine sostituiscano gli uomini". 

Le ragioni dello sciopero

I motivi principali che hanno portato a incrociare le braccia attori e sceneggiatori di Holliwood consistono nella richiesta alle case di produzione di maggiori tutele economiche e sanitaria, e un incremento delle royalties quando fim e serie passano sulle piattaforme streaming. 

Alcune stime riportate da Vogue affermano che tra il 90 e il 95% degli iscritti al sindacato degli attori riceve compensi minimi ed è costretto a lavori paralleli per arrivare a fine mese.

Per quanto riguarda l'intelligenza artificiale, a sollevare la questione sono stati in particolare gli sceneggiatori. “La posizione degli scrittori è stata che nessun materiale narrativo può essere prodotto dall’intelligenza artificiale, e la posizione dei produttori era: incontriamoci una volta all’anno e parliamo dello stato dell’IA e vediamo dove siamo", spiega Andrew Susskind, professore associato nel dipartimento di cinema e TV della Drexel University. "Ma gli scrittori sanno che nel momento in cui l’intelligenza artificiale può essere utilizzata, verrà utilizzata per sostituirli“.

L'impatto sul mondo del cinema e della Tv

Lo sciopero avrà un impatto  sulla diffusione dei film più importanti dell'estate come "Barbie" e "Mission Impossible. Dead Reckoning Part One" infatti anche se questi film hanno avuto il  lancio mondiale, gli attori protagonisti non potranno partecipare in ulteriori eventi promozionali.

Lo sciopero potrebbe anche ritardare gli "Emmy Awards", i premi americani più famosi dell'industria televisiva, che dovrebbero svolgersi il 18 settembre prossimo, ma potrebbero essere ritardati fino all'autunno o, addirittura, il prossimo anno. Disney ha annunciato che una prima mondiale del suo film "Haunted Mansion" si svolgerà a Disneyland, nonostante gli scioperi, benchè gli attori protagonisti, tra i quali LaKeith Stanfield, Tiffany Haddish e Jamie Lee Curtis non potranno partecipare.

I volti noti dello sciopero

Tra i volti famosi di Hollywood sostenitori dello sciopero vi sono anche Meryl Streep e Jennifer Lawrence che, alla fine di giugno, hanno incoraggiato i leader sindacali a non accettare condizioni mediocri in una negoziazione che hanno definito "storicamente importante" e Matt Damon. Quest'ultimo  ha spiegato che: "I lavoratori del settore devono avere contratti giusti e dignitosi per sopravvivere".

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