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Austria, al via il festival di Salisburgo. Ma sullo sfondo c'è sempre la guerra in Ucraina

Scena al festival di Salisburgo
Scena al festival di Salisburgo   -   Diritti d'autore  ATORF
Di Samuele Damilano

Per gli amanti del dramma, dell'opera e della musica classica è arrivato l'appuntamento più importante dell'anno: il festival di Salisburgo 

"Abbiamo bisogno di arte"

Il variegato programma del festival di quest'anno, che si svolge dal 26 luglio al 31 agosto, comprende classici e artisti di fama mondiale, oltre a una crescente gamma di eventi per i giovani: 174 performances in 45 giorni, dal Flauto magico di Mozart all'Aida di Verdi.

Abbiamo bisogno di arte. Ci commuove, ci scuote. Insegna la tolleranza e ci apre gli occhi sull'altro
Kristina Hammer
presidente del Festival di Salisburgo

File rouge scelto dal direttore artistico Markus Hinterhäuser è la Divina Commedia di Dante, rinvenibile nelle opere sopracitate così come nel Castello di Barbablù del compositore ungherese Béla Bartók. 

La nuova Presidente del festival Kristina Hammer, presente all'apertura ufficiale dell'evento, ha ricordato l'importanza delle arti e della cultura: "Abbiamo bisogno di arte L'arte non solo per divertirsi, ma anche per condurci al discorso. Ci commuove, ci scuote. Insegna la tolleranza e ci apre gli occhi sull'altro".

La guerra sempre presente

Di artistico, il discorso del presidente federale dell'Austria Alexander Van der Bellen, presente anch'esso all'aperutra, mantiene solo la drammaticità. Non della Divina Commedia, ma della crisi economica e politica dovuta all'invasione russa dell'Ucraina, che sta investendo anche l'Austria.

"Dobbiamo rendere indipendenti noi stessi e il nostro approvvigionamento energetico. Il più rapidamente possibile con i nostri partner europei e internazionali". 

"Non dobbiamo permettere che il nostro potere economico venga danneggiato in modo permanente", prosegue Van der Bellen, "e non dobbiamo permettere che i nostri cittadini si congelino in inverno".

Storia e tradizioni che quest'anno fanno i conti con la guerra in Ucraina. Ma anche con le critiche da parte dei media tedeschi per sponsorizzazioni al festival finanziate da aziende vicine a Putin, come la fondazione dell'oligarca russo Leonid Michelson, principale azionista della società petrolchimica russa Sibur. 

Criticato anche il direttore d'orchestra greco-russo Teodor Currentzis, finanziato da una banca russa.

"Si fa finta che i festival di musica classica siano sponsorizzati esclusivamente da denaro tossico, che il mondo della musica classica sia un impero ombra di Putin". Non si è fatto attendere la risposta del direttore artistico Hinterhäuser. "Questa cosa è tanto ridicola quanto falsa"