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L'arte riparte, è boom per le opere d'arte digitali

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L'arte riparte, è boom per le opere d'arte digitali
Diritti d'autore  Mary Altaffer/AP
Di Debora Gandini

Dopo più di un anno, tornano gli eventi in presenza. Per l’arte è un momento di ripartenze così come per il settore delle aste. A New York questa settimana si tiene una delle vendite più importanti di sempre: sarò battuta all’asta la collezione Macklowe.

Il magnate e la moglie avevano accumulato una significativa raccolta di opere del XX e XXI secolo, ma il divorzio e il mancato accordo sul valore della collezione ne decretano la dispersione. Ora il patrimonio sarà in vendita. Secondo gli esperti la stima è di 600 milioni di dollari. Ma nella Grande Mela andranno all’asta anche opere di Frida Kahlo e una scultura di Alberto Giacometti. Da Christie's a Sotheby's il messaggio è lo stesso: “il settore è finalmente ripartito”.

Secondo Brooke Lampley, responsabile delle vendite della casa d’aste britannica è la più grande stagione per le vendite dal 2015. “Questa sarà la prima stagione di davvero importante dall'inizio della pandemia e ci aspettiamo un ritorno ai livelli pre-Covid sia per le offerta sia per un pubblico entusiasta.”

Alcuni artisti come Basquiat potrebbero raggiungere cifre record. Ma la nuova tendenza arriva dalle opere d’arte digitali. Un business in espansione. Alcuni artisti hanno recentemente venduto più di 50 milioni di loro opere come "Beeple" o "Human One" battuto da Christies.

Noah Davis, Vicepresidente associato di Christie's ci spiega che “siamo entrati in modalità 'go West' in questo momento. Sembra che ci sia un vera e propria corsa all’oro, dopo il periodo di lockdown. E tutto questo ha perfettamente senso. Non parlo solo della rivoluzione dei “Non fungible token” ovvero dell’arte digitale. Ma sicuramente questo ambito ha preso piede e sta facendo la differenza anche in senso artistico.”

Il boom dei “Non fungible token”

C'è chi si chiede in cosa consista un Nft. In poche parole è un “gettone digitale” salvato su blockchain che dimostra inequivocabilmente come il possessore di questo gettone sia anche la persona che possiede l’opera digitale a esso collegata. Lo scorso febbraio la storica casa d’aste Christie’s aveva fiutato l’affare, iniziando a inizia Nft di arte digitale.

Un’opera di "Beeple" viene venduta per 70 milioni di dollari. Solo solo due opere di artisti viventi (Jeff Koons e David Hockney) hanno raggiunto quotazioni superiori. Nel 2014 una delle celebri "Ninfee" di Monet venne venduta a 54 milioni di dollari, 15 in meno di "Beeple".

Stando ad alcuni critici ed esperti del settore al giorno d’oggi un’opera di pittura classica o tradizionale può valere meno di certe opere digitali. Intanto con le vendite che partiranno il 15 novembre le due principali case d’aste potrebbero intascare ciascuna la modica cifra di 1 miliardo di dollari.