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El Gouna Film Festival: l'evoluzione del cinema arabo

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El Gouna Film Festival: l'evoluzione del cinema arabo
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Di Euronews

El Gouna Film Festival (GFF) ha realizzato un incredibile programma: due settimane di proiezioni di film, masterclass e workshop per la quinta edizione della rassegna cinematografica.

L'evento annuale è una piattaforma chiave per il cinema arabo e continua anche ad attrarre candidature di talenti cinematografici internazionali.

I quindici giorni di film sono culminati in una scintillante cerimonia di premiazione sul red-carpet.

L'evento rischiava di saltare a causa di un incendio, scoppiato appena 24 ore prima dell'apertura nella Festival Plaza.

La gente del posto ha lavorato tutta la notte e, alla fine, non ci sono state grosse perdite.

Il programma di El Gouna Film Festival

Il programma del Festival consiste in tre principali concorsi ufficiali, con premi per un totale di più di 190.000 euro.

L'ambito Golden Award per il lungometraggio è andato a "Il cieco che non voleva vedere il Titanic".

"Feathers" è stato invece premiato come miglior film arabo, continuando la serie di vittorie del regista Omar El Zohairy e del team dopo il successo al Grand Prix nella Settimana della Critica a Cannes.

Mohamed Hefzy, produttore di "Feathers", ha sottolineato il fatto che il mondo del cinema arabo si stia rapidamente sviluppando, sia in termini di lungometraggi che di documentari: "Stiamo sentendo più sostegno per il cinema arabo ora, con nuovi festival e nuovi fondi che vengono creati. Stiamo anche assistendo a una nuova industria che nasce in Arabia Saudita. Il pubblico è importante, non solo in termini di popolazione, ma anche in termini di passione per il cinema e potere di spesa".

Secondo l'attrice egiziana , "negli ultimi 10 anni le cose sono davvero decollate nel cinema arabo. Ora ci sono diversi formati più piccoli e brevi: questo è fantastico per l'industria cinematografica perché significa che ci sono più produzioni e più storie da raccontare".

I film più amati

Un altro film che ha fatto bene nel circuito dei festival europei è stato "Amira", che ha avuto la sua prima mondiale alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia del 2021.

L'opera racconta la storia di una ragazza palestinese palestinese che fa una scoperta scioccante: una scoperta che la porta a mettere in discussione tutta la sua identità.

"Costa Brava Lebanon", un dramma familiare ambientato sullo sfondo di una crisi climatica, ha ricevuto sia il premio El Gouna Green Star che il premio FIPRESCI.

L'attrice libanese Yumna Marwan, che interpreta Alia, ha detto che girare il film è stato catartico perché aveva già lasciato il Libano a causa dell'instabilità del paese: "È stato letteralmente come tornare nel mio Paese", ha aggiunto, "penso che questo film faccia luce su un sacco di cose che stanno accadendo localmente, ma è anche molto globale in quello che cerca di dire".

PATRICK BAZ/AFP
La regista libanese Mounia Akl, la produttrice Myriam Sassine, le attrici Yumna Marwan, Jiana e Ciana per ''Costa Brava"PATRICK BAZ/AFP

"Captains of Za'atari'" è la storia di due amici siriani, ospitati in un campo profughi, con il grande sogno di diventare calciatori: l'opera è stata premiata come miglior documentario arabo.

"Questo premio non è solo per me - ha detto il regista egiziano Ali El Arabiè - è un riconoscimento per le molte migliaia e migliaia di rifugiati in tutto il mondo. Sono felice perché sono nel mio Paese e tutti hanno amato e guardato il film e mi hanno dato un feedback incredibile".

KHALED DESOUKI/AFP or licensors
Il regista egiziano Ali El Arabi con il cast del film "Captains of Za'atari"KHALED DESOUKI/AFP or licensors

Un sostegno al cinema indipendente

L'attore britannico-egiziano, Amir al-Masri, ha detto che vorrebbe vedere più piattaforme che aiutino i registi e gli scrittori emergenti: "Lo stanno facendo, ma mi piacerebbe vederne di più, di sicuro. Su tutta la linea, non solo qui in Medio Oriente, ma ovunque nel mondo".

Il produttore di 'Feathers', Mohamed Hefzy, ha aggiunto che in futuro vorrebbe vedere più sostegno al cinema arabo e ai registi indipendenti da parte dei rispettivi governi. Ha anche auspicato che i film facciano bene al di fuori del circuito dei festival.: "Commercialmente parlando, in termini di pubblico per esempio, quello che è successo con 'Parasite', quel grande film dalla Corea del Sud, voglio dire, ci piacerebbe avere un'altra pellicola che faccia qualcosa del genere".