Alla Tretyakov territorio e fuga dell'arte socialista

Alla Tretyakov territorio e fuga dell'arte socialista
Diritti d'autore Pavel Golovkin/AP
Di Paolo Alberto Valenti
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La galleria Tretyakov a Mosca schiude una ricognizione storica sul tardo periodo sovietico e il suo tramonto: disgelo, stagnazione e Perestroika, un trittico che inanella visioni ormai lontane

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La galleria Tretyakov a Mosca schiude una ricognizione storica sul tardo periodo sovietico e il suo tramonto catalogabile nelle fasi: disgelo, stagnazione e Perestrojka: un trittico che inanella i grandi segretari del Pcus raffigurati come divinità, la magnificazione delle esplosioni atomiche in una sequenza che, uscita dalle celebrazioni del mito, può essere adeguatamente valutata. Ci sono anche i corpi in rilievo degli eroi socialisti e la stratificazione di un periodo ormai tanto lontano.

L'obiettivo

Stando alla direzione del grande museo moscovita l'obiettivo era creare un progetto complesso a più livelli che inquadrasse il concetto artistico dell'epoca per svelare quanto avevano in comune le opere russe di allora, sia quelle dell'arte ufficiale che quelle degli artisti underground che non rientravano nell'apparato di stato. Proprio questi ultimi hanno generato uno dei concetti artistici più importanti dell'arte moderna.

Il fenomeno trasversale dell'arte

La mostra rivela il fenomeno dell'arte ufficiale come rifrazione distorta della realtà e poi l'arte non ufficiale e della cultura alternativa. L'esposizione comprende le sezioni "Rituale e potere", "Arte socialista", "Misticismo religioso", "Comunità", "Storia e tempo di sosta", "Villaggio", "Infanzia", ​​"Scomparsa". In tutto oltre 500 pezzi fra dipinti, sculture, disegni ma anche brani di film, registrazioni d'archivio, video. Il tutto fino all'undici ottobre a Mosca.

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