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Vienna: il rito del concerto di capodanno con Gustavo Dudamel

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Vienna: il rito del concerto di capodanno con Gustavo Dudamel
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Classe 1981, Dudamel è il più giovane direttore di sempre

Ogni anno il primo gennaio gli amanti della musica si ritrovano al Musikverein di Vienna, una delle più belle sale da concerto al mondo, per celebrare l’inizio dell’anno nuovo con valzer e polche composti dalla famiglia Strauss e altri autori coevi.

Il concerto di capodanno dell’orchestra Filarmonica di Vienna è trasmesso dal vivo in oltre novanta Paesi e quest’anno è stato diretto da Gustavo Dudamel, il più giovane direttore di sempre, da quando il concerto ha debuttato quasi 80 anni fa.

Tomorrow–I am so honored to conduct Vienna_Phil</a> in <a href="https://twitter.com/hashtag/NewYearsConcert?src=hash">#NewYearsConcert</a>. From where in the world will you join us? <a href="https://t.co/vtolbPIl30">https://t.co/vtolbPIl30</a></p>&mdash; Gustavo Dudamel (GustavoDudamel) 31 dicembre 2016

Gustavo Dudamel
“Non si può immaginare che gioia, che emozione, che impegno e che divertimento potersi trovare qui a ballare tutte queste polche e questi valzer insieme all’orchestra Filarmonica di Vienna. Nel mondo in cui viviamo, dove si creano sempre più frontiere e più muri tra di noi, questo concerto unisce milioni di persone e lo fa attraverso la musica. Il ponte è la musica e la bellezza, per questo io dico che la musica e l’arte devono essere un diritto fondamentale per tutti”.

Guastavo Dudamel ha imparato a suonare il violino grazie al sistema Abreu

Andreas Grossbauer è uno dei primi violini dell’orchestra e anche il suo più alto rappresentante; ci parla dei momenti più commoventi e coinvolgenti del concerto:
Tutti si commuovono profondamente durante il ‘moon choir’ di Otto Nicolai, uno dei fondatori della Filarmonica di Vienna. Si tratta di una breve composizione, un coro che canta, letteramente, dall’organo alla platea. A me sembra come se volessero spargere polvere d’argento sugli ascoltatori. Anche Gustavo Dudamel si è sentito profondamente toccato durante l’esecuzione”.

Con venti pezzi, tra cui sette aggiunti quest’anno, il concerto di Capodanno di Vienna ha necessitato di molte prove ma nulla avrebbe scoraggiato Gustavo Dudamel, che dice: ‘‘È un concerto difficile perché è musica molto bella, naturale, però in grande quantità. È come cucinare, puoi essere un buon cuoco e cucinare per te, per i tuoi amici, per tua moglie, ma quando devi cucinare per molte persone, il menù è gigantesco perché ci sono molte parti, quindi si fa più complesso. Tuttavia per me questa complessità non è fatica. Anche questo fa parte del gioco e il divertimento a volte ha la sua parte di difficoltà”.

Andreas Grossbauer, chairman Filarmonica di Vienna:
“ ‘Sul bel Danubio blu’ è segretamente l’inno nazionale di tutti gli austriaci. Oppure la ‘marcia di Radetzky’ , che anch’io troppo a lungo non ho capito cosa avesse di tanto speciale. Ora invece lo so. Il pubblico vuole essere parte di questo evento unico. È liberatorio, è quasi come un riscatto e anch’io l’ho vissuto così, fin dal moi primo concerto”.

La marcia di Radetzky

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