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Futures sulle patate +700% in meno di un mese per timori di guerra con l'Iran

Un operaio controlla le patate nel villaggio di Pestove, in Kosovo, 26 marzo 2026
Un operaio controlla le patate nel villaggio di Pestove, in Kosovo, 26 marzo 2026 Diritti d'autore  AP Photo/Visar Kryeziu
Diritti d'autore AP Photo/Visar Kryeziu
Di Quirino Mealha
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I contratti finanziari legati alle patate sono aumentati di oltre il 700% nel giro di poche settimane, nonostante l’attuale surplus in Europa. Alla base ci sono operazioni speculative in un contesto altamente volatile, innescato dalla guerra in Iran.

I contratti per differenza (CFD) sulle patate, che replicano il mercato di riferimento per questa commodity, hanno visto i prezzi balzare di circa il 705% in meno di un mese.

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Dal 21 aprile il costo per 100 chilogrammi è salito da circa 2,11 € a un impressionante 18,50 €.

Questo prezzo resta però molto basso rispetto ai livelli raggiunti dal mercato delle patate negli ultimi due anni. Il motivo è che il mercato fisico sottostante in Europa sta soffrendo un forte eccesso di offerta.

Dopo le carenze e i prezzi elevati delle scorse stagioni, gli agricoltori in Paesi come Belgio, Paesi Bassi, Francia e Germania hanno ampliato in modo significativo le superfici coltivate.

Le condizioni meteorologiche favorevoli hanno poi garantito raccolti eccezionalmente abbondanti, creando un surplus consistente in tutto il mercato europeo. Di conseguenza, trasformatori ed esportatori faticano ad assorbire l'offerta, spingendo i prezzi all'origine in forte ribasso.

Secondo quanto riferito, alcune patate di qualità inferiore, destinate ai mangimi o a usi industriali, sono state scambiate a prezzi estremamente bassi, se non addirittura negativi. In questi casi, di fatto, sono gli stessi produttori a pagare i costi di trasporto o di smaltimento pur di liberarsi delle eccedenze dalle proprie aziende.

Il riferimento di 18,50 € riguarda in genere le patate "free-buy", vendute sul mercato libero, e non quelle già coperte da contratti a prezzo fisso tra produttori e trasformatori.

Sebbene questo prezzo sia superiore ai valori negativi registrati sui mercati secondari, molti produttori lo considerano ancora insostenibile dal punto di vista economico, perché i costi di produzione, dal carburante ai fertilizzanti, dallo stoccaggio all'elettricità, sono aumentati in modo sostanziale.

Il contrasto tra prezzi fisici deboli e forti movimenti degli indici di riferimento finanziari riflette la differenza tra i mercati di scambio delle commodity e la filiera agricola reale.

I mercati finanziari possono reagire con forza alla volatilità, alle aspettative sui futuri raccolti, ai rischi meteorologici, alla domanda di export o a possibili correzioni dell'offerta, anche quando le scorte fisiche attuali restano eccessive.

In altre parole, il forte aumento percentuale registrato dagli strumenti finanziari legati alle patate non significa che le patate siano improvvisamente diventate care in Europa; riflette piuttosto la volatilità di un mercato che cerca di prezzare le condizioni future legate all'instabilità attuale.

Gli effetti negativi della guerra in Iran

Il conflitto in Medio Oriente ha ostacolato gravemente l'export di sostanze chimiche e minerali essenziali per l'agricoltura industriale, alimentando diffusi timori per la sicurezza alimentare globale.

Poiché la patata è una coltura ad alto fabbisogno di nutrienti, la brusca carenza di fertilizzanti a prezzi accessibili ha ripercussioni dirette sulle rese future e sulle valutazioni di mercato attuali.

A peggiorare la situazione, l'instabilità regionale rende sempre più pericolose le principali rotte marittime, complicando la logistica del commercio agricolo.

Secondo le Nazioni Unite, circa un terzo dei fertilizzanti mondiali, come urea, potassa, ammoniaca e fosfati, transita normalmente attraverso lo stretto di Hormuz, attualmente bloccato.

In risposta all'aumento dei costi e all'incertezza, gli operatori sembrano riprezzare i contratti futures e non danno più priorità all'attuale situazione di eccesso di offerta.

Per i consumatori europei questo, al momento, non si traduce in un forte rincaro di un alimento di base. Ma l'impennata dei CFD sulle patate mette in luce un mercato nervoso che cerca di prezzare i molteplici effetti economici, diretti e indiretti, della guerra in Iran.

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