Nel 2025 l’Italia si conferma principale importatore europeo di greggio e gas azero, con forniture record e un’intensificazione della cooperazione energetica e commerciale tra Roma e Baku. Dati Sofaz e nuove prospettive di partnership economica
L’Italia ha rafforzato nel 2025 la sua posizione di maggiore destinatario europeo di petrolio e gas naturale provenienti dall’Azerbaigian, consolidando un ruolo chiave nel quadro della sicurezza energetica europea. Secondo il rapporto annuale del State Oil Fund of the Republic of Azerbaijan (Sofaz), pubblicato nei primi giorni del 2026, il fondo ha registrato una significativa crescita patrimoniale legata alle esportazioni di idrocarburi e alla domanda costante dall’Europa.
Italia primo partner energetico dell’Azerbaigian
Nel 2025 l’Italia ha ricevuto circa il 45 per cento del totale delle esportazioni di greggio azero, consolidando il primato tra i paesi europei come principale importatore del petrolio proveniente dal Caspio.
Sempre secondo i dati ufficiali, l’Azerbaigian ha fornito all’Italia circa 9,5 miliardi di metri cubi di gas naturale e oltre 10 milioni di tonnellate di petrolio nel corso del 2025.
Queste forniture transitano principalmente attraverso il Corridoio Meridionale del Gas, che comprende il gasdotto del Caucaso Meridionale, il Tanap (Trans Anatolian Natural Gas Pipeline) e il Tap (Trans Adriatic Pipeline), che sbocca nel sud Italia, rendendo il nostro paese un hub fondamentale per l’approvvigionamento energetico europeo.
Crescono scambi e investimenti
Il potenziamento delle relazioni commerciali è stato al centro della sesta sessione della Commissione intergovernativa per la cooperazione economica Azerbaigian‑Italia, svoltasi a Baku il 13 gennaio 2026. I lavori hanno evidenziato non solo la centralità dell’Italia nei flussi energetici azero‑europei, ma anche l’intenzione di allargare la cooperazione a nuovi settori economici.
In particolare, la cooperazione energetica si sta estendendo anche agli investimenti nel settore delle rinnovabili: il fondo azero Sofaz detiene partecipazioni di rilievo in un portafoglio di impianti fotovoltaici in Italia, con impianti da oltre 400 MW, contribuendo alla transizione energetica e all’integrazione di fonti verdi nel mix energetico europeo.
Performance finanziaria di Sofaz
Il rapporto Sofaz ha sottolineato come i ricavi da petrolio e gas abbiano continuato a rappresentare un elemento determinante per le performance finanziarie del fondo nel 2025, con un aumento del patrimonio totale di oltre il 22 per cento rispetto all’anno precedente. Le entrate generate dagli idrocarburi hanno contribuito a mantenere la stabilità finanziaria del fondo e a supportare le esigenze fiscali dello Stato azero, anche in un contesto economico globale caratterizzato da incertezze e fluttuazioni dei mercati energetici.
Implicazioni per l’Europa
La forte domanda europea di energia azera riflette gli sforzi dell’Unione per diversificare le fonti di approvvigionamento, riducendo la dipendenza da fornitori tradizionali e potenzialmente più volatili. In questo scenario, l’Italia spicca come principale ponte tra il Sud Caucaso e il mercato europeo, non solo per i volumi energetici importati, ma anche come hub logistico e commerciale per ulteriori scambi e cooperazioni.
La conferma del ruolo italiano arriva anche in un contesto nel quale i flussi energetici europei si stanno ridefinendo: mentre alcune importazioni di gas tramite gasdotti europei sono in calo per vari motivi, il gas e il petrolio azero continuano a offrire volumi significativi, contribuendo alla stabilità dell’offerta continentale.