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La Commissione Ue preme per un prestito da 140 miliardi all’Ucraina finanziato con beni russi congelati. Euroclear avverte dei rischi

FILE - Veduta della sede di Euroclear a Bruxelles, 23 ottobre 2025.
FILE - Veduta della sede di Euroclear a Bruxelles, 23 ottobre 2025. Diritti d'autore  Geert Vanden Wijngaert/Copyright 2025 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Geert Vanden Wijngaert/Copyright 2025 The AP. All rights reserved
Di Doloresz Katanich
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I piani dell'Ue di utilizzare i beni russi congelati per aiutare l'Ucraina hanno suscitato l'allarme sul fatto che la mossa produrrebbe problemi legali e di mercato

La Commissione europea è sotto crescente pressione per garantire un finanziamento a lungo termine all’Ucraina, e l’opzione più probabile è un prestito Ue da 140 miliardi di euro sostenuto dai beni russi congelati. L’idea prevede l’uso di asset statali russi immobilizzati dall’Ue per generare liquidità destinata a Kiev, suscitando al contempo preoccupazioni legali e di mercato.

Valérie Urbain, ad di Euroclear, ha evidenziato in una lettera al Financial Times che la misura potrebbe aumentare gli spread dei titoli sovrani europei, facendo crescere i costi di prestito per tutti gli Stati membri. Euroclear teme che gli investitori percepiscano l’operazione come una confisca vietata dal diritto internazionale, minando la fiducia nei mercati finanziari europei.

Tuttavia, gli analisti indicano che il rischio è significativamente inferiore rispetto al congelamento degli asset russi nel 2022, subito dopo l’invasione dell’Ucraina. Robert Timper, chief strategist di Bca Research, ha dichiarato: “Non mi aspetto una grande reazione del mercato, quindi non ci sarà alcun costo per i governi in termini di aumento del servizio del debito”.

Timper ha sottolineato che la novità nel 2022 era l’impossibilità per i proprietari di accedere agli asset russi, mentre il prestito di riparazione avrà un effetto più contenuto sui mercati.

Nicolas Véron, senior fellow di Bruegel, ha spiegato che il congelamento del 2022 serviva a vincolare le riserve russe e a mostrare al mondo la determinazione dell’UE. Anche Capital Economics ritiene che i timori di un ampio ritiro di banche centrali o fondi sovrani siano probabilmente sopravvalutati, considerando la limitata disponibilità di attività liquide e sicure alternative per le riserve estere.

Funzionamento del prestito Ue per l’Ucraina

Secondo Capital Economics, Euroclear impiegherebbe la liquidità detenuta per conto della Banca Centrale Russa (Cbr) per acquistare un’obbligazione Ue a lunga scadenza e zero-coupon. Le attività di Euroclear passerebbero dai saldi di cassa a un’obbligazione UE, mentre la passività nei confronti della Cbr rimarrebbe invariata, garantendo la legalità dell’operazione. I proventi dell’obbligazione verrebbero poi utilizzati per erogare prestiti all’Ucraina, che dovrà rimborsare solo dopo la fine della guerra e l’accettazione da parte della Russia di pagare i danni.

Il prestito sarebbe garantito dagli Stati membri partecipanti, che intervenirebbero in caso di mancato rimborso. Secondo Euroclear, costringerla a investire in strumenti a tasso zero potrebbe essere percepito dalla Russia come confisca, con possibili ritorsioni legali e finanziarie. Véron sottolinea che, anche se non si tratta di una confisca reale, la propaganda russa potrebbe farlo percepire come tale, influenzando i mercati globali.

Tempistiche e impatto economico

Il commissario europeo Valdis Dombrovskis ha dichiarato che il prestito da beni russi congelati rappresenta un modo per fornire un sostegno significativo a Kiev senza imporre nuovi oneri fiscali all’Ue o agli Stati membri. Il piano dovrebbe essere finalizzato entro la fine del 2025, con esborsi attesi nel primo trimestre del 2026, previa approvazione parlamentare. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato la necessità dei fondi all’inizio del 2026.

Un prestito di 140 miliardi rappresenterebbe circa l’80 per cento del Pil ucraino dello scorso anno e lo 0,8 per cento del Pil dell’Ue. La riuscita del finanziamento dipende da un accordo politico tra gli Stati membri: senza sostegno stabile e pluriennale, l’Ucraina rischia di indebolire il proprio sforzo di difesa e di aumentare la minaccia russa ai confini europei.

Analisti e think tank concordano sul fatto che, nonostante le preoccupazioni di Euroclear, l’operazione presenta rischi limitati sui mercati europei, mentre offre un supporto cruciale per la stabilità economica e militare di Kiev. La Commissione europea continua a sottolineare che il prestito non costituisce una confisca, ma una strategia per garantire finanziamenti sicuri e legali all’Ucraina utilizzando beni russi congelati.

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