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Niente fallimento per Eurostar. Maxi finanziamento da 290 milioni di euro

Niente fallimento per Eurostar. Maxi finanziamento da 290 milioni di euro
Diritti d'autore Francois Mori/Copyright 2019 The Associated Press. All rights reserved.
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Di Debora Gandini
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La società Eurostar ha ottenuto un maxi-finanziamento da 290 milioni di euro. Niente chiusura per la crisi Covid. Ora la compagnia incrementerà a 3 viaggi giornalieri la tratta Parigi-Londra

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Per evitare il default, Eurostar, l'operatore dei treni che corrono sotto il tunnel della Manica, si è assicurato un mega finanziamento: 290 milioni di euro per non sprofondare in attesa che vengano completamente tolte le restrizioni di viaggio dovute al Covid-19.  

La società, che era stata sull'orlo del fallimento, ha sottolineato che i fondi forniti dagli azionisti e dalle banche riusciranno ad assicurare il suo futuro. Il pacchetto di rifinanziamento di 290 milioni di euro rifinanziamento è composto da 58 milioni di euro di nuovo capitale proprio, 175 milioni di euro da prestiti garantiti dagli azionisti e 58 milioni di euro da prestiti ristrutturati.

La compagnia d'oltre Manica doveva assolutamente trovare nuovi soldi prima della fine di maggio/inizio giugno per evitare il fallimento. Ora incrementerà la sua offerta a due viaggi giornalieri di andata e ritorno sulla rotta Londra-Parigi il 27 maggio, per poi aggiungere un terzo servizio dalla fine di giugno

"Il forte impegno finanziario degli azionisti con le banche è il fattore chiave che ci permetterà, nell'immediato futuro, di aumentare l'attività."
Jacques Damas
Amministratore Delegato Eurostar

Il CEO di SNCF Voyageurs Christophe Fanichet ha accolto con grande entusiasmo "questo rifinanziamento, che è un passo importante per garantire la sostenibilità di Eurostar e viaggiare tra il continente e la Gran Bretagna.

Un altro obiettivo è la fusione di Eurostar con la compagnia franco-belga Thalys -società controllata al 60% dalla SNCF e al 40% dalla SNCB-, annunciata nell'autunno 2019 e auspicata per la fine dell'anno secondo Alain Krakovitch, il direttore generale di Voyages SNCF, il ramo che supervisiona i treni a lunga percorrenza, compreso il TGV. Prima della pandemia, Eurostar offriva tra 15 e 18 viaggi giornalieri Parigi-Londra e una decina su Londra-Bruxelles (tre dei quali erano appena stati estesi ad Amsterdam).

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