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UE e Canada valutano accordo sul GNL mentre i prezzi del gas aumentano

Il premier Mark Carney parla dopo che LNG Canada ha confermato la Fase 2 del progetto al terminal GNL di Kitimat, Columbia Britannica, a settembre 2026.
Il primo ministro Mark Carney parla dopo che LNG Canada ha confermato il via libera alla fase 2 di ampliamento del suo terminal GNL a Kitimat, in B.C., nel settembre 2026. -  Diritti d'autore  AP Photo / The Canadian press / DARRYL DYCK
Diritti d'autore AP Photo / The Canadian press / DARRYL DYCK
Di Marta Pacheco
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Una bozza di dichiarazione del vertice UE-Canada prevede uno studio di fattibilità sulle esportazioni di GNL a lungo termine dal Canada verso l’Europa, mentre Bruxelles punta a diversificare le forniture energetiche

L'Unione europea e il Canada valuteranno la possibilità di avviare esportazioni di gas naturale liquefatto (GNL) verso l'Europa nel lungo periodo, mentre il blocco deve fare i conti con l'impennata dei prezzi del gas e livelli delle scorte storicamente bassi.

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È quanto emerge da una bozza di dichiarazione congiunta per il vertice Ue-Canada, in programma a Montreal il 29 e 30 ottobre, visionata da Euronews.

Le due parti intendono condurre uno studio di fattibilità sulle esportazioni di GNL verso l'Europa, affiancandolo a una cooperazione più stretta sulle reti elettriche, sui sistemi di accumulo delle batterie e sulla protezione fisica e informatica delle infrastrutture energetiche.

"Valuteremo le opportunità di connessioni energetiche di lungo periodo, investimenti e forniture che contribuiscano alla sicurezza energetica europea e allo sviluppo economico canadese, sostenendo al tempo stesso i nostri obiettivi climatici", si legge nella bozza.

L'iniziativa riflette gli sforzi di Bruxelles per diversificare le forniture energetiche e ridurre le vulnerabilità strategiche, in un contesto di crescenti tensioni geopolitiche.

Dall'invasione russa dell'Ucraina, gli Stati Uniti sono diventati il principale fornitore di GNL dell'UE, sostituendo gran parte del gas a basso costo importato in precedenza dalla Russia.

Allo stesso tempo, le persistenti interruzioni nella produzione e nelle forniture di gas dal Qatar hanno indebolito ulteriormente la sicurezza degli approvvigionamenti energetici dell'UE.

La bozza però non risponde a diverse questioni cruciali: quanto GNL potrebbe fornire il Canada, a quale costo e quali infrastrutture sarebbero necessarie per portarlo sui mercati UE.

Il primo ministro canadese Mark Carney ha sostenuto piani che potrebbero raddoppiare la capacità di esportazione di GNL sulla costa occidentale del Canada. Ottawa si propone come fornitore affidabile per i Paesi che intendono diversificare le proprie fonti energetiche.

Carney ha inoltre mostrato apertura allo sviluppo delle esportazioni di gas dal New Brunswick, a condizione che la provincia revochi il divieto di fratturazione idraulica, o fracking, e crei un'industria nazionale di produzione.

"Cambieremo a livello federale ciò che deve essere cambiato affinché i progetti possano andare avanti", ha dichiarato Carney a maggio 2025.

Ulteriori forniture da produttori politicamente stabili potrebbero rafforzare la sicurezza energetica dell'UE, mentre Bruxelles cerca di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili russi e deve fare i conti con un'amministrazione statunitense imprevedibile.

Si rischia di rallentare la transizione energetica

Una maggiore disponibilità di gas non si traduce però automaticamente in una transizione energetica più rapida.

I nuovi terminali GNL e i gasdotti richiedono investimenti ingenti e possono restare in funzione per decenni. Gli ambientalisti sostengono che favoriscono un consumo di gas di lungo periodo o deviano capitali dall'elettrificazione e dalle energie rinnovabili, rallentando potenzialmente l'uscita dai combustibili fossili.

Esther Bollendorff, responsabile del programma sui combustibili fossili dell'organizzazione non governativa Climate Action Network (CAN) Europe, ha dichiarato che il Canada non dovrebbe diventare il prossimo fornitore di gas dell'UE, ma un partner nella costruzione di un futuro energetico accessibile e resiliente.

Secondo Bollendorff, lo studio di fattibilità proposto sulle esportazioni di GNL verso l'UE rappresenta una "pericolosa distrazione" rispetto all'elettrificazione basata sulle energie rinnovabili e all'efficienza energetica.

"Rischia di bloccare infrastrutture per i combustibili fossili, creare asset destinati a restare inutilizzati e aumentare le bollette per i consumatori su entrambe le sponde dell'Atlantico, indebolendo al tempo stesso gli obiettivi climatici dell'Europa", ha dichiarato Bollendorff.

Gli attivisti per l'ambiente avvertono che ampliare l'offerta di combustibili fossili potrebbe condizionare le scelte a disposizione dei Paesi importatori, rendendo potenzialmente più allettante continuare a consumare gas piuttosto che investire nelle fonti alternative.

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