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La telefonata con Putin divide Finlandia e Norvegia da Danimarca e Svezia

I leader nordici erano divisi sulla telefonata con Vladimir Putin.
I leader nordici erano divisi riguardo a una telefonata con Vladimir Putin. -  Diritti d'autore  Fredrik Sandberg/TT/AP
Diritti d'autore Fredrik Sandberg/TT/AP
Di Jorge Liboreiro
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Martedì dopo una telefonata di 90 minuti tra i leader di Finlandia e Norvegia e il presidente russo Vladimir Putin, i premier di Danimarca e Norvegia hanno messo pubblicamente in dubbio l’iniziativa diplomatica

Martedì si è registrata una rara spaccatura tra i Paesi nordici, dopo che i leader di Danimarca e Svezia hanno criticato pubblicamente i loro omologhi di Finlandia e Norvegia per una telefonata a sorpresa con il presidente russo Vladimir Putin.

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La chiamata è stata un’iniziativa del presidente finlandese Alexander Stubb e del primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre, che di recente hanno ospitato un nuovo round di colloqui di pace a Oslo.

I due leader hanno sollecitato Putin a porre fine all’invasione su larga scala dell’Ucraina e a impegnarsi in negoziati sostanziali per arrivare a una soluzione stabile e pacifica.

"La discussione è stata franca e sostanziale", ha detto il presidente finlandese. "L’esito di questa guerra avrà un impatto diretto sulla nostra sicurezza e su quella più ampia europea. Per mettere fine alla guerra servono discussioni dirette", ha aggiunto Stubb.

La telefonata di Helsinki e Oslo a Putin: Zelensky ringrazia Stubb e Støre, critiche da Frederiksen

"Abbiamo sottolineato l’importanza della de-escalation", ha dichiarato Støre. Il resoconto ha chiarito che Stubb e Støre hanno parlato con Putin "in qualità di leader dei rispettivi Paesi e non a nome dell’Europa nel suo complesso".

Subito dopo, Stubb e Støre hanno telefonato al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che li ha ringraziati per il loro sostegno "attivo". Ma questa sequenza di contatti ha fatto poco per attenuare le forti critiche dei vicini.

La prima ministra danese Mette Frederiksen si è detta duramente critica, citando l’escalation russa contro l’Ucraina come prova del fatto che Mosca non è seria sulla via diplomatica.

La nota diffusa dal Cremlino dopo la chiamata ha ripreso il tono massimalista di Putin. "Sono molto scettica su questa iniziativa indipendente di Norvegia e Finlandia. Non è stata coordinata con nessuno di noi", ha dichiarato Frederiksen poco dopo che la telefonata è stata resa pubblica.

"Non vedo alcun segnale che la Russia desideri la pace con l’Europa, né nella guerra ibrida che si combatte ogni giorno, né in Ucraina", ha aggiunto Frederiksen, mettendo in dubbio l’efficacia di questo tentativo e ha tracciato un parallelo con precedenti iniziative in solitaria, come quando l’ex primo ministro ungherese Viktor Orbán volò a Mosca per incontrare Putin.

"Sinceramente non so cosa pensino di ottenere", ha proseguito Frederiksen, evidenziando come "in passato abbiamo sottolineato, con un chiaro sostegno dal resto dell’Europa, che quando altri sono andati in solitaria e, per esempio, hanno viaggiato a Mosca, è fondamentale che noi europei restiamo uniti. È qualcosa per cui molti di noi hanno lottato".

Critiche alla telefonata con Putin anche dalla Svezia: "Tenere colloqui che rischiano di dividere la voce europea è rischioso"

Il primo ministro svedese Ulf Kristersson ha a sua volta espresso dubbi sull’iniziativa, anche se con toni meno duri.

"La mia impressione è che tutti vogliano la pace tranne Putin. Ho aspettative piuttosto basse per questo tipo di colloqui diretti", ha affermato Kristersson. "Tenere colloqui che rischiano di dividere la voce europea è rischioso. Ora, non sto dicendo che loro lo abbiano fatto. Non so ancora di cosa abbiano parlato", ha precisato il premier svedese.

"Colloqui che rendano la Russia più disponibile a una pace equa, alle condizioni dell’Ucraina, sono naturalmente positivi".

In risposta alle critiche, Støre ha dichiarato che l’Europa dovrebbe parlare con la Russia per integrare i messaggi inviati dall’amministrazione statunitense, che ha una lettura diversa della guerra.

Stubb, Støre, Frederiksen e Kristersson si trovavano tutti a Helsinki, in Finlandia, per partecipare a una sessione a livello di leader del Consiglio nordico.

La spaccatura politica esplosa martedì è significativa, dato che i quattro Paesi hanno finora condiviso la stessa linea sulla guerra della Russia contro l’Ucraina. Sono tra i maggiori donatori bilaterali di Kiev e tra i più convinti sostenitori di sanzioni sempre più dure contro Mosca.

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