Urne chiuse in Israele con affluenza record. Secondo gli exit poll di Channel 12, il blocco di Netanyahu raggiunge 50 seggi, mentre quello di Gadi Eisenkot arriva a 52. Le liste arabe a 18. Il premier uscente ha definito le elezioni "una questione di vita o di morte"
Chiusi i seggi alle elezioni parlamentari in Israele. Secondo gli exit poll di Channel 12, il blocco di Benjamin Netanyahu raggiunge 50 seggi, mentre quello del cambiamento di Gadi Eisenkot ne conta 52.
Guardando ai partiti, gli exit poll danno il Likud di Netanyahu avanti con 24 seggi, mentre Yashar di Eisenkot si ferma a 22 seggi.
Si segnala anche un forte balzo in avanti dei partiti a maggioranza araba, che avrebbero ottenuto il numero record di 18 seggi.
I primi exit poll delle principali elezioni legislative di martedì in Israele indicano che non c’è un chiaro vincitore, con il primo ministro Netanyahu e il suo principale rivale Eisenkot entrambi al di sotto della soglia necessaria per una maggioranza.
L'elezione è un test per il futuro politico di Benjamin Netanyahu, ma il risultato potrebbe non bastare a determinare chi guiderà il prossimo governo. Gli israeliani votano questo martedì 27 ottobre per rinnovare la Knesset, il Parlamento composto da 120 membri, nelle prime elezioni generali dal 7 ottobre 2023, quando l’attacco guidato da Hamas contro Israele ha innescato la guerra a Gaza.
Alle 20 l'affluenza alle urne ha raggiunto il 74,3%. Il dato superava già l'affluenza complessiva del 70,6% registrata alle elezioni del 2022.
Eisenkot: "Risultati indicano totale sfiducia nei confronti di Netanyahu"
''I risultati preliminari indicano una totale sfiducia nei confronti di Netanyahu e del governo del 7 ottobre da parte della maggioranza sionista e della maggioranza dei cittadini israeliani. Se questi saranno i risultati definitivi, si tratterà di una vittoria per la maggioranza sionista in Israele. Agirò immediatamente per attuare la decisione del popolo, per sostituire il governo Netanyahu e per istituire al più presto un governo per l'arruolamento sionista''. È la prima dichiarazione a urne chiuse di Eisenkot, leader del partito di opposizione Yashar!.
Respinta la richiesta di Netanyahu di prolungare l'orario del voto
La Commissione elettorale centrale israeliana ha deciso che l'orario del voto non sarà prorogato e le urne chiuderanno alle 22 come previsto (le 21 in Italia). Lo ha reso noto il direttore della Commissione, Dean Livneh, dopo la richiesta avanzata da alcune fazioni della coalizione per estendere i tempi di voto.
Il partito Yashar di Gadi Eisenkot aveva dichiarato di "opporsi fermamente" alla richiesta del Likud (il partito di Netanyahu) di estendere l'orario di voto nei seggi, sottolineando che "non si è verificato alcun evento eccezionale che giustifichi l'approvazione della richiesta, che ha lo scopo di creare un pretesto per contestare l'integrità delle elezioni, in linea con le menzogne che Netanyahu sta diffondendo fin dalle prime ore del mattino".
Si tratta della prima consultazione nazionale dopo il 7 ottobre 2023. Nel corso della giornata Netanyahu ha più volte invitato i suoi sostenitori a recarsi alle urne, presentando il voto come "una questione di vita o di morte".
La tornata elettorale è ampiamente considerata come un vero e proprio referendum sulla leadership di Netanyahu.