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I dazi di Trump sulla Russia rischiano di aggravare la crisi energetica in Europa

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel luglio 2025
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel luglio 2025 Diritti d'autore  AP Photo / Jacquelyn Martin
Diritti d'autore AP Photo / Jacquelyn Martin
Di Marta Pacheco
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La Commissione europea ha annunciato che collaborerà con Washington per limitare al minimo gli effetti dei nuovi dazi sull’energia russa decisi da Donald Trump

L'Unione europea si trova di fronte alla prospettiva di una nuova stretta sulle forniture di gas naturale liquefatto (GNL), perché le nuove sanzioni contro la Russia decise dal presidente statunitense Donald Trump potrebbero interrompere i flussi da cui i Paesi membri dell'Ue dipendono ancora.

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Trump ha firmato di recente il "Lindsey Graham Sanctions Act", che gli consente di applicare dazi fino al 100% ai Paesi che continuano ad acquistare petrolio o gas naturale russi. Una misura che punta in particolare a colpire i Paesi accusati di aiutare Mosca ad aggirare le sanzioni, tra cui soprattutto Cina e India.

Le scorte di gas per l'inverno nell'Ue sono ai minimi

Il provvedimento statunitense non introduce automaticamente dazi contro l'Ue, ma le modalità concrete di applicazione restano incerte e aprono un nuovo fronte per i governi e le imprese europee ancora esposti al gas russo.

Le nuove sanzioni di Trump, sebbene in gran parte accolte con favore in Europa come strumento per indebolire la macchina bellica di Mosca, arrivano in un momento delicato. Secondo la piattaforma di intelligence Global Energy Flow, l'Ue fatica a riportare i livelli di stoccaggio di gas almeno all'80% entro novembre: le scorte per l'inverno sono ai minimi per questo periodo dell'anno da quando vengono effettuate le rilevazioni (ovvero dal 2011). La forte concorrenza dei compratori asiatici sta inoltre lasciando l'Europa indietro.

Interrogata sul fatto che la normativa statunitense possa danneggiare i partner europei, l'Alta rappresentante dell'Ue per gli Affari esteri Kaja Kallas ha risposto di "non averci pensato", aggiungendo di sperare che non sia così. Le sue dichiarazioni sono giunte a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, il 22 settembre.

Nel frattempo, un portavoce della Commissione europea ha dichiarato che l'Ue ha "aspettative chiare" sul fatto che la legge Graham "non debba introdurre nuove barriere commerciali" nel rapporto bilaterale con gli Stati Uniti. "Ci confronteremo con Washington con l'obiettivo di garantire questo esito", ha dichiarato un portavoce dell'organismo esecutivo di Bruxelles a Euronews.

Il 1 gennaio 2027 scatta il divieto totale di importazione di gas russo

Da quando Stati Uniti e Israele hanno bombardato l'Iran il 28 febbraio, l'escalation in Medio Oriente ha portato alla chiusura dello Stretto di Hormuz e al danneggiamento di un oleodotto saudita strategico, interrompendo di fatto il transito di gas naturale liquefatto.

Allo stesso tempo l'Ue sta cercando di liberarsi dal GNL russo, anche se la quota di materia prima importata da Mosca è salita al 17% perché ai Paesi senza sbocco sul mare sono state concesse deroghe, così come a quelli legati da contratti di lungo periodo che temevano ricorsi legali dal colosso energetico russo Gazprom. Un divieto totale alle importazioni di GNL da Mosca è previsto a partire dal 1 gennaio 2027.

Ad aggravare il senso di insicurezza energetica che avvolge l'Europa giunge appunto la decisione di Washington di punire con dazi fino al 100% i grandi acquirenti di energia. Una scelta che rischia di aprire frizioni con i Paesi ancora esposti al gas di Mosca, come Francia, Belgio, Paesi Bassi e Spagna.

Ben McWilliams, ricercatore associato presso il think tank Bruegel con sede a Bruxelles, ritiene che i nuovi dazi di Trump "non dovrebbero cambiare troppo" lo stato delle cose, dato che dopo il bando del 2027 nessun carico di GNL russo dovrebbe più entrare nell'Ue: "Penso che la Russia riuscirà a trovare mercati alternativi e non mi aspetto un impatto enorme. Utilities e trader hanno avuto tempo a sufficienza per prepararsi", ha dichiarato McWilliams a Euronews.

Oltre al GNL, a rischio i servizi marittimi

Se però Washington dovesse sanzionare tutte le navi cisterna che trasportano GNL russo, le conseguenze andrebbero ben oltre le imbarcazioni stesse, secondo Urgewald, organizzazione ambientalista tedesca senza scopo di lucro: "La nuova normativa statunitense riguarda le imbarcazioni straniere che consapevolmente trasportano GNL di origine russa, anche se le designazioni non sono automatiche e sono previste deroghe per motivi di interesse nazionale", si legge in un comunicato.

Le nuove sanzioni statunitensi, che il Congresso riesaminerà il 18 ottobre, potrebbero colpire anche il proprietario o il gestore di un porto straniero che consenta l'attracco o la prestazione di servizi a una nave sanzionata dagli Stati Uniti e impegnata a favore della Russia, compresi quelli in Europa, come il porto danese di Odense Havn.

Fayard, uno dei maggiori cantieri danesi di riparazione navale, è finito sotto stretta osservazione e nel mirino delle critiche per aver effettuato lavori di manutenzione su metaniere artiche legate alla Russia.

L'eurodeputato svedese Jonas Sjöstedt, del gruppo The Left, ha criticato un intervento su una nave di classe Arc7 attualmente in riparazione: "Queste navi rappresentano un elemento fondamentale per l'export di GNL artico della Russia e trasportano carichi per miliardi di euro. Ciò deve finire. Alle aziende europee non si può permettere di mantenere in vita la linea di rifornimento di combustibili fossili della Russia. Ogni riparazione contribuisce a sostenere la guerra illegale di Putin contro l'Ucraina", ha dichiarato.

Gli ha fatto eco l'eurodeputata tedesca Hannah Neumann, del gruppo Verdi/ALE, che ha esortato la Fayard a smettere di procedere come se nulla fosse con il "business as usual": "Anteponendo gli interessi commerciali alla nostra responsabilità collettiva di isolare la Russia, Fayard sta indebolendo la pressione che stiamo cercando di esercitare", ha aggiunto.

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