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Elettricità pulita: Il boom delle rinnovabili in Europa sta rallentando?

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Di Frances Lopez & Lauren Walker
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Oltre metà dell’energia elettrica dell’Ue proviene da fonti rinnovabili, ma tra i Paesi permangono forti divari

Quanto è "verde" l'elettricità nell'Unione europea? Dati recenti di Eurostat, l'agenzia statistica dell'Ue, mostrano che nel secondo trimestre di quest'anno il 54,1% dell'elettricità generata nel blocco proveniva da fonti di energia rinnovabile.

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Ciò significa che le rinnovabili (biocarburanti inclusi) continuano a superare le altre fonti, come i combustibili e l'energia da fonti fossili. Tuttavia, la crescita è praticamente ferma da un anno, segnale che potrebbe essere in rallentamento. Dall'inizio del 2025 questa quota ha oscillato tra il 41% e poco più del 56%.

Nel secondo trimestre del 2026 la quota segna un lieve calo rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (54,3%), ma è in aumento rispetto a gennaio 2026, quando era pari al 41%.

Nel complesso, la produzione di elettricità da fonti rinnovabili è aumentata del 2,8% su base annua, mentre la produzione totale di elettricità è cresciuta del 3,2%. Nello stesso periodo, la generazione da gas è salita del 3,9%.

Questi dati contrastano con l'impegno del blocco a passare a un'energia più pulita e di produzione interna dopo gli attacchi statunitensi-israeliani contro l'Iran e l'insicurezza energetica che ne è derivata.

Lo sforzo di Bruxelles per affrancarsi dalla dipendenza energetica dall'estero è stato lanciato dopo l'invasione su vasta scala dell'Ucraina da parte della Russia, con risultati significativi.

Qual è la principale fonte di elettricità pulita?

Dall'inizio del 2023 le fonti rinnovabili hanno iniziato a contribuire in modo visibile alla generazione di elettricità, grazie alla rapida espansione della capacità eolica e solare e a un netto allontanamento dal gas russo. Questa crescita ha permesso all'Ue di risparmiare decine di miliardi di euro in potenziali acquisti di gas e carbone.

Oggi l'aumento delle rinnovabili appare meno marcato, anche perché molti Paesi dell'Ue operano già su livelli di base più elevati di energia pulita.

Secondo Eurostat, il solare resta il singolo contributore più importante alla produzione di elettricità nell'Ue, con il 41,6%, in crescita dal 37% registrato nello stesso periodo dell'anno scorso. A giugno è stato persino la principale fonte di elettricità in Europa.

L'eolico segue con il 27,7% e l'idroelettrico con il 22,6%. Il restante fabbisogno di elettricità rinnovabile è coperto da combustibili rinnovabili (7,7%) e dall'energia geotermica e da altre fonti (0,4%).

Grandi disparità nell'Ue nell'uso di elettricità pulita

Gli ultimi dati Eurostat mettono in evidenza il persistere di forti differenze all'interno del blocco per quanto riguarda la produzione di elettricità.

La Lettonia è in testa, con il 97,7% della propria elettricità generata da fonti rinnovabili. Il Paese baltico è alimentato soprattutto da energia idroelettrica e solare, grazie al sistema a cascata del fiume Daugava, che rappresenta l'ossatura della produzione rinnovabile nazionale destinata al carico di base, e al rapido dispiegamento di pannelli solari domestici.

Segue da vicino la Danimarca. Circa il 94% della sua elettricità è generato da fonti rinnovabili, trainate in larga parte dal vento, di cui il Paese è stato un pioniere. La Croazia chiude il podio: il 92,2% della sua elettricità è verde, alimentata soprattutto dall'idroelettrico.

Anche Austria, Estonia, Portogallo e Lituania figurano tra i primi posti per quota di elettricità prodotta da fonti rinnovabili.

All'estremità opposta della classifica c'è la Slovacchia, dove solo il 19,8% dell'elettricità proviene da fonti rinnovabili. Il Paese genera la maggior parte dell'elettricità con il nucleare (circa il 70%).

Fanalino di coda è anche la Cechia, con appena il 20,9% di elettricità pulita. Anche qui il mix dipende in larga misura dal nucleare e dai combustibili fossili.

Quanto pesano le rinnovabili sui consumi complessivi di energia?

L'elettricità, però, è solo una parte del quadro, e forse quella dove i progressi sono maggiori. Considerando tutta l'energia utilizzata dagli europei, compresi riscaldamento e trasporti, lo scorso anno le rinnovabili hanno rappresentato appena il 26,2%, in aumento dal 25,2% del 2024.

Su questo fronte l'Ue ha un obiettivo ambizioso: Bruxelles vuole che le rinnovabili arrivino al 42,5% di tutti i consumi energetici entro il 2030, con l'intenzione di salire fino al 45%.

"Di conseguenza, i Paesi dell'Ue devono intensificare i loro sforzi per rispettare collettivamente l'obiettivo dell'Ue per il 2030, che richiede di aumentare la quota di fonti rinnovabili nei consumi finali lordi di energia dell'Ue di oltre 16 punti percentuali in soli cinque anni", ha affermato Eurostat.

L'obiettivo finale è la neutralità climatica entro il 2050.

Svezia (65,4%), Finlandia (53%) e Danimarca (48,2%) guidano la classifica dei Paesi con la quota più alta di energia verde sui consumi energetici complessivi, ma altri sono molto indietro, tra cui Belgio (14,9%), Slovacchia (16,3%) e Irlanda (17,2%).

Sebbene l'attuale quota di energia rinnovabile sia quasi triplicata rispetto al 2004 (9,6%), gli esperti temono che il blocco non stia procedendo al ritmo necessario per raggiungere l'obiettivo, frenato da colli di bottiglia infrastrutturali e dallo scetticismo in alcuni Stati membri.

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