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La Francia teme nuova impennata dei prezzi del petrolio e chiede all'Ue più capacità di raffinazione

Il presidente francese Emmanuel Macron durante una conferenza stampa dopo una riunione di alto livello il 18 settembre.
Il presidente francese Emmanuel Macron durante una conferenza stampa dopo una riunione di alto livello il 18 settembre. Diritti d'autore  AP Photo / Thomas Samson
Diritti d'autore AP Photo / Thomas Samson
Di Marta Pacheco
Pubblicato il
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Macron, in una lettera a Ursula von der Leyen vista da Euronews, sostiene che la sicurezza Ue punta su scorte, flessibilità delle raffinerie e domanda debole, senza affrontare la causa dello shock di offerta

Il presidente francese Emmanuel Macron ha chiesto a Bruxelles di adottare misure d'emergenza per aumentare le forniture di diesel e carburante per aerei in Europa, poiché la prolungata chiusura dello Stretto di Hormuz e i nuovi attacchi alle infrastrutture energetiche in Medio Oriente minacciano di irrigidire ulteriormente i mercati petroliferi mondiali, secondo una lettera visionata da Euronews.

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Macron ha spiegato che finora il mercato petrolifero è stato rifornito soprattutto grazie a una maggiore produzione delle raffinerie, a una domanda più debole in Asia e all'utilizzo delle scorte esistenti. Il presidente francese ha però avvertito che questo margine di sicurezza si sta rapidamente riducendo, con la Francia che già il 22 settembre alle 9 del mattino registrava il 14% dei distributori nel Paese con carenze o quasi carenze di carburante secondo il governo francese.

"Nelle ultime settimane l'offerta internazionale si è nuovamente deteriorata, spinta dall'impatto combinato degli attacchi alle infrastrutture energetiche, in Russia e in Medio Oriente, e dalla ripresa dei consumi in Asia", si legge nella lettera, indirizzata alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e inviata il 18 settembre.

Macron ha affermato che, se lo Stretto di Hormuz resterà di fatto chiuso e l'East-West pipeline (oleodotto Est-Ovest) dell'Arabia Saudita non tornerà in funzione, l'esaurimento delle scorte saudite potrebbe togliere almeno altri quattro milioni di barili al giorno dall'offerta mondiale di greggio, con il rischio di un nuovo forte aumento dei prezzi. Secondo la lettera, le scorte globali di petrolio sono già diminuite di oltre 500 milioni di barili.

Il presidente francese ha sottolineato che la dipendenza europea dalle importazioni mediorientali è particolarmente elevata per il carburante per aerei, per cui il 36% delle importazioni arriva dalla regione, e per il diesel, con una quota del 18%.

Macron invita a sfruttare la capacità di raffinazione

Il blocco non può sostituire rapidamente il greggio venuto meno, ma Macron sostiene che si possa massimizzare la produzione di carburanti a partire dal greggio e dalla capacità di raffinazione ancora disponibile.

Il presidente francese ha sollecitato la Commissione ad allentare temporaneamente alcune specifiche europee sulla qualità dei carburanti, per consentire alle raffinerie di produrre più carburante per aerei e diesel, mentre le società di logistica petrolifera faticano a confermare le consegne.

"Gli operatori con sede in Francia nel settore della logistica petrolifera segnalano crescenti difficoltà nel confermare le consegne per le prossime settimane. Inoltre, diversi Stati membri registrano livelli di riempimento degli stoccaggi di gas inferiori a quelli degli ultimi anni", ha scritto Macron.

Il presidente francese ha aggiunto che modifiche a parametri come densità, volatilità e desolforazione potrebbero aumentare la produzione delle raffinerie di circa il 5%-20%, a seconda dell'impianto.

La proposta richiederebbe che la Commissione lavori con i costruttori di automobili per individuare quali standard possano essere allentati in sicurezza, senza danneggiare i veicoli o le infrastrutture e mantenendo i requisiti sanitari e di sicurezza. La Francia richiama il precedente della crisi Covid-19, quando la Commissione aveva temporaneamente alleggerito alcune specifiche sui carburanti.

Macron ha inoltre chiesto all'Ue di consentire un uso più ampio del diesel B10, che contiene fino al 10% di biodiesel, al posto del diesel standard B7. Limiti temporanei potrebbero essere concordati con i produttori di veicoli per stabilire quali motori possano utilizzare in sicurezza la miscela con una quota più elevata di biocarburante.

Nel complesso, queste misure puntano ad aumentare l'offerta effettiva di carburante in Europa senza dover attendere che la crisi geopolitica intorno allo Stretto di Hormuz si attenui, ha sostenuto Macron.

Parigi chiede all'Ue di rinviare le regole sulle importazioni di metano

La lettera di Macron prende di mira anche un'altra potenziale restrizione alle importazioni di combustibili fossili: la normativa europea sul metano. "È inoltre importante non indebolire le capacità produttive europee mentre ci si prepara a difficoltà di approvvigionamento di lungo periodo", si legge nel testo.

Gli Stati membri dell'Ue hanno adottato le nuove regole sul metano a maggio 2024, introducendo il primo quadro comune del blocco per misurare, comunicare e verificare le emissioni di metano nel settore energetico, nell'ambito degli sforzi per ridurre uno dei gas serra più potenti.

Di fronte a prezzi in forte aumento e carenze di carburante, la Francia chiede a Bruxelles di rinviare di un anno, fino al 1º gennaio 2028, l'obbligo per gli importatori di greggio e gas naturale di trasmettere le informazioni previste dalla normativa sul metano del blocco.

La Commissione ha già raccomandato di rinviare di tre anni, fino alla fine del 2029, le sanzioni finanziarie, ma Parigi sostiene che lo stesso obbligo di rendicontazione possa esporre gli importatori a un'ulteriore incertezza giuridica mentre le condizioni di approvvigionamento peggiorano.

Parigi chiede inoltre alla Commissione di riesaminare il meccanismo europeo di acquisto congiunto di gas, creato dopo la guerra in Ucraina e il brusco sganciamento dal gas russo.

Macron ha proposto di valutare se questo approccio possa essere esteso al diesel e al carburante per aerei, offrendo potenzialmente all'Ue un maggiore potere negoziale collettivo per assicurarsi petrolio e prodotti raffinati.

Reagendo alla lettera francese, la Commissione ha dichiarato martedì che le potenziali carenze di approvvigionamento nei diversi Stati membri sono "estremamente in alto nell'agenda e sul nostro radar" e che l'argomento sarà discusso a breve in una riunione di alto livello con l'industria, i Paesi dell'Ue e la stessa Commissione.

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