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Pechino minaccia ritorsioni se Bruxelles adotterà un nuovo strumento kill-switch contro le importazioni cinesi

La Cina ha più volte minacciato l'UE di ritorsioni nel caso in cui adotti misure per proteggere il proprio mercato dalle importazioni cinesi a basso costo.
La Cina ha più volte minacciato l'UE di ritorsioni se adotterà misure per proteggere il suo mercato dalle importazioni cinesi a basso costo. -  Diritti d'autore  AP Photo
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Di Peggy Corlin
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Nonostante i negoziati in corso per riequilibrare il commercio UE-Cina, Bruxelles prepara un potente strumento per proteggere il mercato UE dall’aumento di importazioni cinesi a basso costo. Si chiama kill-switch e dovrebbe essere presentato entro la fine dell'anno

L'ambasciatore cinese presso l'UE, Cai Run, ha minacciato giovedì di adottare contromisure se l'UE dovesse varare misure unilaterali contro gli interessi cinesi.

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La dichiarazione arriva mentre la Commissione europea lavora a un nuovo strumento di difesa commerciale, soprannominato kill-switch, che potrebbe chiudere l'accesso della Cina al mercato dell'UE in caso di gravi perturbazioni di mercato provocate dalle sue aggressive politiche commerciali.

"La Cina si oppone alla politicizzazione delle questioni economiche e commerciali, a un uso eccessivo del concetto di sicurezza e al ricorso a misure unilaterali o di massima pressione", ha dichiarato Cai.

Ha aggiunto: "Se la parte europea insisterà nell'adottare misure restrittive e discriminatorie contro la Cina, la Cina sarà costretta a prendere contromisure per salvaguardare con fermezza i propri interessi".

Mentre l'UE registra un disavanzo commerciale record con la Cina pari a 1 miliardo di euro al giorno, Bruxelles cerca di proteggere il proprio mercato dalle importazioni cinesi a basso costo, aumentate del 25% nell'ultimo anno secondo le dogane cinesi.

Nell'ottobre scorso i leader dell'UE hanno incaricato la Commissione europea di elaborare uno strumento che possa essere rapidamente attivato contro i Paesi le cui azioni politiche o economiche abbiano gravi ripercussioni sul mercato dell'UE.

Perché il kill-switch è nato su iniziativa franco-tedesca

Il commissario europeo al Commercio, Maroš Šefčovič, ha detto mercoledì agli eurodeputati che lo strumento dovrebbe essere presentato entro la fine dell'anno e consentirebbe all'UE "di reagire molto più rapidamente, anche limitando le esportazioni verso l'Unione europea". Ha aggiunto che sarebbe destinato ai "Paesi che ci [l'UE] trattano in modo ingiusto o che nuocciono agli interessi europei".

Presentato come neutrale rispetto ai Paesi, lo strumento prenderebbe comunque di mira direttamente gli interessi cinesi, che dipendono fortemente dai 450 milioni di consumatori dell'UE per vendere la loro produzione in eccesso.

Francia e Germania hanno fatto pressione per un simile strumento all'inizio di ottobre, dato che ormai ogni Stato membro dell'UE registra un disavanzo commerciale con Pechino e le importazioni cinesi minacciano interi settori delle loro industrie.

L'iniziativa franco-tedesca è arrivata mentre erano in corso i negoziati tra Bruxelles e Pechino, iniziati il giugno precedente con l'obiettivo di riequilibrare le relazioni commerciali. È arrivata anche pochi giorni prima che la Commissione raggiungesse il 9 ottobre un accordo per ridurre le importazioni di auto ibride cinesi nell'UE.

Dopo l'accordo sulle auto, i colloqui sono ripresi a livello tecnico tra funzionari dell'UE e cinesi, con Bruxelles che spera di replicare un'intesa analoga in altri settori. Un nuovo incontro tra Šefčovič e il ministro cinese del Commercio Wang Wentao è previsto per marzo 2027.

Considerata l'urgenza della situazione, i leader dell'UE hanno inoltre chiesto alla Commissione di adottare misure, compresi contingenti e dazi, contro le importazioni cinesi nei settori della chimica e delle macchine, dato che la pressione sul mercato europeo è diventata insostenibile per i produttori europei.

Šefčovič ha ribadito più volte che, con migliaia di posti di lavoro in gioco nell'UE, la questione commerciale tra UE e Cina è diventata un tema politico in Europa, con grandi aspettative da parte dei cittadini europei.

Nonostante i colloqui in corso con la Cina dallo scorso giugno, la Commissione ha continuato a imporre dazi aggiuntivi sulle importazioni cinesi che entrano nell'UE, dopo indagini prodotto per prodotto che hanno rilevato come i produttori cinesi beneficiassero di prezzi sleali o di sussidi da parte di Pechino.

Non è la prima volta che la Cina minaccia l'UE con contromisure. Lo ha già fatto contro un disegno di legge, l'Industrial Accelerator Act, attualmente all'esame dei colegislatori dell'UE, che mira a limitare l'accesso agli appalti pubblici nell'UE e a imporre condizioni rigorose sugli investimenti nel mercato europeo, prendendo di mira Pechino senza però citarla esplicitamente.

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