Gli avvocati che rappresentano almeno 18 persone ferite durante le recenti manifestazioni in Francia affermano che avvieranno un'azione legale contro il ministro dell'Interno Laurent Nuñez.
Gli avvocati che rappresentano i manifestanti feriti durante un'ondata di proteste in tutta la Francia hanno annunciato l'intenzione di portare in tribunale il ministro dell'Interno Laurent Nuñez per le presunte violenze della polizia e per l'uso di armi che hanno provocato gravi ferite.
Parlando a una conferenza stampa venerdì 6 novembre, l'avvocato Arié Alimi ha dichiarato che l'azione legale prenderà di mira la responsabilità che viene attribuita al ministro per l'uso di armi che hanno lasciato mutilati i manifestanti.
"Riteniamo ormai imprescindibile prendere di mira la persona responsabile di queste mutilazioni e di questi danni massicci, vale a dire il ministro dell'Interno Laurent Nuñez", ha detto Alimi.
Gli avvocati intendono presentare un ricorso collettivo alla Corte di giustizia della Repubblica (CJR), l'unico tribunale francese competente per i presunti reati commessi da ministri in carica nell'esercizio delle loro funzioni.
Polemiche sull'uso delle armi da parte della polizia
Lo accusano di avere autorizzato l'uso di armi che, secondo loro, sapeva poter causare lesioni permanenti e che non erano adatte al mantenimento dell'ordine pubblico.
"Portiamo collettivamente un caso davanti alla CJR contro il signor Laurent Nuñez per gli ordini che ha dato di usare armi che lui sa essere mutilanti", ha affermato Alimi, aggiungendo che armi del genere non vengono usate per il mantenimento dell'ordine in altri Paesi europei.
Circa 10 clienti degli avvocati hanno già accettato di unirsi al ricorso collettivo, mentre il team legale rappresenta almeno 18 persone ferite durante le manifestazioni delle ultime settimane.
Amputazioni e lesioni agli occhi, tra i feriti gravi anche adolescenti
L'azione legale arriva dopo settimane di disordini con blocchi dei licei e manifestazioni più ampie, mentre le tattiche di mantenimento dell'ordine usate dalla polizia sono sempre più sotto esame.
Secondo un conteggio dell'AFP, almeno 20 persone, molte delle quali adolescenti, hanno riportato gravi ferite da metà settembre dopo essere state colpite da flash-Ball, ovvero un lanciatore di proiettili portatile, della polizia o da granate stordenti.
Tra i casi più gravi c'è quello di un ragazzo di 17 anni ferito durante una manifestazione a Saint-Étienne il 17 ottobre. La sua mano è stata gravemente danneggiata da una granata della polizia, lasciandolo con ferite devastanti.
Il suo avvocato, Yassine Bouzrou, ha avviato separatamente un'azione legale per l'episodio, con un ricorso che prende di mira l'agente coinvolto e un altro che riguarda la responsabilità attribuita al ministro.
Un'inchiesta di Le Monde, pubblicata il 5 novembre, ha inoltre messo in luce l'entità delle ferite riportate durante le recenti manifestazioni, documentando casi di amputazioni e gravi danni agli occhi.
Il quotidiano ha riportato che tre persone hanno perso una mano e quattro hanno subito gravi lesioni agli occhi, alimentando ulteriori interrogativi sulla proporzionalità delle armi di polizia usate contro i manifestanti.
Le proteste studentesche si trasformano in un più ampio movimento sociale
Le manifestazioni sono iniziate come un movimento guidato dagli studenti delle scuole superiori che chiedevano migliori condizioni di apprendimento. Si sono però trasformate in un'ondata più ampia di malcontento pubblico.
L'aumento del costo della vita e la rabbia per quello che i manifestanti e gli attivisti per i diritti definiscono un uso eccessivo della forza da parte della polizia hanno contribuito a coinvolgere altre fasce della società nelle proteste.
La polizia è stata accusata di avere usato una forza sproporzionata, in particolare durante le grandi manifestazioni del 17 e 18 ottobre.
I disordini arrivano in un momento politicamente delicato per la Francia, a meno di sei mesi dalle elezioni per la successione del presidente Emmanuel Macron.
I partiti di estrema destra sono in testa in diversi sondaggi, aumentando la pressione sul governo, che fatica a contenere il crescente malcontento.
Dubbi sulle responsabilità del governo
Anche il ministero dell'Interno è oggetto di un crescente scrutinio per la condotta della polizia. Secondo una fonte vicina al caso citata dall'AFP, al 30 ottobre la polizia aveva aperto 105 indagini interne su accuse di violenze.
Di queste, 52 riguardano il movimento degli studenti delle scuole superiori, 48 le violenze durante le manifestazioni di massa del 17 e 18 ottobre e cinque gli incidenti del 24 ottobre.
Il ricorso degli avvocati si concentra sull'uso delle cosiddette flash-Ball e delle granate esplosive, armi più volte criticate dalle organizzazioni per i diritti umani per il rischio di lesioni gravi e permanenti.
Sostengono che il governo non possa sottrarsi alle proprie responsabilità quando gli agenti usano armi sulla base di ordini e di regole operative fissate dal ministero dell'Interno.
La controversia ha riacceso i dubbi sulla legalità e sulla proporzionalità dell'approccio francese al mantenimento dell'ordine pubblico, soprattutto quando le manifestazioni coinvolgono giovani.