Un'elezione che non ha modificato gli equilibri al Senato, ma segna due novità: la nascita di un gruppo RN‑UDR, il partito di Marine Le Pen e di Jordan Bardella, e l'ingresso simbolico del partito di sinistra, La France insoumise al Palais du Luxembourg, il palazzo del senato francese
La scommessa è riuscita per Marine Le Pen e Jordan Bardella. Ultima consultazione prima delle presidenziali del 2027, le elezioni senatoriali permettono al Rassemblement national e ai suoi alleati dell'UDR (Unione delle destre per la Repubblica) di compiere un passo avanti al Senato, con almeno 15 eletti e la prospettiva di costituire un gruppo.
Questa domenica metà della camera alta è stata rinnovata tramite suffragio universale indiretto, da grandi elettori – per lo più amministratori locali – in 63 dipartimenti, soprattutto nel sud del Paese, ma non nella regione parigina.
Se i grandi equilibri del Senato restano immutati, uno dei principali temi di queste elezioni senatoriali riguardava il Rassemblement national. Dodici anni dopo l'ingresso dei suoi primi eletti al Senato, il partito è ormai in grado di costituire un proprio gruppo. Un progresso che riflette il suo radicamento a livello locale, in particolare lungo la fascia mediterranea, e i risultati ottenuti alle comunali dello scorso marzo.
Parlando ai media, il presidente del partito, Jordan Bardella, ha salutato con favore risultati che "segnano una tappa nel radicamento del RN nel nostro Paese". Vi vede anche "una tappa ulteriore verso l'elezione di Marine Le Pen tra qualche mese".
La candidata del RN alle presidenziali del 2027 ha a sua volta salutato _"_una vittoria storica", ritenendo che sia stata appena superata "una tappa decisiva" con la costituzione, per la prima volta, di un gruppo al Senato.
Un gruppo al Senato permetterebbe al Rassemblement national di ottenere più finanziamenti e di chiedere ogni anno l'istituzione di una commissione d'inchiesta senatoriale.
Maggioranza di destra stabile, arretrano i macronisti
La destra repubblicana (il centro-destra) resta ampiamente maggioritario con 123 senatori, affiancati dagli alleati dell'Union centriste, che ne contano 71. Il Partito socialista, dal canto suo, tiene. Il conteggio definitivo, atteso per lunedì, dirà se conserverà il posto di seconda forza dell'emiciclo davanti ai centristi.
Il gruppo che sostiene Emmanuel Macron al Senato, il RDPI (Rassemblement des démocrates, progressistes et indépendants), dovrebbe invece scendere da 19 a 14 senatori. Si ritroverebbe così quasi sullo stesso livello del futuro gruppo RN-UDR e degli Ecologisti.
LFI conquista il suo primo seggio
La France insoumise entra al Palais du Luxembourg con l'elezione di Gabriel Amard, genero di Jean-Luc Mélenchon, nel dipartimento del Rodano.
Il leader degli Insoumis ha espresso soddisfazione per risultati che, a suo dire, mostrano che "in tutti i dipartimenti LFI ottiene percentuali ben più alte del numero dei suoi grandi elettori".
"Un buon auspicio per il 2027", afferma il candidato all'Eliseo per quattro volte.
Resta da capire in quale gruppo siederà Gabriel Amard. _"_Quando se ne ha uno in un'Assemblea, è l'inizio della fine per gli altri", ha dichiarato ai microfoni di Public Sénat, alludendo ai rapporti tesi tra LFI e le diverse forze della sinistra.
In un messaggio su X, (fonte in francese) il presidente uscente del Senato, Gérard Larcher (LR), ha detto di _"_prendere atto" della nascita del nono gruppo, RN-UDR, che descrive come una "conseguenza del risultato delle elezioni comunali". Ha però invitato il Senato a "restare un'assemblea del confronto pacato, della ragione, della riflessione", "un'assemblea dove si fa la legge e dove l'azione del governo è sottoposta a controllo".
Gérard Larcher ha inoltre annunciato la sua candidatura a un sesto mandato alla guida della camera alta.
Il primo ministro Sébastien Lecornu ha invece rivolto (fonte in francese) le sue congratulazioni alle senatrici e ai senatori eletti o rieletti oggi, assicurando che _"_il governo lavorerà con ciascuno, nel rispetto del dibattito parlamentare e delle nostre istituzioni".
I nuovi eletti entreranno in carica giovedì 1º ottobre, giorno dell'elezione del presidente del Senato. I gruppi già costituiti dovranno invece depositare le loro liste di componenti lunedì 5 ottobre.