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"Olimpiadi dei Nomadi" a Bishkek, in Kirghizistan: l'apertura dei giochi davanti ai leader mondiali

Cerimonia di apertura dei Nomad Games, alla Bishkek Arena
Cerimonia di apertura dei Nomad Games, Bishkek Arena Diritti d'autore  Nomad Games, Kyrgyzstan
Diritti d'autore Nomad Games, Kyrgyzstan
Di Bojan Brkic
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Uno spettacolare show alla Bishkek Arena ha inaugurato la sesta edizione dei World Nomad Games, la più grande finora: oltre 100 squadre nazionali da tutti i continenti in gara in 43 discipline legate all’antica cultura nomade asiatica

I World Nomad Games si sono aperti giovedì a Bishkek, richiamando delegazioni da oltre 100 Paesi e 21 capi di Stato. Tra questi figurano i leader di Cina, India e Russia, presenti in città per il vertice dell'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (SCO) e la sua sessione presidenziale.

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Il vertice della SCO ha riunito il presidente cinese Xi Jinping, il primo ministro indiano Narendra Modi e il presidente russo Vladimir Putin, insieme ad altri capi di Stato, offrendo ai giochi un pubblico internazionale di alto profilo.

I giochi, spesso definiti le "Olimpiadi dei nomadi", si sono tenuti per la prima volta in Kirghizistan nel 2014. Da allora le Nazioni Unite li hanno riconosciuti come una piattaforma per il dialogo interculturale e lo sviluppo sostenibile.

L'edizione di quest'anno, inaugurata nel giorno dell'indipendenza del Kirghizistan, propone 43 discipline che spaziano dagli sport antichi alle gare di abilità intellettuale tradizionali.

La maggior parte affonda le radici nelle culture della steppa dell'Asia centrale, dove servivano sia come addestramento militare sia come occasioni sociali in cui i giovani potevano dimostrare forza, abilità e resistenza.

Apertura dei World Nomad Games a Bishkek
Apertura dei World Nomad Games a Bishkek World Nomad Games, Kyrgyzstan

Le competizioni equestri sono il cuore del programma. Le gare si disputano su distanze di sei, dieci e undici chilometri, perché nella cultura ippica dell'Asia centrale conta più la resistenza che la velocità: le razze sono apprezzate per la capacità di coprire grandi distanze in una sola giornata.

I fantini possono avere appena 10 anni, il limite ufficiale dei Nomad Games, mentre in alcune competizioni nazionali iniziano già a 7 anni.

Portare a termine la gara è già un risultato: i cavalli spesso arrivano esausti al traguardo e i vincitori ricevono premi che possono includere capi di bestiame o veicoli.

Accanto alle corse in piano, i concorrenti gareggiano anche nel tölt, un'andatura a quattro tempi in cui le gambe di ciascun lato si muovono insieme. È naturale per alcune razze, ma nella maggior parte dei casi viene insegnata con l'addestramento.

I cavalieri si sfidano anche nella lotta a cavallo, in giochi di squadra che prevedono la conduzione di animali attraverso un campo e nella raccolta di oggetti da terra al pieno galoppo.

Abilità equestri ai Nomad Games
Abilità equestri ai Nomad Games World Nomad Games Kyrgyzstan

Nei giochi sono rappresentati sei stili di lotta nazionale: dall'alysh kirghiso e dal küresi kazako al gushtini milli kamarbandi tagiko, al goresh turkmeno e all'ashyrtmaly aba güreşi turco.

Il tiro con l'arco, il tiro alla fune, il braccio di ferro e il sollevamento pesi rientrano tra le discipline che hanno attirato Paesi ben oltre la fascia nomade dell'Asia centrale.

Le donne partecipano a diverse discipline, tra cui il tiro con l'arco e alcune prove di forza. Gli organizzatori sottolineano che nelle società nomadi le donne erano storicamente abili cavallerizze e guerriere.

Due lottatori si affrontano corpo a corpo in una delle numerose competizioni di lotta dei World Nomad Games.
Due lottatori si affrontano corpo a corpo in una delle numerose competizioni di lotta dei World Nomad Games. World Nomad Games Kyrgyzstan

Ai Paesi tradizionalmente al centro dei giochi, ovvero Kirghizistan, Kazakistan, Uzbekistan, Tagikistan, Turkmenistan, Mongolia, Cina e Russia, la quale partecipa con squadre delle repubbliche di Bashkortostan, Tatarstan e Tuva, si aggiunge quest'anno un numero sensibilmente maggiore di nuovi partecipanti.

Australia, Nuova Zelanda, Algeria, Burundi, Gambia, Giordania, Egitto, Capo Verde, Costa d'Avorio, Oman, Uganda, Etiopia e Macedonia del Nord figurano tra i Paesi che partecipano per la prima volta. Il Regno Unito ha inviato una squadra di oltre 50 atleti.

Accanto alle gare, decine di presentazioni, tavole rotonde e incontri accademici analizzeranno la storia e la cultura della steppa.

Festival etnografici e villaggi nomadi ricostruiti celebreranno il folklore, i canti, le danze e l'artigianato, per mostrare ai visitatori com'era la vita dei nomadi.

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