Dopo il fallimento del Servizio nazionale universale, parte a settembre il nuovo Servizio militare volontario: attesi quasi tremila giovani, mentre molti Paesi europei hanno reintrodotto la leva obbligatoria
Questo lunedì, tremila giovani tra i 18 e i 25 anni iniziano in Francia il nuovo Servizio nazionale, un impegno militare volontario che sostituisce il Service national universel (Servizio nazionale universale), creato nel 2019 e abolito quest’anno dal governo.
I ragazzi si sono impegnati per dieci mesi di servizio. Apprendimento della disciplina, della marcia, dei canti e dell’uso delle armi: gli arruolati iniziano il loro percorso con cinque settimane di formazione militare, prima di entrare in un’unità dell’Esercito, dell’Aeronautica o della Marina. La loro paga, con vitto, alloggio e lavanderia inclusi, è di 800 euro lordi al mese.
I membri di questo primo gruppo, in parte laureati, sono stati selezionati sulla base dei loro dossier e della motivazione mostrata. Per ora tutte le missioni che verranno loro affidate si svolgeranno esclusivamente sul territorio francese.
Fino a 50mila giovani arruolati all’anno entro il 2035, per un costo di un miliardo di euro
L’obiettivo è arrivare, a regime, a diecimila volontari all’anno, per poi raggiungere fino a 50mila arruolati nel 2035. Per le forze armate, si tratta di disporre di un bacino di soldati da integrare nei ranghi o di aumentare il numero dei riservisti.
Il Servizio nazionale volontario potrebbe rappresentare una tappa verso il ripristino del servizio militare obbligatorio, come avviene in numerosi Paesi europei come Croazia, Cipro, Grecia o Estonia? Ciò sembra molto probabile, poiché l’esercito francese, che conta circa 200mila persone, oggi non ha la capacità di aumentare i propri effettivi.
Il costo del servizio nazionale da qui al 2030 è stimato in un miliardo di euro.