Il presidente colombiano irrigidisce la politica migratoria e annuncia operazioni per rintracciare e espellere chi è irregolare, suscitando critiche di opposizione e ONG per i diritti umani e allarme nella comunità venezuelana
Il presidente della Colombia, Abelardo de la Espriella, ha ordinato a Migración Colombia e alla Polizia nazionale di avviare questa settimana operazioni per individuare ed espellere i migranti in situazione irregolare.
Durante una riunione del Consiglio dei ministri a Barranquilla, il capo dello Stato ha chiesto che "abbiano inizio le operazioni coordinate per rintracciare gli immigrati illegali", dando priorità a chi ha commesso reati e, in seguito, a chi non ha regolarizzato la propria situazione.
De la Espriella ha così irrigidito la sua linea sull'immigrazione e ha adottato una retorica simile a quella di Donald Trump: "Prima i colombiani".
Il provvedimento colpirà soprattutto la popolazione venezuelana, che rappresenta la maggioranza dei migranti in Colombia.
Dei 2,8 milioni di venezuelani che vivono nel Paese, circa 848.000 si trovano in situazione irregolare, tra loro 193.000 minori.
L'annuncio ha suscitato preoccupazione tra le organizzazioni per i diritti umani, che avvertono del possibile impatto delle espulsioni sulle famiglie più vulnerabili.
La decisione ha inoltre aperto un dibattito politico e giuridico. L'opposizione accusa il governo di adottare una politica xenofoba e mette in guardia contro il rischio di espulsioni di massa senza tenere conto delle circostanze di ogni singola persona.
Inoltre, gli esperti ricordano che la legislazione colombiana parla di migranti in situazione irregolare, non di "immigrati illegali", poiché la mancanza di documenti non costituisce di per sé un reato.
Il governo difende il provvedimento come un modo per rafforzare la sicurezza e recuperare il controllo dei flussi migratori, mentre crescono i dubbi sulla capacità delle autorità di metterlo in pratica.
Fonti di Migración Colombia segnalano che l'ente non dispone di personale sufficiente per far fronte alle operazioni annunciate.