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Liberia, atterrati i primi venti migranti espulsi dagli Stati Uniti

L'aereo con i venti rimpatriati dagli Stati Uniti al Roberts International Airport, a Monrovia, il 20 agosto 2026
L'aereo con i venti rimpatriati dagli Stati Uniti al Roberts International Airport, a Monrovia, il 20 agosto 2026 Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Gavin Blackburn
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Le autorità di Monrovia hanno annunciato martedì che il Paese accetterà fino a 1.200 cittadini stranieri rimpatriati dagli Stati Uniti

Venti migranti espulsi dagli Stati Uniti sono arrivati in Liberia. Sono i primi di un massimo di 1.200 cittadini stranieri che il Paese dell’Africa occidentale ha accettato di accogliere. La nazione africana è l'ultima ad aver accettato di prendere in carico migranti espulsi nell’ambito della contestata stretta sulle migrazioni voluta dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

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Un aereo con a bordo le venti persone in questione è atterrato all’aeroporto internazionale di Monrovia poco prima delle 13 ora locale di giovedì 20 agosto. I migranti sono poi saliti su un autobus, che ha lasciato lo scalo.

La Liberia ha fissato a 1.200 il tetto massimo di espulsi dagli Stati Uniti che accoglierà sul proprio territorio

Personale della Commissione liberiana per il rimpatrio, il reinsediamento e la reintegrazione era presente sul posto per accogliere i nuovi arrivati. I giornalisti sono stati tenuti invece a distanza e non hanno potuto parlare con loro. Proprio martedì la nazione africana ha annunciato di aver fissato appunto a 1.200 cittadini espulsi dagli Stati Uniti il limite massimo di persone che accetterà sul proprio territorio.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e la first lady Melania Trump alla Casa Bianca, il 20 agosto 2026
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e la first lady Melania Trump alla Casa Bianca, il 20 agosto 2026 AP Photo

Le autorità hanno precisato che i migranti sono "liberi di lasciare il Paese quando lo desiderano" oppure di presentare domanda di asilo. Il governo ha sottolineato di non aver chiesto né ricevuto alcun compenso o promessa di benefici in cambio del proprio consenso a partecipare al programma.

Le autorità di Monrovia hanno precisato inoltre che "la Liberia riceverà un sostegno per gestire questo programma e rafforzare più in generale il proprio sistema migratorio" nell’ambito di questa partnership, che descrive come "interamente umanitaria".

La stretta di Donald Trump sugli stranieri che finora erano rimasti negli Usa poiché perseguitati nei loro Paesi

Nel suo secondo mandato, Trump ha ampliato le categorie di persone che possono essere espulse, prendendo di mira anche chi dispone di protezioni legali che, durante le precedenti amministrazioni, permettevano di vivere e lavorare negli Stati Uniti per il timore di persecuzioni nei propri Paesi d’origine.

Washington sostiene in questo senso che, dal punto di vista legale, è sufficiente non rimandare queste persone direttamente nei loro Paesi d’origine. Tra i Paesi africani che hanno raggiunto accordi con gli Usa per accogliere cittadini di Paesi terzi espulsi figurano Sierra Leone, Guinea Equatoriale, Ghana, Rwanda, Sudan del Sud, Camerun, Eswatini e la Repubblica Democratica del Congo.

Risorse addizionali per questo articolo • AFP

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