Pechino e Bruxelles sono ai ferri corti dopo che la Cina ha vietato alle proprie aziende di collaborare con la Commissione europea nelle indagini antitrust. Funzionari Ue si recheranno in Cina nei prossimi giorni
Un gruppo di funzionari dell'UE si recherà in Cina nei prossimi giorni per portare avanti i colloqui commerciali. Bruxelles cerca di ridurre un disavanzo commerciale record di 1 miliardo di euro al giorno con Pechino, ha appreso Euronews.
La Commissione europea spera che le discussioni tecniche producano risultati "tangibili" entro ottobre, quando il commissario europeo al Commercio Maroš Šefčovič dovrebbe recarsi in Cina.
Tuttavia, i colloqui avviati dalla Commissione e da Pechino a giugno si sono fatti più tesi nelle ultime settimane, dopo che la Cina ha vietato alle imprese di fornire informazioni a Bruxelles nelle indagini condotte in base al regolamento sulle sovvenzioni estere, le norme dell'UE che mirano a prevenire sovvenzioni sleali provenienti dall'estero.
"Nessuna organizzazione né individuo può applicare o assistere nell'applicazione di tali misure improprie di giurisdizione extraterritoriale", ha dichiarato in un comunicato il ministero della Giustizia cinese il 19 agosto, con riferimento all'indagine in corso dell'UE sul colosso cinese dell'e-commerce JD.com dopo la sua offerta da 2,5 miliardi di euro per il rivenditore tedesco di elettronica Ceconomy.
L'inchiesta si inserisce nel contesto di un rapporto dell'OCSE pubblicato all'inizio dell'anno, secondo cui le sovvenzioni statali cinesi alle imprese sono fino a otto volte superiori a quelle fornite dai membri dell'organizzazione. L'UE deve inoltre far fronte a un'ondata di importazioni a basso costo dalla Cina, che aumenta la pressione sull'industria europea.
Bruxelles non ha sospeso le sue indagini
Nonostante la delicatezza dei colloqui in corso, Bruxelles non ha sospeso le indagini su quelle che considera pratiche commerciali scorrette provenienti dalla Cina, avviando durante l'estate diversi procedimenti antidumping.
La Commissione è sotto pressione da parte degli Stati membri dell'UE, che lo scorso giugno, in un vertice, hanno conferito alla presidente Ursula von der Leyen il mandato di rivedere gli strumenti di difesa commerciale del blocco e portare avanti un dialogo con Pechino mirato a ottenere risultati concreti.
Il primo passo è arrivato poche settimane dopo, quando Šefčovič ha incontrato a Bruxelles il suo omologo cinese, Wang Wentao, per colloqui politici che hanno formalmente aperto i negoziati tra UE e Cina.
Le due parti hanno concordato di istituire un meccanismo congiunto di monitoraggio per scambiarsi dati e seguire i flussi commerciali "al fine di migliorare la trasparenza, rafforzare la fiducia reciproca e gestire le frizioni commerciali", si legge in una dichiarazione.
L'accesso al mercato è uno dei temi principali in agenda. La Cina accusa l'UE di chiudere il proprio mercato alle aziende cinesi attraverso nuove norme, mentre gli Stati membri dell'UE chiedono un accesso più ampio al mercato cinese per le imprese europee.
Bruxelles ha scelto ottobre come scadenza anche per un altro motivo: segnerà la fine di una tregua di un anno sulle esportazioni cinesi di terre rare, dopo la decisione di Pechino di bloccare tutte le vendite all'estero nel pieno della sua guerra commerciale con gli Stati Uniti.
Per l'UE è fondamentale garantirsi un accesso continuo a questi minerali critici, essenziali per le industrie del blocco legate alle tecnologie verdi, all'automotive e alla difesa.