Il figlio dell'ex presidente chiude il primo turno in vantaggio di due punti su Lula, che parla di "risultato inaspettato". Il ballottaggio fra tre settimane
Il senatore Flávio Bolsonaro, e l'attuale capo di Stato Luiz Inácio Lula da Silva si sfideranno al ballottaggio il 25 ottobre per la guida Brasile, dopo che nessuno dei due ha ottenuto la maggioranza assoluta alle elezioni presidenziali di domenica.
Il tribunale elettorale del Paese, a Brasilia, ha fatto sapere che né l'ottantenne presidente uscente, che punta al quarto mandato non consecutivo, né il 45enne figlio dell'ex presidente Jair Bolsonaro e alleato di Donald Trump, hanno raccolto i voti necessari per una vittoria al primo turno.
Il risultato ha smentito le proiezioni dei sondaggi, i quali davano Lula in vantaggio, con il candidato di destra che ha conquistato il 47% dei voti contro il 45% del presidente uscente, di sinistra.
Secondo il tribunale, a Bolsonaro sono andati poco più di 56 milioni di voti, mentre il veterano Lula si è fermato a circa 53,7 milioni. I dati sono stati diffusi dopo che le autorità elettorali locali hanno comunicato lo scrutinio del 99,8% delle schede per il prossimo mandato presidenziale, che inizierà il 5 gennaio.
Il vincitore guiderà la maggiore economia del Sud America e un Paese di 214 milioni di abitanti. Una vittoria di Bolsonaro aumenterebbe l'influenza degli Stati Uniti nel Paese, mentre un successo di Lula probabilmente continuerebbe ad allontanare Brasilia da Washington e a rafforzare i legami con la Cina.
Flávio Bolsonaro ha parlato con i giornalisti e con un piccolo gruppo di sostenitori, alcuni con le maglie verde e giallo della nazionale brasiliana e una donna avvolta nella bandiera israeliana, davanti alla sua abitazione a Brasilia.
“Il Brasile vuole il cambiamento, è questa la lettura di ciò che è successo oggi”, ha dichiarato Bolsonaro. “È la fine dell'era del Partito dei Lavoratori”, ha aggiunto, riferendosi al partito di Lula.
Lula, che cerca di mantenere alto il morale in vista della difficile sfida al ballottaggio contro Bolsonaro, ha definito il risultato “inaspettato”, perché pensava di poter vincere già al primo turno.
“Da domani comincia una nuova campagna”, ha detto Lula. “Sono molto bravo nelle sfide a eliminazione diretta. Vedremo chi ha il piano migliore”.
Lula e Bolsonaro avranno tre settimane di tempo per convincere gli elettori moderati che non li hanno sostenuti al primo turno.
Lo scrittore Augusto Cury, arrivato terzo con 3,4 milioni di voti, ha detto che non appoggerà nessuno dei due al ballottaggio. Ronaldo Caiado e Renan Santos, due candidati che domenica hanno ottenuto complessivamente circa 5,3 milioni di voti, avevano già fatto sapere di voler mantenere la stessa posizione.
Nella campagna che si apre, Lula dovrebbe puntare sulla popolarità delle sue politiche sociali e sui numerosi problemi giudiziari del rivale.
Pur essendo stato in passato estremamente popolare, Lula ha visto il suo gradimento crollare durante il terzo mandato. Il suo atteggiamento di fermezza nei confronti degli Stati Uniti gli ha però ridato slancio. Gode ancora di una solida base di sostenitori, che attribuiscono alle sue politiche sociali il merito di aver migliorato la vita di milioni di brasiliani.
Il presidente uscente deve però affrontare una dura battaglia, complice la crisi del costo della vita e uno scandalo di corruzione che ha coinvolto lo stesso giudice della Corte suprema che aveva guidato l'inchiesta sul suo rivale Jair Bolsonaro. Il magistrato lo aveva fatto porre agli arresti domiciliari dopo la condanna per aver pianificato un colpo di stato per sovvertire la democrazia in seguito alle ultime elezioni presidenziali.
Il giudice Alexandre de Moraes è accusato di essere stato in contatto con Daniel Vorcaro, banchiere finito in disgrazia e capo dell'istituzione finanziaria Banco Master, che gli avrebbe inviato più volte messaggi chiedendo consulenza legale.
Entrambi i candidati devono fare i conti con problemi di immagine. Secondo diversi sondaggi, circa metà della popolazione brasiliana disapprova la famiglia Bolsonaro, mentre l'altra metà non vede di buon occhio il Partito dei Lavoratori di Lula.
Quattro anni fa Lula aveva battuto l'allora presidente in carica Jair Bolsonaro con un margine di circa 2,1 milioni di voti.
Per Bolsonaro quella di domenica è stata una serata positiva, ma nulla è ancora deciso. Entrambi dovranno attingere al bacino elettorale degli altri candidati (principalmente di centro-destra) per costruire una corsa presidenziale vincente, il che potrebbe costringerli a fare concessioni su alcuni obiettivi di programma in cambio di un appoggio.
I tre principali candidati rimasti fuori dalla sfida – Cury, Santos e Caiado – contano insieme circa 8,73 milioni di voti, pari al 7,5% degli aventi diritto.