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Orbán accusa Tisza di smantellare lo Stato di diritto e si pone all'opposizione

Viktor Orbán davanti alla sede del Fidesz in via Lendvay
Viktor Orbán davanti alla sede del Fidesz in via Lendvay Diritti d'autore  MTI
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Di Nora Shenouda Agenzie: MTI
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"Con il 17° emendamento alla Costituzione, in Ungheria è stato istituito un regime autoritario e Fidesz, in quanto partito di opposizione, si definisce in contrapposizione a esso" ha dichiarato Viktor Orbán mercoledì, presentando la Dichiarazione di resistenza del partito

"Con il 17° emendamento alla Costituzione, in Ungheria è stato istituito un regime autoritario e Fidesz, in quanto partito di opposizione, si definisce in contrapposizione a esso" ha dichiarato Viktor Orbán mercoledì a Budapest, durante una conferenza stampa tenutasi davanti alla sede del partito, presentando la Dichiarazione di resistenza del partito.

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Il presidente di Fidesz ha sottolineato che, con la modifica della Costituzione, circa la metà dei rappresentanti dei partiti di opposizione viene di fatto esclusa dalla vita politica pubblica. Secondo l'opposizione la destituzione del presidente della Repubblica con un emendamento costituzionale ad hoc e quella del presidente della Corte costituzionale hanno smantellato lo Stato di diritto ed eliminato il sistema dei controlli e degli equilibri.

"Rifiutiamo questo sistema e non parteciperemo all’elezione dei candidati designati per sostituire i funzionari destituiti" ha dichiarato Orbán. L'ex primo ministro ha promesso che ripristineranno lo Stato di diritto democratico e che, una volta ripristinato, riesamineranno le decisioni illegittime adottate fino a quel momento.

"Tamás Sulyok è stato l’ultimo presidente della Repubblica legittimo dell’Ungheria", ha dichiarato il leader di Fidesz, definendo illegittimi i funzionari da eleggere.

"All’interno non funziona nulla" ha esordito Orbán nella conferenza stampa, spiegando perché l’evento si tiene davanti alla sede del partito. "Ieri la procura, oltrepassando ogni norma democratica e ogni legge, ha sequestrato tutti i nostri server: nell’edificio non c’è Internet, l’intero sistema è fuori uso, siamo tagliati fuori dal web" ha concluso il politico.

Secondo Viktor Orbán, nel caso dell’NKA è in corso un procedimento politico

Viktor Orbán ha definito "procedimento ideologico" quello avviato nei confronti del Fondo Nazionale per la Cultura (NKA), il cui obiettivo, secondo il presidente di Fidesz, è quello di "rendere giuridicamente inoperante" il partito di opposizione che è sopravvissuto a una grave sconfitta e si trova "in fase di rafforzamento".

"È del tutto evidente che le persone coinvolte nelle decisioni dell’NKA non hanno fatto nulla di male, hanno messo a disposizione della cultura ungherese la somma che il governo aveva stanziato per loro. Il procedimento di indagine è un pretesto per sequestrare i server di Fidesz" ha dichiarato il leader di Fidesz, rispondendo a una domanda durante la conferenza stampa.

"Ieri è successo qualcosa che nel mondo occidentale non può accadere, e negli ultimi 36 anni non è mai successo in Ungheria" ha concluso Orbán, sottolineando che cose di questo tipo sono tipiche dei regimi dittatoriali.

"La procura indaga su un caso specifico in base a un mandato ben definito: in questo contesto non rientra in alcun modo il prelievo dell’intera infrastruttura digitale e delle banche dati di un partito" ha affermato János Bóka, eletto martedì capogruppo del partito, aggiungendo che stanno valutando la possibilità di sporgere denuncia per abuso d’ufficio in merito alla vicenda.

Bókaha dichiarato che è un onore essere stato eletto all’unanimità capogruppo dal gruppo parlamentare di Fidesz, su proposta della presidenza del partito. Ha inoltre ricordato che la sua candidatura è stata resa possibile dal sostegno e dalla fiducia che negli ultimi anni ha ricevuto dalla sua comunità politica.

Il suo obiettivo è quello di creare un gruppo parlamentare che infonda forza e fiducia e "nel quale, guardando, la nostra comunità politica possa riconoscere se stessa". Bóka si considera capace e adatto a questo compito e - come ha sottolineato in conferenza stampa - ritiene di avere la fede, l’energia e il senso di missione necessari.

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