Il Ministero dell'Interno spagnolo ha prorogato di 15 giorni i controlli sui viaggiatori dall'Italia. La misura, pubblicata nel BOE, vale fino al 22 settembre e segue la decisione di Roma dopo la crisi migratoria di Ceuta
Il Boletín Oficial del Estado ha pubblicato l’ordinanza con cui il governo spagnolo prolunga di altri 15 giorni i controlli di frontiera applicati ai viaggiatori che arrivano dall’Italia per via aerea o marittima. Con questa proroga, la misura, che doveva scadere il 7 settembre, resterà in vigore fino al 22 dello stesso mese.
La decisione segue lo stesso schema che ha caratterizzato il confronto tra Madrid e Roma dall’estate. La Spagna ha introdotto questi controlli per la prima volta l’8 agosto, con l’ordinanza INT/846/2026, come risposta diretta alla sospensione del regime di libera circolazione che l’Italia aveva decretato pochi giorni prima per i viaggiatori in arrivo dal territorio spagnolo.
L’Italia aveva esteso i controlli fino al 15 settembre, una proroga di 15 giorni rispetto alla scadenza precedente fissata dal governo Meloni. L’informazione è stata comunicata alla Spagna dal ministro dell’Interno italiano Matteo Piantedosi, in una conversazione telefonica con il suo omologo spagnolo, Grande-Marlaska.
La crisi migratoria di Ceuta all’origine di questo braccio di ferro
Il braccio di ferro diplomatico è iniziato a fine luglio, quando il governo di Giorgia Meloni ha annunciato la sospensione dell’accordo di Schengen con la Spagna, invocando motivi di sicurezza nazionale, in un contesto segnato dall’arrivo massiccio di migranti a Ceuta. L’Italia ha sostenuto allora, e lo ha ripetuto a ogni rinnovo, che la situazione migratoria restava irrisolta, il che giustificava il mantenimento dei controlli.
La Spagna ha reagito chiedendo, senza successo, la revoca di queste restrizioni e alla fine ha risposto con una misura equivalente sui viaggiatori italiani. Da allora i due Paesi hanno continuato a prorogare i rispettivi controlli in parallelo, a periodi di quindici giorni, senza che il contenzioso sia stato risolto.
Cosa comporta per chi viaggia tra i due Paesi
La proroga non comporta una chiusura delle frontiere né incide sul diritto di viaggiare tra i due Paesi. Si tratta di controlli di identità e nazionalità tramite passaporto, effettuati in modo casuale nei porti e negli aeroporti. Nel caso dei cittadini di Paesi terzi i controlli includono anche la verifica del permesso di soggiorno.
I voli e i collegamenti marittimi continuano a operare regolarmente, anche se si consiglia di prevedere più tempo per i controlli di accesso.