Una parte dei fondi di ripresa e di coesione destinati all’Ungheria è stata per anni congelata da Bruxelles per timori legati ai rischi di corruzione sistemica. Il piano del nuovo presidente ha raccolto il favore della Commissione, ora richiede l'unanimità dei 27 Stati membri
I ministri delle Finanze dell’Ue dovrebbero approvare venerdì, nella riunione dell’Ecofin, il Piano nazionale di ripresa rivisto dell’Ungheria, spianando la strada a Budapest per ritirare 10 miliardi di euro di fondi per la ripresa post-pandemica, una volta soddisfatte tutte le condizioni ancora in sospeso.
Per anni una larga parte dei fondi di ripresa e di coesione destinati all’Ungheria è stata congelata da Bruxelles per timori legati a rischi di corruzione sistemica.
Il primo ministro ungherese Péter Magyar, che ad aprile ha ottenuto una vittoria elettorale schiacciante, ha fatto campagna promettendo di sbloccare i fondi europei congelati e da allora ha raggiunto un accordo politico con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen per far avanzare il processo.
Un diplomatico dell’Ue, che ha chiesto l’anonimato, si è detto ottimista sull’approvazione da parte del Consiglio, rilevando che finora la procedura è andata avanti senza intoppi.
L’approvazione richiede il sostegno unanime di tutti e 27 gli Stati membri. L’Ungheria dovrà inoltre rispettare tutti i relativi "super traguardi" entro la fine di agosto per poter ricevere i fondi.
"Sarà una riunione importante, perché questo è l’ultimo passo giuridico prima che il nostro Paese possa accedere a diverse migliaia di miliardi di fiorini di fondi Ue", ha scritto il ministro delle Finanze ungherese András Kármán in un post sui social media alla vigilia del suo viaggio a Bruxelles.
Dopo le elezioni parlamentari di aprile, il nuovo governo ungherese ha riesaminato il piano di ripresa presentato in precedenza dal governo Orbán.
Il documento aggiornato comprende progetti relativi alle ferrovie suburbane, allo sviluppo delle infrastrutture energetiche e all’edilizia abitativa.
La Commissione europea ha espresso un parere favorevole sul piano in vista del voto del Consiglio.