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La foto in vasca che ha unito Messi e Yamal, 19 anni prima della finale dei Mondiali 2026

Messi fa il bagno a Yamal
Messi che fa il bagnetto a Yamal Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Cristian Caraballo
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Nel 2007 Messi lavò negli spogliatoi del Camp Nou un neonato di cinque mesi, Lamine Yamal, durante una sessione per l’UNICEF. Diciannove anni dopo si ritrovano nella finale del Mondiale 2026: Spagna-Argentina, domenica al MetLife Stadium nel New Jersey

Ci sono foto che invecchiano male, altre che sanno di nostalgia e poche, pochissime, che diventano la profezia di una cartomante a cui nessuno crede. Quella di Leo Messi che fa il bagnetto a un neonato di cinque mesi nello spogliatoio ospite del Camp Nou appartiene alla terza categoria.

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Quel neonato si chiamava (e si chiama ancora) Lamine Yamal e questa domenica, a 19 anni appena compiuti, incrocerà Messi nella finale del Mondiale negli Stati Uniti. L’immagine che poteva essere solo un bel ricordo, sul comodino di casa dei genitori, è diventata il prologo di una finale che nessuno avrebbe potuto scrivere a tavolino.

Messi accanto a Yamal.
Messi accanto a Yamal. Joan Monfort/AP

Il caso che ha fotografato il destino

La foto non è nata da un capriccio pubblicitario, ma da un calendario solidale che la Fondazione FC Barcelona e il quotidiano "Sport" organizzarono insieme all’UNICEF per raccogliere fondi destinati ai programmi dell’organizzazione.

Il fotografo Joan Monfort allestì il set dentro lo spogliatoio ospite del Camp Nou, con famiglie scelte per sorteggio nel quartiere di Rocafonda, a Mataró, dove viveva la famiglia di Yamal. A loro toccò Messi, che aveva appena 20 anni.

Al neonato, nato quello stesso luglio nella stessa città, toccò essere lavato dal futuro Pallone d’Oro. La foto finì a illustrare il mese di gennaio del calendario pubblicato nel 2008, e lì è rimasta, assopita, per quasi due decenni.

Che i due finissero per condividere lo spogliatoio non è del tutto frutto del caso: sono passati entrambi dalla stessa fabbrica di talenti che ha già prodotto nomi come Xavi, Iniesta o Abde. Messi arrivò al Barça nel 2000 a 13 anni ed esordì in prima squadra a 17, con il numero 30; Yamal entrò nel settore giovanile a soli 7 anni ed esordì a 15, il giocatore più giovane del XXI secolo a vestire la maglia blaugrana.

E, come se il simbolismo non bastasse, Yamal ha ereditato il leggendario numero 10 che Messi ha portato in giro per l’Europa e fatto suo per quasi due decenni. È la vecchia formula del maestro e dell’allievo, dell’eroe che, senza saperlo, allena chi un giorno si troverà di fronte: Yamal è cresciuto riflettendosi in uno specchio di cui non sapeva neppure l’esistenza.

Messi, accanto a Yamal e a sua madre.
Messi, accanto a Yamal e a sua madre. Joan Monfort/AP

Domenica, MetLife Stadium: il capitolo che nessuno aveva previsto nel 2007

La Spagna è arrivata in finale con una certa tranquillità dopo il 2-0 alla Francia ad Arlington, con un rigore trasformato da Oyarzabal, fischiato per un fallo sullo stesso Yamal, e un secondo gol di Pedro Porro.

All'Argentina di Messi, con il rosarino capitano, è toccato soffrire di più: l’Inghilterra è passata in vantaggio con un gol di Anthony Gordon e l’Albiceleste ha dovuto rimontare, pareggiando all’85’ e segnando il definitivo già ai supplementari, con le reti di Enzo Fernández e Lautaro Martínez. Il risultato è la prima finale del Mondiale tra due nazionali di lingua spagnola dal 1930.

Per Messi, che ha compiuto 39 anni durante il torneo, è la sua terza finale mondiale, dopo la sconfitta del 2014 contro la Germania e il titolo del 2022 contro la Francia ai rigori, e cerca di confermare la corona e alzare di nuovo il trofeo. Per Yamal, che ha spento le candeline con il 19 sulla torta lo scorso 13 luglio, è la prima.

Interpellato da "DAZN" mentre rivedeva la foto nella vasca da bagno, non ha esitato: "Sono cresciuto un pochino e anche Leo", ha detto, prima di ammettere che aspettava da tempo questo incrocio, qualcosa che la "Finalissima" (un torneo riservato ai campioni continentali di UEFA e Conmebol) non gli aveva regalato.

Quella vasca del Camp Nou aveva posto solo per uno. Il MetLife Stadium, domenica, avrà posto per entrambi, anche se solo uno se ne andrà con il trofeo.

Messi con Yamal.
Messi con Yamal. Joan Monfort/AP
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