Le autorità russe potranno sequestrare i beni dei cittadini trasferiti all’estero che si schierano "contro gli interessi della Federazione russa"
Dopo oltre tre anni dall'inizio dell'invasione su larga scala dell'Ucraina, il Cremlino continua ad ampliare gli strumenti di controllo nei confronti dei propri cittadini.
L'ultima mossa arriva dalla Duma di Stato, che ha approvato una nuova legge destinata a colpire i russi trasferitisi all'estero e accusati di aver agito contro gli interessi della Federazione Russa.
Il provvedimento, approvato in seconda e terza lettura con il voto favorevole di tutti i 384 deputati presenti, introduce la possibilità di sequestrare beni e fondi appartenenti ai cittadini russi residenti fuori dal Paese qualora siano ritenuti responsabili di specifici illeciti amministrativi commessi all'estero.
La misura si inserisce in un contesto di crescente repressione del dissenso. Dall'inizio della guerra in Ucraina, nel febbraio 2022, decine di migliaia di cittadini russi hanno lasciato il Paese per protestare contro la politica del Cremlino, sfuggire alla mobilitazione militare o evitare le conseguenze delle nuove leggi restrittive approvate dalle autorità.
Quali violazioni possono portare al sequestro
La legge richiama una serie di articoli del Codice degli illeciti amministrativi della Federazione Russa. Tra le condotte sanzionabili figurano il cosiddetto "abuso della libertà dei media", l'"istigazione all'odio o all'inimicizia", gli appelli pubblici considerati lesivi dell'integrità territoriale della Russia e il cosiddetto "screditamento delle Forze armate della Federazione Russa".
Nel mirino finiscono anche coloro che non pagano le multe già comminate per queste violazioni.
Case, auto e conti bancari nel mirino
Uno degli aspetti più significativi del provvedimento riguarda l'estensione delle misure cautelari. Le autorità potranno infatti disporre il sequestro di beni immobili, automobili e disponibilità finanziarie presenti in Russia ancora prima della conclusione definitiva del procedimento.
La norma prevede inoltre la possibilità di bloccare fondi depositati su conti correnti e depositi bancari intestati ai cittadini russi che vivono all'estero.
Pur non trattandosi di una confisca definitiva, il sequestro impedisce ai proprietari di vendere, donare o utilizzare liberamente i propri beni fino alla conclusione della procedura.
Un messaggio agli oppositori all'estero
Secondo gli osservatori, il provvedimento rappresenta un ulteriore segnale della volontà di Mosca di estendere il proprio controllo oltre i confini nazionali. Se finora la repressione si era concentrata principalmente all'interno della Federazione, la nuova legge punta anche a coloro che hanno lasciato il Paese ma continuano a esprimere pubblicamente critiche nei confronti del governo o dell'operazione militare in Ucraina.
Il disegno di legge dovrà ora ottenere il via libera del Consiglio della Federazione e la firma del presidente Vladimir Putin, passaggi considerati sostanzialmente formali. L'entrata in vigore è prevista per il 1° settembre.
Per molti cittadini russi emigrati dopo il 2022, la nuova normativa potrebbe tradursi nella perdita della possibilità di gestire liberamente il patrimonio rimasto in patria, trasformando case, appartamenti, automobili e risparmi in strumenti di pressione politica nelle mani dello Stato.