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Esercitazioni NATO al confine tra Russia e Finlandia: in aumento le incursioni di droni

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esercitazioni della Nato Diritti d'autore  euronews
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Di Shona Murray
Pubblicato il
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L’esercitazione “Northern Star” nasce dall’esigenza per la NATO di modernizzare la propria deterrenza, mentre attacchi russi diretti all’Ucraina violano il territorio dell’Alleanza in Romania e in altri Paesi

La NATO sta conducendo esercitazioni militari a soli trenta chilometri dal confine tra Finlandia e Russia, in un contesto di forte escalation dell’attività dei droni sul territorio dell’Alleanza.

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L’addestramento tattico “Northern Star” al poligono di Vuosanka, a Kajaani, nella Finlandia centrale, coinvolge sette alleati della NATO: le forze di difesa finlandesi, Stati Uniti, Polonia, Regno Unito, Francia, Italia e Ungheria. Nel corso di diversi mesi, circa 9.000 militari si eserciteranno in un terreno impervio dell’estremo Nord, coperto da fitte foreste, dove in inverno le temperature scendono fino a -20 °C.

Le truppe alleate simulano scenari di combattimento e di dispiegamento rapido, con esercitazioni a fuoco di artiglieria, fanteria ed elicotteri. Tra questi ultimi figurano pesanti elicotteri militari statunitensi Chinook, che operano insieme ai carri armati per spostare truppe ed equipaggiamenti in condizioni difficili.

Accanto alle capacità militari tradizionali, un elemento chiave di Northern Star è la “Eastern Flank Deterrence Initiative” (EFDI) della NATO, che prevede “una zona autonoma” in cui possano operare sistemi senza equipaggio, simile al concetto del cosiddetto “muro di droni” o di “sciami di droni connessi in rete”. L’EFDI prevede anche una forte presenza di truppe, inclusi gruppi tattici multinazionali, da dispiegare in caso di imboscata o di minacce gravi.

L'esercitazione Northen Star della NATO

La strategia di deterrenza rafforzata della NATO prende forma mentre i Paesi alleati faticano a rispondere all’esigenza urgente di modernizzare le capacità sul fianco orientale. I progressi nella tecnologia dei droni emergono costantemente sul campo di battaglia in Ucraina e oltre. Mentre l’Ucraina si sta affermando come leader in questo settore, l’esercito russo riesce a espandersi a costi più contenuti e a lanciare attacchi con droni a distanze maggiori.

"L’elemento decisivo è disporre di una rete autonoma di ingaggio letale composta da diversi tipi di droni e da capacità senza equipaggio", come sorveglianza, sensori e radar, ha spiegato a Euronews il maggiore dell’esercito statunitense Matt Blubaugh a Vuosanka.

Secondo lui, le reti di sensori e di dati degli alleati devono essere integrate meglio, per garantire un fianco orientale davvero ben difeso. "Così, se si verificano incursioni in Estonia ma i sistemi in Lettonia o in Lituania sono in grado di individuarle, qualcun altro può usare la propria tecnologia per neutralizzare queste minacce", ha aggiunto.

Pur riconoscendo i profondi cambiamenti nel modo di condurre la guerra, in particolare in Ucraina dove la tecnologia dei droni domina il campo di battaglia, Blubaugh ha sottolineato che le forze armate e il dispiegamento di truppe restano fondamentali.

"Qualunque cosa accada, per quanto vediamo questa tecnologia e tutte queste innovazioni con droni, intelligenza artificiale e altro, non sostituiscono ciò che serve davvero, cioè persone in carne e ossa. Servono ancora soldati sul terreno, servono carri armati per controllare il territorio reale".

L’esercitazione Northern Star, appuntamento annuale programmato con mesi di anticipo, si svolge mentre le incursioni e le attività russe continuano a preoccupare i membri della NATO.

Due caccia F-16 romeni si sono alzati in volo nelle prime ore di venerdì mattina in risposta a una violazione dello spazio aereo della NATO, quando un drone russo ha colpito un condominio nella città orientale di Galați, vicino al confine orientale della Romania con l’Ucraina, ferendo almeno due persone.

La violazione dello spazio aereo da parte di droni russi in Romania: possibile che Budapest invochi articolo 4

A Bucarest, venerdì, si riunisce il Consiglio nazionale di sicurezza della Romania per decidere la risposta più opportuna, incluso se il governo debba intraprendere un’azione formale in sede NATO.

È altamente probabile che Bucarest possa invocare l’articolo 4 del Trattato NATO, che consente a uno Stato colpito di sottoporre una specifica questione di sicurezza al Consiglio Nordatlantico, l’organo politico decisionale centrale dell’Alleanza che rappresenta tutti e 32 gli alleati.

La risposta di venerdì, arrivata nel quadro dell’operazione Eastern Sentry della NATO, creata per proteggere il territorio lungo il fianco orientale dell’Alleanza, ha sollevato interrogativi più ampi sulla prontezza e sulla volontà della NATO di reagire qualora gli attacchi aerei russi dovessero intensificarsi ulteriormente o provocare vittime.

Eastern Sentry è stata istituita dopo l’avvio formale, da parte della Polonia, di una procedura ai sensi dell’articolo 4 in seguito a un’incursione di un drone russo nel suo spazio aereo nel settembre 2025.

Commentando l’incidente con il drone in Romania, il segretario generale della NATO, Mark Rutte, ha dichiarato che "il comportamento sconsiderato della Russia è un pericolo per tutti noi", mentre la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha affermato che la "guerra di aggressione" di Mosca "ha superato un ulteriore limite".

Il comandante supremo alleato in Europa (SACEUR), Alexus Grynkewich, ha parlato con il suo omologo, il generale Gheorghiță Vlad, capo di Stato maggiore della difesa rumeno, affermando che si stanno «valutando» ulteriori misure per rafforzare la difesa della Romania e quella collettiva della NATO, secondo l’ufficio di SACEUR.

"Hanno inoltre concordato di restare in contatto particolarmente stretto mentre prosegue l’indagine sull’incidente e si valutano eventuali ulteriori misure difensive", recita una nota del colonnello della NATO Martin O'Donnell.

Video editor • Frederic Garcon

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