Teheran ha messo in guardia l'Europa contro l'idea di inviare navi da guerra nella via d'acqua chiave, mentre ha delineato una proposta condizionata agli Usa sull'uranio, sulla riduzione delle sanzioni e sul cessate il fuoco in Libano
L'Iran ha avvertito lunedì i Paesi europei dal mandare navi da guerra nello Stretto di Hormuz, mentre emergevano dettagli sulla risposta di Teheran all’ultima proposta degli Stati Uniti, con significative divergenze ancora aperte tra le due parti.
Il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che le nazioni europee dovrebbero "astenersi dal fare qualsiasi mossa che possa minare i loro interessi", sostenendo che qualsiasi intervento militare nel Golfo Persico farebbe aumentare i prezzi dell'energia e creerebbe ulteriori complicazioni.
"Questa guerra non è solo immorale, ma anche illegale. Gli Stati Uniti e Israele hanno iniziato la loro aggressione contro l'Iran. I Paesi europei non dovrebbero farsi ingannare per entrare in questa questione", ha dichiarato Baghaei.
L'avvertimento è arrivato mentre la posizione negoziale dell'Iran - che finora non era stata resa pubblica - è diventata più chiara attraverso commenti ufficiali e rapporti dei media.
I punti della proposta dell'Iran
L'agenzia di Stato iraniana Irna ha riferito che Teheran ha consegnato la sua risposta a Washington attraverso la mediazione pakistana.
Al Mayadeen e il Wall Street Journal, citando fonti anonime, hanno descritto un documento di diverse pagine che delinea la posizione dell'Iran, anche se entrambi hanno riferito che rimangono significative lacune.
Secondo i resoconti, l'Iran propone un'iniziale cessazione delle ostilità legata all'alleggerimento delle restrizioni marittime, seguita da discussioni graduali sul nucleare nell'arco di 30 giorni.
Teheran ha anche proposto di diluire parte del suo uranio altamente arricchito e di trasferire le scorte rimanenti a un Paese terzo, rifiutando però lo smantellamento completo delle sue infrastrutture nucleari e chiedendo garanzie sulla restituzione dei materiali trasferiti in caso di fallimento dei colloqui.
L'Iran avrebbe anche accettato una pausa temporanea nell'arricchimento, più breve della sospensione a lungo termine richiesta dagli Stati Uniti, oltre a chiedere un alleggerimento delle sanzioni e un risarcimento per i danni di guerra.
Una fonte iraniana senza nome, citata dall'agenzia di stampa Tasnim, legata all'Irgc, ha definito inesatte respinto alcune parti del rapporto riportato dal Wall Street Journal.
Baghaei ha confermato le richieste principali dell'Iran, definendole "legittime e ragionevoli": il rilascio dei beni congelati, la fine di quella che Teheran definisce la "pirateria marittima" degli Stati Uniti contro le navi iraniane e la garanzia di una navigazione sicura attraverso lo Stretto di Hormuz.
Ha anche detto che qualsiasi accordo deve includere un cessate il fuoco in Libano, che ha descritto come una linea rossa per l'Iran.
Trump: "Proposta inaccettabile"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, parlando poco prima di respingere la risposta dell'Iran come "inaccettabile", ha detto che Washington avrebbe ottenuto l'accesso alle scorte di uranio arricchito dell'Iran e ha avvertito di possibili azioni militari se i siti interessati fossero stati avvicinati.
Il primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha insistito sulla necessità di eliminare le capacità nucleari dell'Iran, affermando che "molto resta da fare" e rifiutando di escludere opzioni militari.
In merito alla proposta del presidente russo Vladimir Putin di trasferire l'uranio arricchito iraniano in Russia, Baghaei ha affermato che in questa fase l'Iran si concentra sulla fine della guerra.
"Per quanto riguarda le decisioni che verranno prese in seguito sulla questione nucleare, sui materiali iraniani e sulle questioni relative all'arricchimento, e sulle opzioni che potremmo prendere in considerazione, sono questioni che affronteremo quando sarà il momento", ha detto.
Baghaei ha anche criticato il direttore generale dell'Aiea Rafael Grossi, che ha affermato che nemmeno la guerra è riuscita a distruggere il programma nucleare iraniano e ha chiesto l'accesso immediato ai siti nucleari.
Baghaei ha messo in dubbio che le strutture iraniane siano mai state in grado di sopravvivere a un attacco militare e ha affermato che le osservazioni di Grossi confermano che egli ha abbandonato il suo mandato tecnico.
Secondo Baghaei, per ripristinare la credibilità dell'Aiea è necessario che Grossi condanni esplicitamente gli attacchi statunitensi e israeliani alle strutture nucleari iraniane e si impegni a evitare che si ripetano.