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Nave sequestrata vicino allo Stretto di Hormuz, si dirigeva verso le acque iraniane

FILE: Una nave portacontainer all'ancora mentre un piccolo motoscafo passa in primo piano nello Stretto di Hormuz al largo di Bandar Abbas, 2 maggio 2026
FILE: Una nave portacontainer all'ancora mentre un piccolo motoscafo passa in primo piano nello Stretto di Hormuz al largo di Bandar Abbas, 2 maggio 2026 Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Aleksandar Brezar
Pubblicato il
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Una nave è stata sequestrata al largo degli Emirati Arabi Uniti e diretta verso le acque iraniane. Cresce la tensione nello Stretto di Hormuz tra Iran, Usa e alleati

Un’imbarcazione è stata sequestrata da uomini armati non identificati al largo delle coste degli Emirati Arabi Uniti, nei pressi dello strategico Stretto di Hormuz, aumentando ulteriormente la tensione nella regione già segnata dal confronto tra Iran e Stati Uniti.

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Secondo quanto riferito dal centro britannico United Kingdom Maritime Trade Operations (UKMTO), la nave si trovava all’ancora a circa 38 miglia nautiche a nord-est di Fujairah quando è stata abbordata da “personale non autorizzato”. L’imbarcazione sarebbe ora diretta verso le acque territoriali iraniane.

Le autorità britanniche non hanno reso nota né l’identità della nave né quella dei responsabili del sequestro, limitandosi a confermare l’apertura di un’indagine. L’UKMTO ha inoltre invitato tutte le navi presenti nell’area a segnalare eventuali attività sospette.

Lo Stretto di Hormuz rappresenta uno dei principali snodi energetici mondiali ed è da tempo teatro di incidenti marittimi, sequestri e tensioni geopolitiche. Negli ultimi mesi l’Iran ha intensificato le operazioni contro imbarcazioni accusate di violare le proprie restrizioni commerciali e petrolifere.

La scorsa settimana, secondo l’agenzia ufficiale iraniana IRNA, Teheran aveva già sequestrato diverse navi, tra cui la petroliera Ocean Koi, accusata di interferire con le esportazioni petrolifere iraniane. L’imbarcazione, fermata nel Golfo di Oman, trasportava petrolio iraniano ed è stata successivamente condotta verso la costa meridionale dell’Iran.

Gli Stati Uniti avevano inserito la Ocean Koi tra le navi sanzionate a febbraio, sostenendo che facesse parte della cosiddetta “flotta ombra” utilizzata per aggirare le restrizioni internazionali sul petrolio iraniano.

Nel frattempo, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, intervenuto durante una riunione del blocco BRICS a Nuova Delhi, ha ribadito che lo Stretto di Hormuz resta aperto alle navi commerciali che collaborano con la marina iraniana, senza però commentare direttamente l’ultimo sequestro.

Anche il portavoce della magistratura iraniana, Asghar Jahangir, ha difeso le recenti operazioni navali di Teheran, sostenendo che il sequestro delle petroliere considerate “violatrici” sia avvenuto nel rispetto del diritto internazionale e delle decisioni dei tribunali iraniani.

La crisi nell’area si è aggravata dopo l’inizio della guerra tra Iran, Stati Uniti e Israele il 28 febbraio. Da allora, secondo diverse fonti internazionali, Teheran ha limitato in modo significativo il traffico marittimo nello stretto, mentre Washington ha rafforzato il proprio blocco navale nei confronti dei porti iraniani nonostante il cessate il fuoco entrato in vigore l’8 aprile.

Negli ultimi giorni si sono registrati anche altri episodi sospetti nella regione. La Corea del Sud ha riferito che una nave cargo è stata colpita da velivoli non identificati nell’area di Hormuz, mentre il Qatar ha denunciato l’attacco con un drone contro una nave mercantile diretta verso le proprie acque territoriali da Abu Dhabi.

Risorse addizionali per questo articolo • AFP

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