Secondo il legale di El Koudri il 31enne si trova in stato confusionale. Intanto le prime indagini non hanno fatto emergere piste jihadiste o una possibile radicalizzazione, mentre l'uomo era già noto per problemi psichici
Gli investigatori passano al setaccio la vita personale di Salim El Koudri, il 31enne che sabato si è lanciato con la sua auto contro la folla a Modena, ferendo otto persone.
Tra email, post sui social e contatti, al vaglio degli inquirenti c'è tutta la vita di una persona già nota per problemi di salute mentale. Per ora non sono emersi elementi sufficienti a suggerire la radicalizzazione di El Koudri. Nella perquisizione eseguita domenica a Ravarino, nella casa del 31enne non sarebbe stato trovato niente di immediatamente rilevante.
Nato a Bergamo e residente in provincia di Modena, il 31enne "aveva avuto degli elementi di schizofrenia che lo avevano portato a recarsi nei centri di salute mentale tra il 2022 e il 2024", ha spiegato il sindaco di Modena Massimo Mezzetti.
"Non era sottoposto a Tso", ha aggiunto, "e tutti mi dicono che era un ragazzo normale, che non aveva mai dato, mai, nessun segno di squilibrio visibile e conviveva tranquillamente in paese".
Alcune email recuperate dagli investigatori sembrano aggiungere al disagio psichico anche le difficoltà di trovare un impiego stabile.
"Voglio lavorare", scriveva El Koudri il 27 aprile 2019 all'Università di Modena, dove si era laureato in economia aziendale. Le email proseguivano con minacce verso l'ateneo: "Bastardi cristiani di merda, voi e il vostro Gesù Cristo (scritto in minuscolo) in croce. Lo brucio".
Messaggi seguiti da scuse: "Mi dispiace per la maleducazione", scriveva, "non riesco a trovare lavoro coerente con i miei studi e non so cosa fare. Sono da solo ho 27 anni e vivo con i miei genitori stranieri. Cosa mi consigliate di fare? Grazie".
Secondo le prime ricostruzioni il 31enne si lamentava frequentemente dell'assenza di lavoro. In passato era stato impiegato, per brevi periodi, per almeno quattro aziende, come magazziniere, spedizioniere e come impiegato. Più di recente però secondo quanto dichiarato dalla famiglia, El Koudri si era isolato, parlava da solo e rimaneva per ore al telefono e al pc.
Gli inquirenti intanto "hanno ricostruito messaggi anche strani, alcuni deliranti nel passato, però nessuna cosa che sembri ricondurre ad una radicalizzazione", ha dichiarato il legale dell'uomo, Fausto Gianelli.
"Non ha contatti con nessuna rete, non hanno trovato al momento nessun video, nulla che possa far pensare a emulazione di un gesto terroristico. Non ha nessuna motivazione politica", ha confermato.
"Chiaramente gli inquirenti faranno faranno ulteriori accertamenti", però il fatto sembra collocabile "in una situazione di disagio psichiatrico", ha detto il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi.
Poche email non bastano a delineare il profilo di un attentatore, tantomeno a individuare le motivazioni dietro l'attacco. I problemi psichici possono coesistere a posizioni estremiste, ma anche in caso di terrorismo la correlazione non è sempre valida.
Già nel 2017 il 28enne Michele Bordoni lanciò la propria auto come un ariete contro i mercatini di Natale di Sondrio. Fu incriminato per tentata strage e poi assolto dopo due perizie psichiatriche che ne confermarono il vizio assoluto di mente.
Gruppo come l'Isis hanno mostrato la via al terrorismo non solo ai propri affiliati, ma anche ad attentatori solitari che nulla hanno a che vedere con il jihadismo. Armi bianche o auto usate come arieti contro i civili, le tattiche di Daesh hanno fatto scuola per chiunque.
Intanto su El Koudri non si escludono possibili influenze esterne o segnali pregressi delle sue intenzioni. Meta ha cancellato i suoi post, ma non perché fossero di contenuto jihadista. L'uomo peraltro non era mai stato visto nel centro che è il punto di riferimento della comunità islamica di Ravarino, ha spiegato l'imam Abdelmajid Abouelala.
L'avvocato difensore di El Koudri ha confermato che il 31enne è in stato confusionale. "Mi ha detto: 'io quel giorno sono uscito pensando di morire', non di uccidere e neanche di uccidermi, di morire", ha dichiarato Gianelli.
"Ho bisogno di qualcuno che mi capisca", ha detto l'uomo dal carcere. "Lui non ha nemmeno chiesto di incontrare la famiglia", ha aggiunto l'avvocato. "Ha chiesto le minime cose, le sigarette, ha chiesto di avere qualche libro da leggere, e la Bibbia. Una domanda un po' singolare, perché non è un musulmano credente, lo sapevamo, non frequenta la moschea, non fa il Ramadan, ma neppure un praticante cattolico".