Dal 2010 il costo dei sistemi di accumulo a batteria è crollato di oltre il 90%, contribuendo a ridurre sensibilmente quello delle rinnovabili.
L'energia pulita può garantire elettricità affidabile, 24 ore su 24, a prezzi competitivi rispetto alle fonti fossili. E la guerra contro l'Iran sta costringendo l'Europa a ripensare la propria dipendenza da queste ultime.
Un nuovo rapporto (fonte in inglese) dell'Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA) rileva che, quando energia solare ed eolica sono abbinate a sistemi di accumulo a batterie, possono già competere in termini di costo con le nuove centrali a carbone. In molte aree del mondo, questa combinazione di rinnovabili e accumulo può addirittura risultare più economica delle nuove centrali a gas.
Questi risultati mettono in discussione uno degli argomenti più longevi dell'industria fossile contro le rinnovabili: l'idea che non possano garantire una fornitura di elettricità affidabile, 24 ore su 24, quando non c'è sole o vento.
Le rinnovabili possono ormai superare le fonti fossili?
Secondo IRENA, la risposta è sì.
Il rapporto ha analizzato i cosiddetti sistemi rinnovabili "firm", cioè combinazioni di impianti fotovoltaici, parchi eolici e batterie di accumulo in grado di fornire elettricità in modo continuo, 24 ore su 24.
Secondo il rapporto, nelle regioni con abbondante irraggiamento solare e buone risorse eoliche l'energia solare abbinata alle batterie ha oggi un costo compreso tra circa 50 e 75 euro per megawattora.
A titolo di confronto, le nuove centrali a carbone in Cina costano tra 60 e 75 euro per megawattora, mentre a livello globale le nuove centrali a gas superano gli 88 euro per megawattora.
Un forte calo dei prezzi delle batterie ha contribuito a determinare questa svolta. Dal 2010, il costo dei sistemi di accumulo è diminuito del 93 per cento, secondo IRENA, mentre il prezzo dei pannelli solari è sceso dell'87 per cento e quello dell'eolico onshore del 55 per cento.
Secondo l'agenzia, combinare eolico, solare e batterie può anche ridurre l'esposizione agli shock geopolitici, come il controllo esercitato dall'Iran sullo Stretto di Hormuz, un collo di bottiglia cruciale per i combustibili fossili attraverso il quale transita circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio.
In Europa gli effetti si vedono già
Il rapporto arriva in un momento particolarmente significativo. L'Europa continua a subire i rincari dei combustibili fossili legati all'invasione russa dell'Ucraina e alla rinnovata instabilità legata al conflitto che coinvolge Stati Uniti e Israele in Medio Oriente.
L'organizzazione di advocacy Positive Money ha rilevato di recente che le rinnovabili hanno contribuito a ridurre le tariffe elettriche in alcuni Paesi europei di quasi il 25 per cento tra il 2023 e il 2025.
Un altro studio ha mostrato che i consumatori in Danimarca, Finlandia, Francia, Svezia e Slovacchia potrebbero risparmiare fino a 8,5 miliardi di euro sulle bollette energetiche quest'anno grazie a un mix elettrico più pulito, mentre i Paesi ancora fortemente dipendenti dalle fonti fossili devono affrontare costi nettamente più elevati.
La sola energia solare ha fatto risparmiare all'Europa 3 miliardi di euro in marzo riducendo le importazioni di gas. Un'analisi di SolarPower Europe stima che il risparmio complessivo potrebbe superare i 67 miliardi di euro se i prezzi del gas resteranno elevati.
Il dibattito sulle rinnovabili sta cambiando
Per anni i critici hanno sostenuto che l'energia solare ed eolica non potessero mai sostituire del tutto i combustibili fossili, perché dipendono dalle condizioni meteorologiche.
Secondo IRENA, l'accumulo tramite batterie sta cambiando i termini della questione.
Le batterie possono immagazzinare l'elettricità prodotta nei periodi soleggiati o ventosi e rilasciarla in un secondo momento, quando la domanda aumenta o l'offerta cala, riducendo così il bisogno di centrali di riserva alimentate da combustibili fossili.
IRENA prevede che anche i loro costi continueranno a diminuire nel prossimo decennio, rendendo potenzialmente l'energia rinnovabile continua molto più interessante per le industrie ad alta intensità energetica, come l'intelligenza artificiale e i data center.
Entro il 2035, alcuni grandi progetti che combinano solare e batterie potrebbero fornire elettricità continua a meno di 45 euro per megawattora nelle regioni più efficienti.
«L'argomento di lunga data secondo cui le rinnovabili non sono affidabili non è più valido», ha dichiarato in una nota Francesco La Camera, direttore generale di IRENA.