Zelensky conferma: esperti ucraini hanno abbattuto droni iraniani Shahed in Medio Oriente. Accordi strategici con i Paesi del Golfo rafforzano difesa ed energia
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivelato per la prima volta che personale militare di Kiev è riuscito ad abbattere con successo droni iraniani di tipo Shahed in diversi Paesi del Medio Oriente. Si tratta di un passaggio che evidenzia il crescente ruolo dell’Ucraina come attore di sicurezza internazionale oltre i confini del conflitto con la Russia.
Secondo quanto dichiarato, gli specialisti ucraini sono stati dispiegati nella regione del Golfo nell’ambito di una più ampia strategia volta ad aiutare i partner a contrastare le stesse tecnologie belliche utilizzate da Mosca nel conflitto in Ucraina. Tra le competenze fornite figurano sistemi di intercettazione dei droni e tecnologie di guerra elettronica.
“Abbiamo inviato in Medio Oriente i nostri esperti militari, tra cui specialisti in droni intercettori e guerra elettronica. Abbiamo dimostrato ad alcuni Paesi come lavorare con questi sistemi”, ha spiegato Zelensky. Il presidente ha confermato che le operazioni hanno portato all’abbattimento dei droni Shahed in più di un Paese, definendo il risultato “un successo”.
Non si tratta, ha precisato, di semplici missioni di addestramento, ma di un coinvolgimento diretto nella costruzione disistemi di difesa aerea moderni ed efficaci. In alcuni casi, gli esperti ucraini hanno anche contribuito a migliorare rapidamente le capacità difensive dei Paesi ospitanti, condividendo l’esperienza maturata sul campo di battaglia.
Parallelamente, Kiev ha rafforzato la propria presenza diplomatica e militare nella regione attraverso accordi di cooperazione a lungo termine con Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar. Queste intese prevedono la collaborazione tra aziende ucraine e forze armate locali per la protezione di infrastrutture strategiche.
I negoziati, inoltre, sono in corso anche con Oman, Kuwait e Bahrein, segno di un’espansione progressiva dell’influenza ucraina nell’area.
In cambio del supporto militare e tecnologico, l’Ucraina ottiene benefici concreti, tra cui forniture energetiche e accordi finanziari. Zelensky ha sottolineato che alcuni Paesi forniscono petrolio greggio destinato alle raffinerie europee, mentre in altri casi vengono consegnati prodotti già raffinati come il diesel. Questo scambio contribuisce direttamente alla stabilità energetica ucraina, particolarmente critica in tempo di guerra.
Infine, il presidente ha confermato che il personale ucraino è coinvolto anche in consultazioni riguardanti la sicurezza e il funzionamento dello Stretto di Hormuz, uno dei punti nevralgici per il traffico energetico globale.
L’iniziativa segna un’evoluzione importante nella politica estera di Kiev, che non solo difende il proprio territorio, ma esporta competenze militari e tecnologiche, rafforzando al contempo alleanze strategiche fondamentali per la propria resilienza economica ed energetica.