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Maxi parco solare da 916 milioni: la sfida per il più grande impianto d'Europa in ritardo

Pannelli solari sotto il cielo blu negli Stati Uniti.
Pannelli solari sotto il cielo azzurro negli Stati Uniti. Diritti d'autore  American Public Power Association via Unsplash.
Diritti d'autore American Public Power Association via Unsplash.
Di Liam Gilliver
Pubblicato il
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I politici affermano che le rinnovabili devono avere un «ruolo centrale» nel rafforzare la sicurezza energetica, ma un grande impianto solare incontra resistenze.

I piani per realizzare quello che diventerebbe il più grande parco solare d’Europa sono stati rimessi in discussione dopo «mesi di esame accurato».

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Il caso a favore delle rinnovabili appare più solido che mai, mentre la guerra contro l’Iran continua a far schizzare in alto i prezzi di petrolio e gas. Analisi recenti mostrano che il solare, identificato come la forma più economica di energia pulita, ha fatto risparmiare all’Europa 3 miliardi di euro lo scorso mese, riducendo la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili.

Tuttavia la costruzione di nuove infrastrutture per le rinnovabili è sempre più controversa. In molti Paesi europei l’opinione pubblica si divide su pale eoliche e pannelli solari che occupano spazi verdi.

L’ambizioso progetto per il più grande parco solare d’Europa

Il parco solare Botley West, presentato per la prima volta a settembre 2022, punta a collegarsi alla rete entro l’autunno 2029.

Situato nell’Oxfordshire, in Inghilterra, il parco potrebbe fornire 840 megawatt di energia pulita, sufficienti ad alimentare circa 330 mila abitazioni. Rappresenterebbe l’1,2 per cento dell’obiettivo di capacità solare del Regno Unito da raggiungere entro il 2035.

Photovolt Development Partners (PVDP), la società dietro al progetto da 800 milioni di sterline (circa 916,43 milioni di euro), afferma che il parco aiuterà anche il Paese a ridurre le emissioni di CO2 e a migliorare la propria sicurezza energetica.

PVDP ha promesso di garantire un incremento netto della biodiversità di almeno il 70 per cento. I residenti della zona, però, chiedono di ridimensionare il progetto per i timori sull’impatto che potrebbe avere sull’ambiente naturale.

Ian Hudspeth, ex presidente del Consiglio della contea dell’Oxfordshire, che vive in una delle aree incluse nelle proposte, sostiene che il parco creerebbe «un oceano di vetro e acciaio» nella campagna.

È nato anche un comitato di cittadini per contestarne la realizzazione. Il gruppo Stop Botley West sostiene che installare così tanti pannelli solari potrebbe avere un impatto negativo sulla quantità di raccolti prodotti nella zona e afferma che, allo stato attuale, l’area prevista si estende fin troppo vicino al sito Patrimonio mondiale dell’UNESCO di Blenheim Palace.

Il gruppo denuncia inoltre la perdita di habitat per la fauna selvatica, un maggior rischio di inondazioni e un impatto visivo «senza precedenti» sull’area.

Nick Eyre, dell’Environmental Change Institute dell’Università di Oxford, sostiene che molte preoccupazioni sul possibile effetto sulla produzione alimentare sono «enormemente esagerate».

«Sappiamo come produrre cibo in modo molto più efficiente, abbiamo gli strumenti per farlo», ha dichiarato alla BBC (fonte in inglese). «Per dare un’idea, l’uno per cento della superficie del Regno Unito è occupata da campi da golf. Non mi pare che qualcuno sostenga che i campi da golf siano una minaccia per la sicurezza alimentare».

Il progetto Botley West si farà?

A febbraio gli ispettori responsabili della pianificazione hanno inviato un rapporto sulla proposta per Botley West al ministro dell’Energia Ed Miliband. Secondo la legge urbanistica del Regno Unito, la decisione deve essere annunciata entro tre mesi (10 maggio), a meno che non venga diffusa una dichiarazione che stabilisca un nuovo termine.

Il governo britannico ha però ora confermato che la decisione sul parco solare sarà rinviata di quattro mesi, fino al 10 settembre.

«Ciò permetterà al mio ministero di chiedere ulteriori informazioni al proponente e di lasciare tempo sufficiente affinché le altre parti interessate possano esaminarle», ha dichiarato il ministro per i Consumatori di energia Martin McCluskey.

«La decisione di fissare un nuovo termine per questa domanda non pregiudica in alcun modo la decisione finale sul rilascio o meno dell’autorizzazione allo sviluppo».

Il professor Alex Roger, presidente del comitato Stop Botley West, ha commentato: «Accogliamo con favore la decisione del Segretario di Stato di richiedere ulteriori informazioni al proponente e di concedere tempo sufficiente per l’esame da parte delle parti interessate, come il gruppo di cittadini Stop Botley West».

Euronews Earth ha contattato PVDP per un commento.

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