L'Iran afferma che l'attacco contro le città di Dimona e Arad è una ritorsione per il raid di sabato contro l'impianto nucleare di Natanz. Israele però nega ogni responsabilità
Almeno 175 persone sono rimaste ferite sabato dopo che missili iraniani hanno colpito le città meridionali israeliane di Dimona e Arad. Nella zona si trova un impianto nucleare, ha riferito sabato sera l'esercito israeliano.
Il missile, che ha colpito un'area residenziale di Dimona, ha ferito gravemente un bambino di 10 anni con lesioni da schegge e una donna, colpita da frammenti di vetro, mentre altre 37 persone sono in cura per ferite lievi, ha riferito sul suo account X il servizio di emergenza israeliano Magen David Adom.
Tra i feriti gravi negli attacchi figura anche una bambina di 5 anni ferita nel successivo attacco ad Arad.
Secondo la tv di Stato iraniana, l'attacco contro Dimona è stato una rappresaglia per un attacco di sabato contro il suo impianto nucleare di Natanz, a circa 50 chilometri dalla città di Kashan, di cui l'esercito israeliano afferma di non essere responsabile.
L'Agenzia internazionale per l'energia atomica ha dichiarato di non aver ricevuto alcuna indicazione di danni al centro di ricerca nucleare del Negev, aggiungendo che non sono stati rilevati livelli anomali di radiazioni. Tuttavia, l'Aiea sta monitorando attentamente la situazione.
La città desertica di Dimona ospita il principale centro di ricerca nucleare di Israele, inaugurato nel 1958. Israele non ha mai né confermato né smentito la diffusa convinzione che disponga di armi nucleari.