Trump annuncia una pausa di cinque giorni negli attacchi dopo colloqui “positivi” con l’Iran, che però nega negoziati. Continuano i raid israeliani e restano alte le tensioni nello Stretto di Hormuz.
La crisi in Medio Oriente, ormai arrivata al 24esimo giorno, continua a evolversi in modo critico, mantenendo alta l'attenzione e la preoccupazione a livello globale.
L'Iran ha minacciato di attaccare le centrali elettriche mediorientali che alimentano le basi militari americane dopo l'ultimatum del presidente degli Stati Uniti per la riapertura dello Stretto di Hormuz.
Donald Trump ha annunciato una pausa di cinque giorni negli attacchi contro obiettivi energetici iraniani, parlando di colloqui “molto buoni e produttivi” con Teheran. Tuttavia, le autorità iraniane hanno smentito l’esistenza di negoziati.
Intanto proseguono le operazioni israeliane, con nuovi raid su Teheran e nei sobborghi meridionali di Beirut. Restano elevate anche le tensioni nello Stretto di Hormuz, dove, secondo fonti statunitensi, sarebbero state individuate mine e il traffico marittimo risulta fortemente ridotto.
Secondo la Mezzaluna Rossa iraniana, oltre 80mila strutture civili sono state colpite dall'inizio del conflitto, e alcune completamente distrutte, tra cui ospedali, scuole, istituti accademici e strutture dell'organizzazione umanitaria.
Il bilancio complessivo delle vittime avrebbe raggiunto circa 1.500 morti, una cifra destinata a salire con il proseguire degli attacchi.
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Diretta conclusa
Trump: l’Iran “fa sul serio” nei colloqui di pace, Teheran nega negoziati
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che la sua amministrazione è impegnata da “molto tempo” in negoziati con l’Iran e che ritiene un accordo vicino.
Non ha però chiarito chi sia coinvolto nei colloqui. Il presidente del Parlamento iraniano e il ministro degli Esteri hanno nuovamente negato lunedì che tali negoziati siano in corso.
“Vogliono la pace”, ha detto Trump. “Hanno accettato di non avere un’arma nucleare, sapete, eccetera, eccetera, ma vedremo”.
Durante un intervento a Memphis lunedì, Trump ha affermato che c’è una “ottima possibilità” di raggiungere un accordo già questa settimana.
Ha inoltre attribuito questo sviluppo alla sua minaccia di colpire le centrali elettriche iraniane, attacchi che ha poi sospeso per altri cinque giorni.

Onu: valutata una risoluzione sull’uso della forza nello Stretto di Hormuz
Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sta negoziando una bozza di risoluzione, presentata dal Bahrein, per autorizzare gli Stati a utilizzare “tutti i mezzi necessari” al fine di garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, hanno riferito lunedì fonti diplomatiche.
Il testo chiede inoltre all’Iran di “cessare immediatamente tutti gli attacchi contro navi mercantili e commerciali e qualsiasi tentativo di ostacolare il passaggio inoffensivo o la libertà di navigazione” nello stretto e nelle aree circostanti.
Dall’inizio del blocco di fatto imposto dall’Iran in risposta agli attacchi statunitensi e israeliani, iniziati tre settimane fa, solo un numero limitato di navi cargo e petroliere — per lo più iraniane — è riuscito ad attraversare lo stretto.
Normalmente, circa un quinto del petrolio greggio mondiale e del gas naturale liquefatto transita attraverso lo Stretto di Hormuz.

Sistema di difesa israeliano in guasto
Un malfunzionamento del sistema di intercettazione aerea israeliano “David’s Sling” ha consentito a due missili balistici iraniani di colpire il sud del Paese, ferendo decine di persone nel fine settimana, ha confermato lunedì l’esercito.
Il sistema è un elemento chiave dello scudo di difesa aerea multilivello di Israele.

L’intelligence Usa stima 12 mine nello Stretto di Hormuz
Lo Stretto di Hormuz sarebbe attualmente minato con circa una dozzina di ordigni iraniani. Lo hanno riferito a Cbs funzionari statunitensi, sulla base di valutazioni di intelligence aggiornate che segnalano la presenza di mine sottomarine lungo il passaggio strategico, cruciale per il commercio globale.
Le mine utilizzate dall’Iran sarebbero di produzione nazionale, dei modelli Maham 3 e Maham 7 Limpet Mine. Un funzionario statunitense ha precisato che il numero reale potrebbe essere leggermente inferiore alla stima iniziale di una dozzina.
Idf: nuovi raid su Beirut
"L'Idf ha iniziato a colpire infrastrutture di Hezbollah a Beirut". Lo ha reso noto l'esercito israeliano, poco dopo l'annuncio del premier Benjamin Netanyahu di voler continuare a colpire il movimento sciita in Libano.
Usa: continuiamo a colpire con precisione obiettivi militari
"Le forze statunitensi continuano a colpire con decisione obiettivi militari iraniani utilizzando munizioni di precisione". E' quanto si legge sul profilo X del Centcom, il Comando Centrale degli Stati Uniti. Dall'inizio della guerra - viene spiegato - gli Stati Uniti hanno condotto oltre 9.000 attacchi contro l'Iran, tra cui l'affondamento di oltre 140 navi della marina iraniana.
U.S. forces continue to aggressively strike Iranian military targets with precision munitions. pic.twitter.com/DnPJFgEueZ
— U.S. Central Command (@CENTCOM) March 23, 2026
Iran: minaccia a Trump e Israele, "abbiamo piani speciali per lui e Tel Aviv"
L’Iran ha lanciato una minaccia nei confronti di Trump, affermando di avere "piani speciali" per lui e per gli alleati degli Stati Uniti nel Golfo.
Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa statale Fars, una fonte ha dichiarato che "questa sera sono previsti piani speciali a Tel Aviv e in alcuni paesi alleati regionali di Stati Uniti e Israele, che allontaneranno completamente ogni speranza di negoziato dalle menti degli aggressori".
La dichiarazione arriva dopo che Trump ha ipotizzato che lo Stretto di Hormuz possa essere gestito congiuntamente dagli Stati Uniti e dall’Ayatollah, una volta riaperto al traffico internazionale a seguito di eventuali colloqui per porre fine alla guerra con l’Iran.
"Funzionari informati in Iran hanno annunciato che non ci sono negoziati e hanno sottolineato che finché gli Stati Uniti non si ritireranno completamente, evacueranno le loro basi nella regione, pagheranno un risarcimento e riceveranno garanzie valide di non ripetere l'aggressione, né la guerra finirà né lo Stretto di Hormuz verrà riaperto", scrive ancora l’agenzia.
Israele: attacchi a Iran e Libano continueranno
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato lunedì che gli attacchi contro Iran e Libano proseguiranno, mentre gli Stati Uniti starebbero valutando un possibile cessate il fuoco.
Netanyahu ha riferito di aver parlato con Trump, che gli avrebbe detto che “c’è una possibilità” di trasformare i risultati sul campo in un accordo in grado di raggiungere gli obiettivi della guerra.
“Allo stesso tempo, continuiamo a colpire, sia in Iran sia in Libano”, ha detto. “Ci sarà altro. Difenderemo i nostri interessi vitali in ogni circostanza”.

Attacco israeliano colpisce Beirut
Un raid aereo israeliano ha colpito lunedì i sobborghi meridionali di Beirut, secondo quanto riferito dai media statali, poche ore dopo che l’esercito israeliano aveva ordinato ai residenti dell’area di evacuare.
Una colonna di fumo è stata vista levarsi sopra i sobborghi, considerati una roccaforte di Hezbollah e che non venivano colpiti da venerdì sera.

Mosca: colloquio tra Russia ed Egitto sulla crisi nel Golfo Persico
Il ministero degli Esteri russo ha reso noto che oggi si è svolto un colloquio telefonico tra il ministro degli Esteri Serghei Lavrov e il suo omologo egiziano Badr Abdelatty. La conversazione è avvenuta su iniziativa della parte egiziana.
"I ministri degli Esteri russo ed egiziano hanno discusso delle problematiche relative all'escalation senza precedenti della situazione militare e politica nella regione del Golfo Persico, conseguenza dell'aggressione statunitense e israeliana contro l'Iran", si legge nel comunicato del ministero russo. "Serghei Lavrov ha confermato la disponibilità della Russia a fornire un'assistenza completa per la risoluzione pacifica dei conflitti in corso in Medio Oriente, tenendo conto degli interessi di tutti gli Stati della regione, senza doppi standard", ha riferito inoltre il ministero degli Esteri russo.
Trump: "Spero di non dover bombare le centrali elettriche dell'Iran"
"Ho messo in pausa gli attacchi contro le centrali elettriche dell'Iran. Mi auguro di non doverlo fare". Lo ha detto Donald Trump parlando a Memphis. "Spero che troveremo un accordo", ha aggiunto.
Londra convoca ambasciatore iraniano per le azioni “sconsiderate” di Teheran
Il ministero degli Esteri britannico ha convocato lunedì l’ambasciatore iraniano, Seyed Ali Mousavi, criticando quelle che ha definito azioni “sconsiderate e destabilizzanti” di Teheran nel Regno Unito e all’estero.
“La convocazione segue la recente incriminazione di due individui, un cittadino iraniano e un cittadino con doppia nazionalità britannica e iraniana, ai sensi del National Security Act, con l’accusa di aver fornito assistenza a un servizio di intelligence straniero”, ha dichiarato un portavoce del ministero degli Esteri britannico.
“Questo governo adotterà tutte le misure necessarie per proteggere il popolo britannico, anche denunciando le azioni sconsiderate e destabilizzanti dell’Iran in patria e all’estero”, ha aggiunto il portavoce.
Zelensky: "Prove inconfutabili" di collaborazione fra Mosca e Teheran
"Abbiamo prove inconfutabili che i russi continuano a fornire informazioni di intelligence al regime iraniano". Lo ha scritto su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, citando un rapporto del capo dell'Intelligence Oleg Ivashchenko.
Report by Chief of the Defense Intelligence of Ukraine Oleh Ivashchenko.
— Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) March 23, 2026
First, we have irrefutable evidence that the Russians continue to provide intelligence to the Iranian regime. Russia is using its own signals intelligence and electronic intelligence capabilities, as well… pic.twitter.com/ij5JE0XPkX
Borsa: l'Europa chiude in rialzo con Trump su Iran e Hormuz
Le Borse europee, dopo un avvio in forte calo, invertono la rotta e chiudono in netto rialzo, dopo le parole di Trump su un possibile accordo con l’Iran e la riapertura dello Stretto di Hormuz. In rialzo Francoforte (+1,22%) e Parigi (+0,79%), mentre Londra è in controtendenza (+0,24%).
Il bilancio delle vittime in Libano sale a 1.039
Il ministero della Salute libanese ha dichiarato lunedì che 10 persone sono state uccise nelle ultime 24 ore.
Almeno 118 bambini e 79 donne figurano tra le vittime degli attacchi israeliani in Libano dall’inizio della nuova guerra tra Israele e Hezbollah, ha aggiunto il ministero.
Il ministero ha inoltre riferito che altre 90 persone sono rimaste ferite, portando il totale dei feriti ad almeno 2.876.

Chevron: "Prezzi del petrolio non hanno del tutto scontato blocco di Hormuz"
I prezzi del petrolio non hanno ancora "pienamente scontato" gli effetti del blocco dello Stretto di Hormuz. Mike Wirth, alla guida del colosso energetico americano Chevron, ha affermato, nel corso della Cera Week di Houston, che il mercato "sta basando le sue valutazioni su pochissime informazioni" relative alla situazione in Medio Oriente. "I prezzi sul mercato fisico, insieme ai livelli delle scorte, indicano un mercato più teso di quanto suggeriscano i contratti futures. Stiamo osservando effetti fisici molto evidenti legati alla chiusura dello Stretto di Hormuz", ha aggiunto Wirth.
La situazione globale può essere paragonata a quella osservata dopo l'invasione dell'Ucraina nel 2022 da parte della Russia, con le interruzioni dei flussi decisamente più marcati a partire dallo scoppio del conflitto in Medio Oriente. Anche una volta concluso il conflitto in Iran, "ci vorrà del tempo per ricostituire le scorte", in un processo ulteriormente complicato dai tempi necessari per riparare le infrastrutture danneggiate.

Esplosioni e sirene d'allarme in Bahrein
Forti esplosioni e sirene hanno risuonato in Bahrein, le prime nel Golfo da quando il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato la ripresa dei negoziati con l'Iran, secondo quanto riportato da un giornalista dell'Afp. "Si invitano i cittadini e i residenti a mantenere la calma e a recarsi nel luogo sicuro piu' vicino", ha dichiarato il ministero dell'Interno del Paese sui social media.
The siren has been sounded. Citizens and residents are urged to remain calm and head to the nearest safe place .
— Ministry of Interior (@moi_bahrain) February 28, 2026
Il presidente del Parlamento iraniano conferma: "Non ci sono stati negoziati con gli Stati Uniti"
Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha affermato di non essere impegnato in negoziati con gli Stati Uniti, in seguito alle notizie diffuse da alcuni media secondo cui Washington starebbe tenendo colloqui con lui per porre fine alla guerra. "Non ci sono stati negoziati con gli Stati Uniti e si stanno usando notizie false per manipolare i mercati finanziari e petroliferi e per uscire dalla situazione di stallo in cui si trovano Stati Uniti e Israele", ha dichiarato Ghalibaf in un messaggio su X.
2/ No negotiations have been held with the US, and fakenews is used to manipulate the financial and oil markets and escape the quagmire in which the US and Israel are trapped.
— محمدباقر قالیباف | MB Ghalibaf (@mb_ghalibaf) March 23, 2026
Teheran: nessun negoziato con gli Usa
L'Iran non sta conducendo alcun negoziato con gli Stati Uniti. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri dell'Iran, Esmail Baghaei, in dichiarazioni citate dalla stampa iraniana, aggiungendo che "negli ultimi giorni sono stati ricevuti messaggi da Paesi amici che indicavano richieste Usa per negoziati verso la fine della guerra". A questi messaggi, ha spiegato il portavoce, "e' stata data una risposta appropriata" in linea con le posizioni di principio. Nelle risposte, ha spiegato Baghaei, e' stata sottolineata la preoccupazione per le conseguenze severe di qualsiasi attacco alle infrastrutture vitali dell'Iran. Baghaei ha precisato che e' stato sottolineato ai vari Paesi amici "che ogni azione contro i siti energetici iraniani sara' affrontata con una risposta immediata, decisiva ed efficace da parte delle forze armate". Le posizioni della Repubblica islamica dell'Iran sullo Stretto di Hormuz e sulle condizioni per porre fine alla guerra "non sono cambiate", ha aggiunto Baghaei.
Idf: evacuare i sobborghi meridionali
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno rinnovato l’allerta ai residenti dei sobborghi del Libano meridionale, intimando loro di evacuare le proprie abitazioni.
#عاجل ‼️انذار عاجل إلى سكان الضاحية الجنوبية وخاصة في الأحياء:
— افيخاي ادرعي (@AvichayAdraee) March 23, 2026
🔸حارة حريك
🔸الغبيري
🔸الليلكي
🔸الحدث
🔸برج البراجنة
🔸تحويطة الغدير
🔸الشياح
⭕️يواصل جيش الدفاع العمل ومهاجمة البنى التحتية العسكرية التابعة لحزب الله الإرهابي في مختلف أنحاء الضاحية وبقوة متزايدة.
⭕️جيش الدفاع… pic.twitter.com/8HtEVXzawy
Pakistan: premier chiede a Teheran de-escalation e ritorno al dialogo
Il primo ministro pachistano, Shehbaz Sharif, ha avuto oggi, 23 marzo, una conversazione telefonica con il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, nel corso della quale ha sottolineato la "urgente necessita'" di sforzi collettivi per la de-escalation in Medio Oriente e un ritorno al dialogo e alla diplomazia. Lo rende noto l'ufficio del premier pachistano. Sharif ha espresso "seria preoccupazione" per le "pericolose ostilita' in corso nella regione del Golfo" e ha rimarcato "l'importanza critica dell'unita' nella comunita' islamica, necessaria piu' che mai". Il premier ha inoltre illustrato a Pezeshkian gli sforzi diplomatici del Pakistan, assicurando che Islamabad "continuera' a svolgere un ruolo costruttivo nel facilitare la pace nella regione".
Sharif ha espresso solidarieta' con il popolo iraniano, condoglianze per le vittime e auguri di pronta guarigione per i feriti e gli sfollati. La telefonata e' avvenuta mentre la guerra in Medio Oriente - iniziata il 28 febbraio con i raid di Stati Uniti e Israele sull'Iran, che hanno causato anche la morte dell'allora Guida suprema, l'ayatollah Ali Khamenei -- entra nella sua quarta settimana. Pezeshkian ha ricambiato gli auguri per l'Eid al Fitr e per il Nawruz, il Capodanno persiano.
Spoke with my brother President Dr. Masoud Pezeshkian to convey warm Eid-ul-Fitr and Nowruz greetings to him and the brotherly people of Iran.
— Shehbaz Sharif (@CMShehbaz) March 23, 2026
As a neighbouring brotherly country, I expressed Pakistan’s solidarity with the brave Iranian people, conveyed deep condolences on the…
Trump: cerchiamo un accordo tipo quello con Venezuela
Il presidente degli Stati Uniti ha indicato la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, come possibile riferimento per una futura leadership iraniana. "Guardate il Venezuela: come funziona tutto cosi' bene. Stiamo ottenendo ottimi risultati in Venezuela con il petrolio e con le relazioni tra il presidente e noi e forse troveremo qualcuno di simile in Iran", ha detto Trump ai giornalisti.
Delcy Rodriguez ha preso il posto di Nicolas Maduro come presidente ad interim dopo l’arresto del leader chavista il 3 gennaio da parte delle forze statunitensi e, da allora, ha avviato una stretta cooperazione con Washington.
Trump ha sostenuto che nella Repubblica Islamica si sarebbe già verificato "un cambio di regime molto serio", affermando che tutti i leader sono stati "eliminati" nell’offensiva condotta da Stati Uniti e Israele il 28 febbraio.
Idf: neutralizzati 330 lanciatori di missili su 470
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno reso noto di aver distrutto o neutralizzato circa 330 dei circa 470 lanciatori di missili balistici iraniani. Oltre la metà sarebbe stata distrutta nei raid, mentre gli altri risultano fuori uso dopo che l’Aeronautica ha colpito gli accessi alle strutture sotterranee in cui erano custoditi, secondo quanto riferito dall’esercito.
L’Idf ha inoltre dichiarato che l’Aeronautica continua a individuare e colpire i circa 150 lanciatori rimasti, con l’obiettivo di ridurre gli attacchi missilistici contro Israele. Negli ultimi giorni, il numero di missili lanciati è sceso a circa 10 al giorno, rispetto ai circa 90 registrati nel primo giorno di guerra.
Corea del Sud chiede navigazione sicura nello Stretto di Hormuz
Il ministro degli Esteri della Corea del Sud, Cho Hyun, ha sollecitato il suo omologo iraniano Abbas Araghchi a garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e ad adottare iniziative per ridurre le tensioni e stabilizzare le forniture energetiche globali. Lo riferisce il ministero degli Esteri sudcoreano, citato dall’agenzia Yonhap.
Nel corso della telefonata, Cho ha espresso forte preoccupazione per la situazione in Medio Oriente, invitando Teheran a fermare gli attacchi contro civili e infrastrutture civili nei Paesi del Golfo.
Il ministro ha inoltre richiesto adeguate misure di sicurezza per le numerose navi, sudcoreane e straniere, attualmente presenti nello stretto, sottolineando l’importanza di tutelare i cittadini sudcoreani in Iran.
Araghchi ha illustrato la posizione dell’Iran sulla crisi regionale e le due parti hanno concordato di mantenere un dialogo costante.

Nave da guerra britannica arriva a Creta
Il cacciatorpediniere di difesa aerea britannico Hms Dragon si trova attraccato presso la base navale di Souda Bay, in Grecia, diretto a rafforzare la difesa delle basi militari del Regno Unito a Cipro da possibili attacchi con droni o missili iraniani. L’unità è salpata dal Regno Unito il 3 marzo, due giorni dopo che un presunto drone iraniano lanciato dal Libano ha colpito la base RAF di Akrotiri, provocando lievi danni a un hangar.
Non è stata fornita una tempistica per il suo arrivo al largo di Cipro. Secondo alcune fonti, la nave dovrebbe completare alcune fasi di addestramento prima del dispiegamento operativo.
Nel frattempo, la portaerei statunitense Uss Gerald R. Ford resta attraccata nella stessa base in Grecia, dieci giorni dopo che la Marina aveva segnalato un incendio “non legato a operazioni di combattimento” mentre operava nel Mar Rosso.
La sua permanenza implica che gli Stati Uniti dispongano attualmente di una sola portaerei a supporto delle operazioni contro l’Iran.

Colosso petrolifero Emirati: “Prendere di mira Hormuz è terrorismo economicoo”
Il numero uno della compagnia energetica statale degli Emirati Arabi Uniti, Adnoc, ha criticato le azioni di Teheran che hanno di fatto ostacolato il traffico nello Stretto di Hormuz dopo gli attacchi di Stati Uniti e Israele, contribuendo a ridurre le forniture e a far salire i prezzi del petrolio.
“Armare lo Stretto di Hormuz non è un atto di aggressione contro una nazione”, ha affermato Sultan Ahmed Al Jaber in un intervento virtuale alla conferenza CERAWeek di Houston.
“È terrorismo economico contro ogni nazione. E nessun Paese dovrebbe essere autorizzato a tenere in ostaggio Hormuz”, ha aggiunto.
Starmer: “Accolgo con favore” i colloqui Iran-Usa
Il primo ministro britannico Keir Starmer ha dichiarato lunedì di accogliere con favore i colloqui riportati tra Stati Uniti e Iran sul conflitto.
“Accolgo con favore i colloqui riportati tra Stati Uniti e Iran”, ha detto Starmer a una commissione parlamentare, aggiungendo che il Regno Unito è “a conoscenza” del fatto che sono in corso discussioni.
Secondo Downing Street, nella tarda serata di domenica ha avuto un colloquio telefonico con il presidente statunitense Donald Trump.
Trump ha affermato che tra le due parti ci sono “importanti punti di accordo”, ma l’Iran ha negato che i colloqui siano in corso.

Arrestato responsabile di rete di spionaggio per Israele
Le autorità iraniane hanno individuato e arrestato il presunto capo di una rete di spionaggio collegata a Israele nella provincia sud-occidentale di Chaharmahal e Bakhtiari. Lo riferisce l’agenzia di stampa “Tasnim”, citando fonti ufficiali.
Secondo quanto riportato, l’uomo sarebbe stato tra i leader delle proteste di inizio gennaio e, in quel contesto, avrebbe stabilito contatti con agenti israeliani e con il Mossad, il servizio di intelligence.
Stando alle autorità iraniane, l’individuo era impegnato nell’“individuare e trasmettere la posizione di alcune installazioni militari e sensibili”.
Sono state arrestate anche altre persone ritenute legate alla stessa presunta rete di spionaggio.
Mosca: “Dichiarazioni contraddittorie”, monitoriamo
Il Cremlino sta seguendo con attenzione le numerose dichiarazioni diffuse oggi riguardo ai possibili colloqui tra Stati Uniti e Iran, auspicando al tempo stesso una rapida soluzione del conflitto. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, all’agenzia Tass, commentando le notizie secondo cui il presidente statunitense Donald Trump avrebbe ordinato al Pentagono di posticipare di cinque giorni gli attacchi contro le infrastrutture energetiche iraniane per favorire un negoziato. Un negoziato che però è stato smentito da Teheran.
“Oggi emergono molte dichiarazioni diverse, anche tra loro contraddittorie. Continuiamo a seguirle con attenzione e auspichiamo un rapido passaggio a una soluzione pacifica”, ha affermato Peskov.
Sanchez visita Pechino mentre crescono le tensioni con gli Usa
Il premier spagnolo Pedro Sanchez si recherà in Cina per una visita ufficiale a Pechino tra il 13 e il 15 aprile secondo quanto riportato Moncloa. Si tratta del quarto viaggio del leader socialista nel Paese asiatico in poco più di tre anni e arriva nel pieno delle tensioni tra il governo di Madrid e Donald Trump che ha criticato la Spagna per quella che ritiene una spesa per la difesa troppo bassa e per non aver dato il via libera all'uso delle basi di Rota e Moron per operazioni contro l'Iran.

Trump: in corso un cambio di regime in Iran
Trump ha affermato che in Iran è in atto un "cambio di regime", minacciando al contempo di "continuare a bombardare senza remore" se i negoziati in corso con un gruppo di leader iraniani non identificati dovessero fallire. "Un cambio di regime è automatico" perché "tutti i rappresentanti del regime sono stati uccisi", ha dichiarato ai giornalisti prima di partire dalla Florida per un viaggio a Memphis.
Petrolio: prezzi in calo del 10% dopo dichiarazioni Trump
Il prezzo del petrolio cala fino al 10% dopo le parole di Trump, che annuncia una pausa di cinque giorni negli attacchi contro obiettivi energetici in Iran.
Trump: Stretto di Hormuz riaprirà sotto controllo congiunto
Lo Stretto di Hormuz potrebbe essere "aperto molto presto" se i colloqui diplomatici con l'Iran andranno bene. Lo ha detto il presidente Donald Trump ai giornalisti in Florida. Alla domanda se l'Iran sarebbe ancora in grado di controllare la cruciale via d'acqua, uno dei canali di trasporto petrolifero più trafficati al mondo e fondamentale per l'approvvigionamento energetico globale, Trump ha risposto che sarebbe "controllata congiuntamente".
Egitto: "Intensi contatti con parti coinvolte" per allentare tensioni
L'Egitto si sta adoperando "instancabilmente e mantiene intensi contatti con tutte le parti interessate negli ultimi giorni" nella guerra "per evitare di raggiungere il punto di non ritorno, arrestare l'escalation nella regione ed evitare di precipitare nel caos". Lo ha dichiarato il ministero degli Esteri egiziano Badr Abdelatty in un comunicato stampa.
L'Egitto, si legge, "sta compiendo ogni sforzo possibile, in stretto coordinamento con le parti regionali e internazionali, per esortare tutte le parti interessate a ridurre le tensioni e raggiungere una tregua che ponga fine al conflitto in corso e ne impedisca l'espansione nella regione e la degenerazione in uno stato di caos regionale diffuso". In questo contesto, l'Egitto "apprezza le dichiarazioni rilasciate dal presidente degli Stati Uniti" Donald Trump il 23 marzo, in cui ha fatto riferimento a intensi contatti per allentare le tensioni e alla sua intenzione di abbandonare i piani per colpire gli impianti energetici iraniani.

Il capo dell’Energia Usa definisce “temporanee” le interruzioni del mercato petrolifero
Il segretario all’Energia degli Stati Uniti, Chris Wright, ha dichiarato lunedì che le interruzioni nel mercato petrolifero sono “temporanee”, mentre i costi aumentano a causa della guerra in Iran.
“I prezzi non sono ancora saliti abbastanza da provocare una significativa riduzione della domanda”, ha affermato durante la conferenza annuale CERAWeek a Houston.
Ha aggiunto che Washington ha adottato “soluzioni pragmatiche” per consentire al petrolio sanzionato già in circolazione di entrare nel mercato, sottolineando che "si tratta di misure per mitigare una situazione temporanea”.

Trump: "Importanti punti di accordo" con l'Iran dopo i colloqui di ieri sera
Ci sarebbero "importanti punti di accordo" con l'Iran dopo i colloqui svoltisi nella serata di ieri, 22 marzo, con i due principali inviati statunitensi, Steve Witkoff e Jared Kushner, secondo quanto dichiarato da Trump, ai giornalisti all'aeroporto di West Palm Beach, in Florida.
I colloqui "sono andati, direi, perfettamente", ha aggiunto Trump, precisando che sarebbe stata Teheran a prendere l'iniziativa. "Direi che se ci sara' un seguito, tutto questo mettera' fine a quel problema, a quel conflitto, e credo che lo risolvera' in modo molto, molto sostanziale". Witkoff e Kushner hanno preso parte ai colloqui, ma Trump e' rimasto vago sull'identita' della controparte iraniana, specificando solo che si tratta di un leader "rispettato" che non e' la Guida suprema Mojtaba Khamenei.
Trump ha annunciato ulteriori telefonate nella giornata di oggi, 23 marzo, seguite da un incontro di persona "molto, molto presto", nell'ambito di quello che ha definito "un periodo di cinque giorni". Quanto alle condizioni per un accordo, il presidente ha indicato che l'Iran non dovra' dotarsi di un'arma nucleare e che gli Stati Uniti prenderanno possesso dell'uranio altamente arricchito iraniano. "Credo che lo otterremo. Su questo ci siamo accordati", ha detto
Merz: “Grato” a Trump per il rinvio degli attacchi
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha dichiarato lunedì di essere “grato” al presidente degli Stati Uniti Donald Trump per aver rinviato gli attacchi, precedentemente minacciati, contro centrali elettriche in Iran.
“Gli ho espresso le mie preoccupazioni riguardo agli attacchi annunciati contro le centrali elettriche in Iran”, ha detto Merz durante una conferenza stampa a Berlino, riferendo della telefonata avuta il giorno precedente.
“Sono grato che oggi abbia dichiarato di rinviarli di altri cinque giorni.”

Unifil: colpito quartier generale in Libano
La forza di pace delle Nazioni Unite nel Libano meridionale, nota come Unifil, ha dichiarato lunedì che un edificio del suo quartier generale nella città costiera di Naqoura è stato colpito da un proiettile. Le Nazioni Unite ritengono che il colpo sia stato "sparato da un attore non statale", un apparente riferimento al gruppo militante libanese Hezbollah.
Da quando Israele ha lanciato una nuova incursione di terra nel Libano meridionale, Hezbollah e le forze israeliane si sono scontrate in diversi punti lungo il confine. Il comunicato dell'Unifil afferma che "nelle ultime 48 ore, i caschi blu hanno registrato intensi spari ed esplosioni" nell'area di Naqoura e che "proiettili, frammenti e schegge hanno colpito edifici e aree aperte all'interno del nostro quartier generale. ... Di conseguenza, i caschi blu sono stati costretti a rifugiarsi nei bunker per evitare di essere feriti".
La portavoce dell'Unifil, Kandice Ardiel, ha dichiarato che i caschi blu hanno anche osservato o udito combattimenti terrestri nei pressi dei villaggi di Khiam, Odaisseh, Mays al-Jabal, Markaba e Taybeh.
Media Iran: non sono in corso colloqui con gli Usa
Il ministero degli Esteri dell'Iran ha affermato che non sono in corso colloqui con gli Stati Uniti. "Le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti fanno parte degli sforzi per ridurre i prezzi dell'energia e guadagnare tempo per attuare i suoi piani militari", ha dichiarato il ministero, secondo quanto riporta la Tv di Stato iraniana.
"La nostra risposta a tutte queste iniziative è chiara: non siamo noi ad aver iniziato questa guerra e tutte queste richieste dovrebbero essere indirizzate a Washington"
Sirene antiaeree attivate nel nord di Israele
Nella città di confine settentrionale di Kiryat Shmona, in Israele, le sirene suonano per la quarta volta in un'ora, avvertendo di un possibile attacco missilistico proveniente dal Libano.
Gli allarmi vengono attivati anche nelle comunità circostanti.
Le borse globali balzano in avanti dopo l'annuncio di progressi da parte di Trump sull'Iran
I mercati statunitensi hanno invertito la rotta e sono balzati in rialzo prima dell'apertura, mentre i future sul petrolio sono crollati dopo che il presidente Donald Trump ha esteso la scadenza per la riapertura dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran, affermando che gli Stati Uniti si asterranno dagli attacchi contro le centrali elettriche e le altre infrastrutture energetiche iraniane.
I future sull'S&P 500 e sul Dow Jones Industrial Average sono balzati del 2,6 per cento prima dell'apertura dei mercati. I prezzi del petrolio sono crollati fino al 10 per cento a un certo punto. Il greggio di riferimento statunitense è sceso di 8,23 dollari a 90 dollari al barile. Il Brent, il riferimento internazionale, è crollato di 9,02 dollari a 103,17 dollari al barile.
Nuova ondata di attacchi israeliani su Teheran
L'esercito israeliano ha dichiarato di aver avviato una nuova ondata di attacchi contro obiettivi nella capitale iraniana, Teheran, poco dopo l'annuncio di Trump di una tregua di cinque giorni
Iran, tregua: silenzio di Netanyahu
Benjamin Netanyahu non ha rilasciato dichiarazioni né risposto alle richieste di commento dopo l'annuncio di una tregua di cinque giorni da parte del presidente Donald Trump.
Iran, Trump annuncia tregua di 5 giorni
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ordinato "cinque giorni di tregua di qualsiasi attacco militare contro centrali elettriche e infrastrutture energetiche iraniane" dopo colloqui "positivi" con Teheran.
"Sulla base del tenore e del tono di queste conversazioni approfondite, dettagliate e costruttive, che proseguiranno per tutta la settimana, ho incaricato il Dipartimento della Guerra di rinviare qualsiasi attacco militare contro centrali elettriche e infrastrutture energetiche iraniane per un periodo di cinque giorni, subordinatamente al successo degli incontri e delle discussioni in corso", ha detto Trump.
Iran, Russia: "inaccettabili attacchi a strutture nucleari"
Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha avuto un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi durante il quale è stata ribadita "l'inaccettabilità degli attacchi statunitensi e israeliani alle infrastrutture nucleari iraniane".
"È stata discussa la situazione nel Golfo Persico, che si è deteriorata drasticamente a seguito dell'aggressione statunitense e israeliana. Sergey Lavrov ha sottolineato la categorica inaccettabilità degli attacchi statunitensi e israeliani contro le infrastrutture nucleari iraniane, inclusa la centrale nucleare di Bushehr, che comportano rischi inaccettabili per la sicurezza del personale russo e che potrebbero avere conseguenze ambientali catastrofiche per tutti i paesi della regione. È stata espressa reciproca preoccupazione per la pericolosa estensione del conflitto, provocato da Washington e Tel Aviv, al Mar Caspio", si legge nella nota pubblicata dal ministero degli Esteri russo.
Cremlino smentisce indiscrezioni su scambio Iran-Ucraina con Usa
Il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha definito "false" le indiscrezioni di stampa secondo cui la Russia avrebbe proposto agli Stati Uniti un accordo sullo scambio di informazioni di intelligence, promettendo di interrompere la fornitura di dati all'Iran in cambio di una simile mossa americana rispetto all'Ucraina.
Iran, otto morti e diversi feriti nel Khorramabad
Otto persone sono morte e diverse sono rimaste ferite in un attacco di Israele e Stati Uniti contro una zona residenziale a Khorramabad, capoluogo della regione di Lorestan, nel nord dell'Iran Lo riporta l'agenzia iraniana Mehr.
Iran minaccia di mettere "mine navali" nel Golfo Persico in caso di attacco Usa
L'Iran ha minacciato di posare "mine navali" nel Golfo Persico qualora Stati Uniti e Israele attaccassero le sue coste o isole. "Qualsiasi tentativo da parte del nemico di attaccare le coste o le isole iraniane comporterà naturalmente, in conformità con le consolidate prassi militari, il minamento di tutte le vie di accesso e le linee di comunicazione nel Golfo Persico e nelle aree costiere con vari tipi di mine navali, comprese le mine galleggianti dispiegabili dalla costa", ha dichiarato il Consiglio di Difesa iraniano in un comunicato diffuso dai media statali.
Washington Post: Mojtaba Khamenei "ferito e isolato"
Mojtaba Khamenei, nuova Guida Suprema dell'Iran sarebbe "ferito, isolato e non risponde ai messaggi che gli vengono trasmessi". Lo riferisce il Washington Post, citando funzionari della sicurezza statunitensi e israeliani. Nonostante questo, funzionari di Tel Aviv hanno affermato che i religiosi sopravvissuti e i leader del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche dell’Iran hanno consolidato il loro controllo sul Paese.
Gerusalemme, Pizzaballa: cancellati riti pasquali
"La durezza di questo tempo di guerra, che ci colpisce tutti, oggi si fa carico dell'ulteriore peso di non poter celebrare la Pasqua insieme e con dignità. Questa è una ferita che si aggiunge alle tante inflitte dal conflitto". Il Patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, conferma che i riti della Settimana Santa a Gerusalemme hanno subito delle variazioni. Annullata la tradizionale processione della Domenica delle Palme, che dal Monte degli Ulivi sale fino a Gerusalemme. "Al suo posto, si terrà un momento di preghiera per la città di Gerusalemme, in un luogo che verrà comunicato in seguito".
Borse europee partono in rosso
La Borsa di Milano, così come il resto delle Piazze europee, parte in rosso sulla crescente escalation del conflitto in Iran. L'allontanarsi di una possibile risoluzione a breve del conflitto spinge in rosso le borse europee. Piazza Affari cede l'1,8%, Parigi l'1,55% e Francoforte l'1,95%.
Intanto a Sintra inizia oggi il Forum Bce da cui potrebbero giungere indizi aggiuntivi sulle future mosse degli istituti in materia di politica monetaria.
Caccia statunitense precipita in Kuwait
Un caccia statunitense colpito nello spazio aereo iraniano è precipitato in Kuwait. Lo riferisce l'emittente irachena Al-Ahed, ripresa dall'agenzia iraniana Fars.
Teheran ribadisce ritorsioni se Usa attacca rete energetica iraniana
"Se gli Stati Uniti daranno seguito alla loro minaccia di 'annientare' la rete elettrica iraniana, l'Iran attaccherà senza dubbio le centrali elettriche israeliane, quelle dei Paesi della regione che riforniscono le basi statunitensi nel Golfo Persico, nonché le infrastrutture energetiche, industriali ed economiche della regione in cui gli Stati Uniti detengono una quota", hanno dichiarato le Guardie della Rivoluzione in un comunicato stampa lunedì.
"Siamo determinati a rispondere a qualsiasi minaccia con la stessa intensità deterrente che essa genera... Se colpite l'elettricità, noi colpiamo l'elettricità".
Cina esorta la fine del conflitto in Medio Oriente: "L'intera regione sprofonderebbe nel caos"
La Cina ha esortato tutte le parti coinvolte nella guerra tra Stati Uniti e Israele contro l"iran, che sta interessando lo Stretto di Hormuz, a porre fine alle operazioni militari per evitare un "circolo vizioso" e a tornare ai negoziati.
"Se le ostilità dovessero continuare ad intensificarsi e la situazione dovesse ulteriormente deteriorarsi, l'intera regione sprofonderebbe nel caos", ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Lin Jian.
Armenia invia aiuti umanitari a Iran
L'Armenia ha inviato aiuti umanitari all'Iran, principalmente sotto forma di medicinali. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri armeno Ararat Mirzoyan durante una sessione della Commissione per le relazioni estere dell'Assemblea nazionale.
"Desidero informarvi che la Repubblica d'Armenia ha inviato aiuti umanitari alla Repubblica islamica dell'Iran, principalmente sotto forma di medicinali. E non poteva essere altrimenti".
Iran, portavoce militare provoca Trump: "Sei licenziato!"
Il portavoce del comando operativo centrale delle forze armate iraniane, Ebrahim Zolfaghari, ha rilasciato una nuova dichiarazione provocatoria nei confronti del presidente Usa Donald Trump. "Ehi Trump, sei licenziato! Conosci bene questa frase. Grazie per l'attenzione", dice Zolfaghari in un video in inglese pubblicato dai media iraniani.
IRGC Spokesman Ebrahim Zolfaghari mocks Trump in English:
— Clash Report (@clashreport) March 22, 2026
Hey Trump, you are fired! You are familiar with this sentence.
Thank you for your attention to this matter. pic.twitter.com/t7p3z7YloR
Iran: arrestati "25 mercenari degli Usa e Israele"
Il Ministero dell'Intelligence di Teheran ha dichiarato in un comunicato che 25 "mercenari degli Stati Uniti e di Israele" sono stati arrestati, di cui 23 nella Provincia Centrale e 2 nella Provincia del Golestan.
"Gli arrestati avevano legami con la rete televisiva dissidente Iran International e le hanno inviato informazioni sulla posizione di centri militari e forze di sicurezza, oltre ad avere legami con gruppi separatisti che pianificavano disordini di piazza in caso di appelli da parte del nemico statunitense-israeliano", aggiunge il comunicato, citato dall'emittente statale iraniana.
Nel frattempo, altri "elementi di Iran International Tv" sono stati arrestati a Bojnourd, nella Provincia del Khorasan Settentrionale. Le forze di sicurezza iraniane, in messaggi ai cittadini, hanno minacciato di intervenire contro i membri delle pagine social di Iran International, invitandoli ad abbandonare tali pagine.
Iran, Russia: "situazione a Hormuz tornerà alla normalità" quando Usa e Israele fermeranno escalation
La situazione nello Stretto di Hormuz tornerà alla normalità quando Stati Uniti e Israele fermeranno l'escalation. Lo ha dichiarato il vice ministro degli Esteri russo, Andrey Rudenko. "Chiediamo la fine di tutto questo conflitto, innanzitutto dell'aggressione degli Stati Uniti e degli israeliani contro l'Iran. Quello che sta accadendo nello Stretto di Hormuz è la conseguenza diretta di questa azione illegale. Appena la guerra sarà fermata, penso che la situazione nello Stretto di Hormuz tornerà alla normalità". La Russia si oppone al blocco dello Stretto di Hormuz, ma la situazione che lo circonda deve essere considerata in maniera complessiva, ha aggiunto il diplomatico.
Iran: Nato si prepara a un ruolo operativo
Il Segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha delineato con chiarezza la postura politico-strategica dell'Alleanza rispetto alla crisi in Medio Oriente, evidenziando una convergenza sostanziale con la linea adottata dall'amministrazione statunitense guidata da Donald Trump. L sue dichiarazioni sono state rilasciate nel corso di un'intervista al programma "Face the Nation" dell'emittente statunitense CBS News.
In riferimento all'attacco missilistico attribuito all'Iran contro la base congiunta USA-Regno Unito di Diego Garcia, Rutte ha mantenuto una posizione prudente sul piano valutativo, affermando che "al momento non possiamo confermare, stiamo analizzando", ma ha immediatamente sottolineato la portata potenziale dell'evento, precisando che "se ciò fosse vero, costituirebbe un'ulteriore prova di quanto sia cruciale ciò che il presidente sta facendo, ovvero neutralizzare la capacità missilistica e nucleare iraniana".
Rutte ha quindi esplicitato la percezione di minaccia, osservando che "se l'Iran acquisisse capacità nucleare combinata con capacità missilistica, rappresenterebbe una minaccia diretta, esistenziale, per Israele, per la regione, per l'Europa e per la stabilità globale", aggiungendo che "l'azione del presidente è cruciale per rendere il mondo più sicuro".
"Sappiamo con certezza che l'Iran è molto vicino a disporre di tali capacità", ribadendo che l'obiettivo delle operazioni statunitensi è "degradare la capacità dell'Iran di essere ancora una volta un esportatore di caos nella regione e nel mondo".
Il Segretario generale ha affrontato anche il tema della sicurezza dello Stretto di Hormuz. Rutte ha chiarito che la pianificazione è già in corso, pur mantenendo riservate le tempistiche operative.
Crollo per le Borse di Asia e Pacifico
Ancora sotto pressione le Borse di Asia e Pacifico per i timori di una ulteriore escalation della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran. L'ultimatum di Trump a Teheran ha innescato una fuga generalizzata dagli asset rischiosi. Tokyo lascia il 3,48% e Seul il 6,5% con Giappone e Corea che insieme all'India, sono considerati i paesi più vulnerabili alle interruzioni delle forniture energetiche globali. Pesantissime anche Hong Kong (-4,16%), Shanghai (-3,6%) e Shenzhen (-4,19%).
Conflitto: consigliere presidenziale Emirati critica "assenza" di "grandi" Stati arabi
Il consigliere presidenziale degli Emirati Arabi Uniti, Anwar Gargash, ha criticato "l'assenza" della Lega araba e dellOrganizzazione per la cooperazione islamica, oltre che dei "grandi" Stati arabi e regionali, mentre i Paesi del Golfo "sono sottoposti a questa brutale aggressione iraniana".
"Abbiamo il diritto, nei Paesi del Golfo arabo, di chiederci: dove sono le istituzioni del lavoro arabo e islamico congiunto, in primo luogo la Lega araba e l'Oic, mentre i nostri Paesi e i nostri popoli sono sottoposti a questa brutale aggressione iraniana? E dove sono i 'grandi' Stati arabi e regionali?", ha dichiarato il consigliere del presidente Mohamed bin Zayed in un post su X.
"Di fronte a questa assenza e impotenza, non sarà più lecito in seguito parlare del declino del ruolo arabo e islamico o criticare la presenza statunitense e occidentale. I Paesi del Golfo arabo sono stati un sostegno e un partner per tutti nei momenti di prosperità", ha sottolineato Gargash.
Prezzo petrolio ancora alto, quasi 110 dollari al barile
Resta alto anche il prezzo del petrolio, condizionato dalla chiusura dello stretto di Hormuz e dalle dichiarazioni di Usa e Iran. Questa mattina un barile di Brent viene trattato a 108,90 dollari, con un aumento pari a 2,36 punti percentuale.
Iraq: "Israele provoca guerre nella regione con regolarità"
"Tra le cause principali c’è la questione israelo-palestinese, che destabilizza l’intera regione. Con regolarità ogni pochi anni Israele provoca guerre, tragedie e morti, si mette al di sopra delle leggi internazionali. L'Iran da molto tempo ormai si pone come difensore della causa palestinese e ciò ha condotto sia alla guerra del giugno 2025 che a quest’ultima". Lo ha affermato il premier iracheno Mohammed Shia al-Sudani a Il Corriere della Sera.
"Purtroppo gli Stati Uniti si sono lasciati trascinare in un nuovo attacco, ma ancora non è chiaro con quale obiettivo: oscillano tra il cambio di regime, la distruzione del materiale atomico e dei missili, oppure la sconfitta degli alleati dell'Iran. Resta il problema che siamo tutti coinvolti".
Sull'ultimatum di Trump all'Iran Shia al-Sudani ha detto: "È una pericolosa spirale di violenza. L'Iran a sua volta promette che reagirà. E a essere colpite ancora di più saranno le infrastrutture energetiche in tutta la regione".
Israele convoca gabinetto sicurezza dopo ultimatum di Trump
Il gabinetto di sicurezza israeliano si riunirà questa sera in vista dell'ultimatum di Donald Trump all'Iran. Lo riferiscono i media israeliani.
Trump: "Pace attraverso la forza"
"La pace attraverso la forza, per usare un eufemismo!". Lo ha scritto su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, con evidente riferimento alla guerra con l'Iran

Esplosioni in diverse città iraniane, colpita stazione radiofonica: una vittima
Segnalate esplosioni in numerose città iraniane. Nelle aree centrali di Teheran sono stati uditi i sistemi di difesa aerea in azione. Forti detonazioni anche nelle aree orientali e occidentali della capitale. Diversi attacchi sono stati segnalati in altre città, tra cui Bandar Abbas, dove una stazione radiofonica sarebbe stata colpita causando una vittima, e Khorramabad e Urmia, dove bombardamenti su aree residenziali avrebbero provocato morti tra i civili.
Esplosioni sono state udite inoltre a Isfahan, Karaj e Ahvaz, dove un ospedale avrebbe subito danni a seguito dei raid.
Petroliere dirette in Pakistan attraversano lo Stretto di Hormuz
Alcune petroliere dirette in Pakistan sono riuscite ad attraversare lo Stretto di Hormuz nonostante la chiusura parziale imposta dall'Iran nell'ambito del conflitto con Stati Uniti e Israele. Lo riferiscono fonti informate citate dal quotidiano "Nikkei", secondo cui altre navi potrebbero transitare nei prossimi giorni. Più di una petroliera pakistana avrebbe superato il passaggio marittimo tra il 10 e il 19 marzo scorsi.
Secondo una fonte governativa, Islamabad avrebbe sfruttato i buoni rapporti con Teheran per ottenere il transito delle navi, mentre esperti ritengono che il passaggio sia avvenuto con il tacito consenso delle autorita' iraniane.
Video: missili iraniani immagazzinati in strutture sotterranee
Irib ha diffuso dei video in cui vengono mostrate lunghe file di missili immagazzinati in una struttura sotterranea. Secondo l'emittente di Stato iraniana, l'arsenale sarebbe solo "la punta dell'iceberg".
A video released by Iran's official IRIB News outlet shows rows of missiles stored in an underground facility.
— Al Jazeera English (@AJEnglish) March 23, 2026
The broadcaster describes the arsenal as 'the tip of the iceberg'. pic.twitter.com/8nxc52sWwu
Riad colpita da missili balistici
La regione di Riad, in Arabia Saudita, è stata colpita da due missili balistici. Lo ha annunciato il ministero della Difesa del regno saudita.
Uno dei missili è stato intercettato e l'altro è caduto in una zona disabitata, ha precisato il ministero.
Pasdaran minacciano dure rappresaglie se Usa attacca impianti energetici iraniani
I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno minacciato dure rappresaglie in caso di bombardamenti ai suoi impianti energetici.
"Avete attaccato i nostri ospedali noi no. Avete attaccato i nostri centri di soccorso, noi no. Avete attaccato le nostre scuole, noi no. Ma se attaccate la rete energetica, noi attaccheremo reti energetiche: risponderemo a qualsiasi minaccia con la stessa intensita'", si legge in una nota riportata dall'agenzia Isna
Usa attacca impianto "produzione droni" a Qom
Il Comando centrale degli Stati Uniti, responsabile delle operazioni militari in Medio Oriente, ha riferito che le forze Usa hanno colpito un impianto di produzione di turbine nella provincia iraniana di Qom, ritenuto collegato allo sviluppo di droni e componenti aeronautici destinati ai Guardiani della rivoluzione. Secondo quanto riferito dal comando in un messaggio sui social media, il sito produceva motori a turbina per droni d'attacco e parti per velivoli utilizzati dal corpo militare iraniano. Il Centcom ha diffuso immagini del sito prima e dopo l'attacco.
U.S. forces continue to eliminate the Iranian regime’s one-way attack drone capabilities, which they’ve used to indiscriminately target civilians throughout the region. pic.twitter.com/AbdLMmtoei
— U.S. Central Command (@CENTCOM) March 22, 2026
Israele intercetta missili iraniani
Tel Aviv ha detto di aver intercettato missili lanciati dall'Iran verso Israele. Le forze armate di Israele "hanno rilevato missili lanciati dall'Iran. I sistemi di difesa sono in azione per intercettare questa minaccia", ha scritto l'esercito su Telegram
Giappone valuta invio delle proprie forze per operazioni sminamento a Hormuz
Tokyo valuta l'impiego delle proprie Forze di Autodifesa per operazioni di sminamento nello Stretto di Hormuz qualora venisse raggiunto un cessate il fuoco tra l'Iran e l'alleanza israelo-americana.
Il ministro degli Esteri giapponse, Toshimitsu Motegi, ha sottolineato le avanzate capacità di sminamento del Giappone durante la discussione sul potenziale dispiegamento, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Kyodo News.
Aie: economia globale è sotto "grave minaccia"
L'economia globale è sotto "grave minaccia" a causa della crisi energetica provocata dalla guerra in Medio Oriente. Lo ha dichiarato Fatih Birol, direttore generale dell'Agenzia Internazionale dell'Energia al National Press Club nella capitale australiana.
"Nessun Paese sarà immune" ai suoi effetti, ha avvertito. L'Agenzia Internazionale dell'Energia si sta consultando con i governi di Asia ed Europa in merito al rilascio di ulteriori riserve petrolifere "se necessario" a causa della guerra con l'Iran.
Idf lancia ondata di attacchi aerei "su vasta scala" a Teheran
Le Forze di difesa israeliane hanno affermato di aver lanciato un'ondata di attacchi aerei "su vasta scala" a Teheran, prendendo di mira le infrastrutture del "regime del terrore" iraniano. Lo riporta Times of Israel.
In precedenza, le Idf aveano aggiunto che diversi organi di sicurezza in Iran erano stati presi di mira tra cui una base militare utilizzata per l'addestramento dei soldati e lo stoccaggio di sistemi missilistici destinati a colpire aerei, un impianto di produzione e stoccaggio di armi del Ministero della Difesa, un sito di produzione di armi dell'Aeronautica militare delle Guardie Rivoluzionarie, il quartier generale del Ministero dell'Intelligence iraniano e il quartier generale di emergenza delle Forze di Sicurezza Interna.