Euronews sta seguendo a campagna elettorale di Fidesz e del partito Tisza, attualmente in testa nei sondaggi in vista del 12 aprile. Il partito di Orbán mette in campo nomi noti e una retorica ormai consolidata, mentre Tisza punta su volti nuovi e sulla richiesta di cambiamento
Fidesz è entrato in modalità campagna elettorale in vista del voto del prossimo 12 aprile. Due membri del partito del premier, Viktor Orbán, i ministri János Lázár e István Nagy hanno criticato ampiamente l'Ucraina mercoledì durante un evento pubblico a Mosonmagyaróvár.
Lázár, che è il ministro all'edilizia e ai trasporti, ha affermato che Kiev vuole tagliare fuori il Paese dall'energia russa a basso costo e che l'Ucraina rimarrà una zona di guerra per i decenni a venire.
"A volte ci sarà pace, a volte una tregua, a volte una gara di spintoni su quel confine di 1.200 chilometri. E i russi cercheranno di arrivare fino a Kiev, ovviamente, e chissà dove intorno a Kiev. E il Donbass e così via", ha detto il ministro parlando nell'ultima tappa di un evento itinerante da lui organizzato dal titolo Lázárinfó.
"Questo è il loro mestiere, cercheranno di allargare i confini anche dopo l'accordo di pace e anche dopo il cessate il fuoco", ha proseguito.
"In Europa tutto è cambiato, non è vero? E le cose stanno andando in una direzione molto sbagliata. E io, personalmente, non mi sento più sicuro come prima", ha commentato a Euronews uno delle persone nel pubblico a Mosonmagyaróvár.
Al forum Lázárinfo hanno partecipato alcune centinaia di ungheresi, tra cui decine di sostenitori dell'opposizione, ma non ci sono stati scontri tra le due fazioni.
La sicurezza nazionale al centro della campagna di Fidesz
István Nagy ha dichiarato che "ci sono rapporti di intelligence che confermano" che l'Ucraina si sta preparando ad attaccare l'Ungheria.
"Quindi dobbiamo semplicemente proteggerci", ha detto il ministro dell'Agricoltura, "affinché non accada nulla che possa minacciare l'approvvigionamento energetico del popolo ungherese",.
"Da tutte le informazioni rilevanti per la sicurezza nazionale, siamo giunti alla conclusione che il sistema di stoccaggio, di trasmissione e di rete dell'energia in Ungheria deve essere protetto meglio di come lo abbiamo protetto finora", ha rincarato Lázár, "so che molte persone in Europa stanno cercando di rassicurare gli ucraini, ma purtroppo gli ucraini non riescono a controllarsi".
Non risultano altre dichiarazioni o notizie che confermino l'intenzione di Kiev di attaccare l'Ungheria, che è peraltro un membro della Nato.
Fidesz (acronimo di Fiatal Demokraták Szövetsége, Unione dei Giovani Democratici, attualmente ribattezzato Unione Civica Ungherese) sta costruendo la sua campagna elettorale su tre politici: lo stesso Lázár, il ministro degli Esteri e del Commercio, Péter Szijjártó e il premier Viktor Orbán.
Gli eventi della campagna del primo ministro però non sono pubblici e non sono annunciati, quindi la stampa indipendente ha difficoltà ad informarne il pubblico.
Euronews ha contattato l'ufficio stampa di Orbán per telefono e via e-mail per sapere dove Orbán sta facendo campagna elettorale in questi giorni, ma non ha ricevuto risposta.
Per Péter Magyar il governo sta usando l'Ucraina come distrazione
Il leader del principale partito di opposizione, Tisza, è impegnato in una vasta campagna elettorale per il Paese, con diversi eventi quotidiani accanto ai candidati locali.
Magyar sostiene che il governo si occupa dell'Ucraina solo per distogliere l'attenzione dai problemi del Paese. "Non mi occupo di sciocchezze. Ci preoccupiamo della vita del popolo ungherese, di salvare il sistema sanitario, di riportare a casa i fondi dell'Ue, cosa che Viktor Orbán non ha fatto", ha detto Magyar a Euronews.
"Orbán parla di tutto tranne che della realtà. Minaccia gli ungheresi, incita, crea una psicosi da guerra. Tra 45 giorni l'Ungheria metterà fine a tutto questo", ha aggiunto il leader di Tisza (acronimo di Tisztelet és Szabadság Párt ovvero Partito del Rispetto e della Libertà).
Lo slogan del suo tour elettorale è "Ora o mai più", che riecheggia i sentimenti di molti che ritengono che non ci sia mai stata un'occasione come oggi per spodestare Fidesz, al potere dal 2010.
Da allora i sondaggi non hanno rilevato un concorrente forte come Tisza, illustrato dal fatto che Magyar si presenta regolarmente davanti a migliaia di persone nelle grandi città rurali.