Le bandiere di Russia e Bielorussia tornano ai Giochi Paralimpici dopo la decisione del Tas. Kiev annuncia il boicottaggio, sostenuta da ministri italiani e Ue. Mentre il Comitato paralimpico internazionale richiama alla centralità dello sport, il mondo si divide
Con l’approssimarsi dei Giochi Paralimpici (6-15 marzo 2026), si registra uno scontro sul ritorno ufficiale di Russia e Bielorussia nella competizione. Sebbene la scelta fosse stata ratificata mesi fa, l’Ucraina ha inasprito le proteste parlando di "scandalo" e promettendo di "disertare la cerimonia di apertura", ha reso noto il ministro dello Sport di Kiev, Matviy Bidny.
Sulla stessa linea il titolare degli Esteri Andriy Sybiha, che sta sollecitando le diplomazie internazionali a seguire l'esempio. Mercoledì la Commissione europea ha accolto l'invito e non sarà rappresentata all'apertura, il 6 marzo all'Arena di Verona, ha detto il commissario allo Sport, Glenn Micallef.
Anche l’esecutivo italiano è critico. "La perdurante violazione della tregua e degli ideali olimpici e paralimpici da parte della Russia, appoggiata dalla Bielorussia, è incompatibile con la partecipazione dei loro atleti ai Giochi, se non come atleti individuali neutrali", spiegano in una nota congiunta i ministri degli Esteri e dello Sport, Antonio Tajani e Andrea Abodi.
Al contrario, la Lega ha seguito la posizione del Comitato paralimpico internazionale (Cpi) e la reintroduzione della partecipazione degli atleti sotto le bandiere nazionali di Russia e Bielorussia (12 e 5 rispettivamente) e manifestato un parere opposto.
"Da sempre le Olimpiadi sono uno straordinario momento di sport, dialogo e amicizia fra i popoli. È quindi una notizia positiva che alle Paralimpiadi gli atleti di tutte le nazioni possano gareggiare sotto le loro bandiere", si legge nel comunicato del partito guidato da Matteo Salvini.
Quali sono gli atleti coinvolti di Russia e Bielorussia
Il fronte dei contrari vede in prima fila anche il Comitato Paralimpico della Lituania, che auspica un'edizione dei Giochi "senza aggressori", d’intesa con gli Stati scandinavi e baltici.
A differenza del Comitato olimpico internazionale, che ha imposto criteri di neutralità per chi ha sostenuto l'invasione del 2022 in Ucraina anche a Milano Cortina, tanto che gli atleti di Russia e Bielorussia hanno partecipato sotto bandiera neutrale o sono passati ad altre federazioni, il Cpi ha ripristinato i pieni diritti di Russia e Bielorussia.
Le federazioni russa e bielorussa hanno vinto un ricorso d'urgenza al Tribunale arbitrale sportivo di Losanna. Sulla base di questa sentenza, gareggeranno con pieno diritto il tre volte medaglia d'oro russo nello sci alpino Alexey Bugaev, la due volte campionessa del mondo Varvara Voronchikhina, nello sci di fondo Ivan Golubkov e Anastasia Bagiyan, nel parasnowboard Dmitry Fadeev e Philipp Shebbo Monzer.
Per la Bielorussa tutti atleti del para Cross (lo sci di fondo paralimpico): Valentina Birilo, Lidiya Loban, Darya Fedkovich e Roman Sviridenko.