Il miliardario Les Wexner, fondatore di L Brands, che ha reso grandi diversi marchi di abbigliamento, deve chiarire al Congresso degli Stati Uniti i propri legami con il finanziere al centro di un rete globale di favori, sessuali e non. Dopo la politica, l'inchiesta su Epstein travolge la finanza
Il presidente e amministratore delegato di L Brands, Les Wexner, testimonia mercoledì davanti al Congresso degli Stati Uniti per parlare dei suoi rapporti decennali con Jeffrey Epstein, il finanziere condannato per reati sessuali e morto suicida nel 2019, al centro di una vicenda che sta scuotendo l'establishment non solo statunitense.
Una commissione della Camera dei rappresentanti ha emesso un mandato di comparizione per il miliardario dell'Ohio, 88 anni, che con il suo gruppo ha fatto una fortuna con i marchi di abbigliamento intimo, tra cui Victoria's secret, comprato nel 1982.
Appena martedì, il quadro emerso da migliaia di pagine di documenti d'indagine sul conto di Epstein, resi pubblici qui dal Dipartimento di Giustizia, aveva coinvolto l'ex ministro della Cultura francese, Jack Lang, dimessosi e sostituito alla guida dell'Institut du Monde arabe di Parigi dopo le perquisizioni nella sede del centro.
Il ruolo finanziario di Epstein e l'ascesa di L Brands
Per anni, Epstein è stato il gestore del patrimonio di Wexner (stimato oggi da Forbes in circa 9 miliardi di dollari) ottenendone un controllo quasi totale mentre il miliardario costruiva un impero della moda e del benessere.
A metà anni Ottanta, quando si conobbero, l'imprenditore aveva ormai trasformato un negozio Limited a Columbus, nell'Ohio, in un contenitore di simboli della cultura e del business di quel periodo - tra cui il marchio di lingerie, Victoria's secret - che in seguito avrebbe inglobato tra gli altri anche Abercrombie & Fitch e White Barn Candle Co.
Grazie a questo incarico, l'uomo d'affari in cerca di appoggi con i potenti della finanza e della politica attraverso feste esclusive a base di sfruttamento sessuale anche di minorenni, ha acquisito ulteriori mezzi e prestigio.
I documenti rivelano infatti che il patron di L Brands abbia finanziato l'acquisto della lussuosa residenza a New York di Epstein. Nonostante i legami profondi, Wexner ha negato di essere a conoscenza delle attività criminali del suo consulente sostenendo di avere interrotto i rapporti nel 2007 dopo il suo primo arresto.
Nel 2019 il numero uno di L Brands disse agli investitori di provare imbarazzo per essersi avvicinato a una persona "così malata, così astuta, così depravata" e di essere stato derubato di "vaste somme".
Le rivelazioni nei file Epstein sul legami con Wexner anche dopo il 2008
Tuttavia, i documenti investigativi federali pubblicati grazie all'Epstein Files Transparency Act descrivono Wexner come un "co-cospiratore non incriminato", sulle base di alcune prove circoscritte dell'Fbi e di e-mail, che ha avuto rapporti con il trafficante sessuale anche in seguito.
Il nome di Wexner, toccato anche da un altro scandalo di abusi sessuali da parte di un dottore sugli studenti di una locale università dell'Ohio, compare più di mille volte nei fascicoli il che, per quanto non sia una prova di colpevolezza, indica la prossimità alle vicende criminali di Epstein.
Nelle carte figura anche una deposizione di Virginia Giuffre, una delle vittime più note di Epstein morta anch'ella suicida, ha affermato che l'imprenditore fosse era uno degli uomini a cui Epstein l'aveva offerta per prestazioni sessuali.
In un'altra ramificazione della vicenda, Thomas Pritzker ha dichiarato martedì di essersi dimesso da presidente della Hyatt Hotels, secondo una dichiarazione pubblicata dalla Bbc. Il miliardario statunitense, 75 anni ed erede della dinastia alberghiera, ha detto di avere avuto "scarso giudizio" nel mantenere rapporti con Epstein, prima e dopo il suo arresto.